Le 10 canzoni più sexy di sempre

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È delle riviste più blasonate il vezzo di stilare classifiche d’ogni genere, spesso in base a dati attendibili come la prestigionsa Forbes, ma talvolta esclusivamente in base al proprio gusto: da oggi anche Cosmomusic, come i grandi della musica, vuole arrogarsi il diritto di stilare di tanto in tanto delle proprie classifiche, sperando che i lettori non ce ne vogliano se vedranno i loro beniamini, in fondo o addirittura esclusi, tuttavia potranno sempre interagire con noi attraverso commenti, mail, sondaggi e quant’altro.

Inauguriamo la nuova rubrica delle CosmoCharts eleggendo le “10 canzoni più sexy di sempre”, quelle che emanano una velata sensualità o sono puro sesso. Partendo dalla decima posizione, ma potrete sempre ribaltare la nostra classifica votando il sondaggio della settimana:

10 – Al decimo posto non poteva mancare una pioniera della sensualità in musica, Donna Summer che con I love to love you baby (1975), simula un orgasmo, con sensuali mugolii che hanno fatto sognare intere generazioni.

09 – Già nel 1969 però il regista e cantante Serge Gainsburg, insieme a Jane Birking, cantò Je t’aime mon plus, brano “scandalo” in cui i due interpreti simulavano le effusioni di un atto sessuale e, ancora oggi, resta una delle canzoni più sensuali di sempre.

08 – Messo da parte l’alter ego formato cartoon, anche Hilary Duff, nota al pubblico per il ruolo di Lizzie McGuire nell’omonima serie, decide di dare una svolta alla sua carriera musicale, proponendo una immagine più matura e sensuale con Reach Out (and touch me), allunga la mano e toccami, brano pop-rock, ottenuto da un campionamento di Personal Jesus dei Depeche Mode.

07 – Ma nel 2001 già Britney Spears, accompagnata da suoni tribali, abbandona l’immagine acqua e sapone con I’m a slave 4 u, solo la tua schiava, per trasformarsi in una bomba del sesso, simulando nella canzone, e nella clip, un orgasmo che scatenerà le fantasie dei suoi fan.

06 – Pioniera della musica, e regina delle classifiche, Mina è l’unica cantante italiana che già nel 1975, stupisce i suoi fan, con una canzone scritta per lei da Cristiano Malgioglio, in cui parla sensualmente di sesso con L’importante è finire.

05 – Quinto posto per la bella e brava Kylie Minogue, la cantante australiana ha infatti sedotto con la sua sensualissima cover di Olivia Newton John, Physical.

04 – Non poteva mancare la vera regina del pop, Madonna, che con brani com Justify my love, si è divertita a scandalizzare fan e benpensanti dell’epoca, che guardavano attoniti le sue eccentriche performance e i videoclip roventi.

03 – Lasciate le Destiny’s Child, la leader Beyoncé nel 2003 riprende il ritornello di “I Love to love you baby” della Summer, per dar vita alla orientaleggiante e conturbante Naughty Girl, ragazza spinta, in cui diventa il sogno erotico della nuova generazione.

02 – Nel 2005 Jentina, cantante e (occasionalmente) modella britannica, propone Mysterious, brano pop molto sensuale, nella cui clip la cantante inglese mette in luce la sua avvenenza e origine del mondo della moda.

01 – Il primo posto è ancora una volta suo: unica cantante ad occupare due posizioni nella nostra personalissima classifica, Madonna ritorna prepotentemente anche al primo posto con quella che è la canzone più sexy ed esplicita in assoluto, Erotica, del 1992, nella cui clip Madonna da vita a fantasie erotiche fetish senza inibizioni.

Sanremo 2010: il trionfo del Tarocco?

Valerio Scanu Sanremo 2010.jpgIl sipario è ormai calato da qualche giorno su questo sessantesimo festival di sanremo, eppure le polemiche sembrano non placarsi: la Guardia di Finanza di Sanremo sembra infatti che abbia aperto un’inchiesta al fine di verificare che i voti che hanno decretato vincitori e vinti non siato stati commissionati da alcuna agenzia pagata proprio dai cantanti in gara al fine di ottenere il piazzamento più alto. Ma a gettare altra benzina sul fuoco ci ha pensato Striscia la Notizia, il programma di Antonio Ricci che è andato ad analizzare e pizzicare le battute finali della kermesse canore, ovvero il momento del verdetto. Nonostante infatti Antonella Clerici annunci che la vittoria di Valerio Scanu sia “un a sorpresa”, in realtà almeno i tre finalisti, Marco Mengoni, Pupo-Filiberto-Canonici e lo stesso Scanu, già conoscevano il proprio piazzamento prima dell’apertura della glitterata busta rossa. Gli indizi ci sono tutti: il Principe Emanuele Filiberto, al suo ingresso sul palco dell’Ariston accenna a qualcuno con la mano, tentando forse goffamente di nascondere il gesto, un segno “due”, indice forse del secondo posto ottenuto, Marco Mengoni invece ha un misterioso broncio, indice del suo terzo posto, mentre Valerio Scanu ha già le cuffie ed il microfono in mano per cantare la canzone vincitrice secondo consuetudine sanremese.

Per vedere il video basta collegarsi al sito www.striscialanotizia.mediaset.it è cliccare sul video in home page “Il Trionfo del Tarocco”.

Mina, la più grande

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Ha debuttato qualche settimana fa il nuovo programma di RaiDue, Il Più Grande, programma condotto da Francesco Facchinetti che ha il compito, attraverso una giuria d’eccezione in studio ed il televoto da casa, di eleggere l’italiano più grande di tutti i tempi. Tanti gli scontri a tratti anche bizzarri ed inverosimili che accostano grandi attori del passato a cantanti contemporanei, premi nobel a campioni del motociclismo. Secondo un sondaggio on-line, bandito dal sito ufficiale del gruppo www.ilpiugrande.rai.it l’italiano più grande di tutti i tempi sarebbe sinora Laura Pausini, al secondo posto un’altra grande della musica italiana, Mina, che hanno battuto la concorrenza di grandi pittori e geni del passato.

Cosmomusic fa il tifo per Mina (che sarà di nuovo in gara questa sera), non che il genio di Laura Pausini, vincitrice di ben quattro Grammy Awards (unica italiana ad averlo fatto) sia da meno, ma perché la Tigre di Cremona, a nostro avviso, non rappresenta soltanto una cantante straordinaria, ma un vero e proprio “stile di vita”. Molte delle scelte fatte da Mina nel corso della sua carriera infatti sono state improntate sulla libertà d’espressione, libertà artistica, ma soprattutto libertà personale e, ad oltre cinquant’anni di carriera, Mina è ancora sulla cresta dell’onda, vero e proprio punto di riferimento per molte artiste affermate ed emergenti contemporanee.

Citatissima dai concorrenti dei moderni talent show, ma anche da cantanti quali Irene Grandi o Delta V, Mina muove i primi passi nel mondo della canzone nel 1958, notata dal discografico dell’Italdisc-Broadway, David Matalon, incide quattro canzoni, due delle quali in inglese con lo pseudonimo di Baby Gate. E se in una prima fase della sua carriera il suo alter-ego musicale coinvive con Mina, alla fine sarà la stessa Mina e le sue canzoni in italiano ad imporsi sul mercato discografico italiano ed internazionale.

La sua bellezza, oltre che il talento, le ha subito spalancato le porte della televisione italiana e non, partecipando a programmi storici quali Il Musichiere, Studio Uno e Milleluci. Nel suo mezzosecolo di carriera Mina ha collezionato anche due partecipazioni al Festival di Sanremo, senza raggiungere mai il podio: dopo la seconda partecipazione la cantante giura, tenendo sempre fede alla promessa, che non sarebbe mai più ritornata sul prestigioso palco dell’Ariston.

La sua potente estensione vocale fa sì che rientri in quella categoria di cantanti degli anni ’60 che la stampa definisce “urlatori”, ma Mina, grazie ad interpretazioni quali Il Cielo in una stanza di Gino Paoli, che porta con successo in tutto il mondo, sa trasformarsi anche in raffinata interprete di musica d’autore.

Ma noi sosteniamo Mina soprattutto per la sua libertà e per le sue scelte anticonvenzionali che coerentemente difende fino alla fine, come la “scandalosa” relazione con il primo compagno, l’attore teatrale Corrado Pani, allora già sposato, da cui avrà il figlio “illeggittimo” Massimiliano. Per questa scelta Mina sarà bandita dalla televisione italiana, vi ritornerà però con successo nel 1964 con il programma La fiera dei sogni. Ma Mina si oppone anche alle major discografiche, fondando nel 1967, insieme a suo padre, la PDU, sua casa discografica personale, che porta avanti nonostante le prime difficoltà, fino al grande e primo successo di Non credere, vero e proprio tormentone dell’estate del 1969.

Si ritira ufficialmente dalle scene televisive nel 1978, con uno spettacolo d’addio alla Bussola di Viareggio, là dove tutto era cominciato vent’anni prima quasi per caso, registrando un doppio LP live. Nei suoi primi vent’anni di carriera Mina sa imporsi anche all’estero, dalla Spagna al Giappone, dall’Argentina agli Stati Uniti.

Ma Cosmomusic tifa per Mina anche, e forse soprattutto per l’innovazione con cui promuove la sua immagine e la sua musica. Mina infatti guarda avanti e guarda lontano, è stata la prima artista femminile ad aver registrato, nel 1968, album che fu realizzato solo in parte, con registrazioni poi fatte in studio, a causa di alcuni problemi tecnici.

Nel 2001 Mina fa un ulteriore step, e tiene un concerto virtuale su internet che fa un vero e proprio boom di ascolto, con oltre venti milioni di contatti, mostrandosi nello studio di registrazione. Una impresa simile è stata poi ripetuta nel 2009 (ben otto anni dopo) dagli U2 che hanno tenuto un concerto live su YouTube.

Pur non mostrandosi mai, Mina gioca molto con la sua immagine attraverso le copertine dei suoi album (ne proponiamo qualcuna), trasformandosi dalla gioconda di Olio ad una damina del settecento in Canarino Mannaro fino ad un fumetto in stile Linchestein. Mina si è trasformata in un mito vivente, circondandosi di un’aura di mistero come Marilyn Monroe, Michael Jackson, Elvis Prestley, ed è forse per questo che per noi di Cosmomusic è lei la più grande.