Kylie Minogue in chiave sinfonica con “The Abbey Road Sessions”

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Kylie Minogue festeggia i suoi venticinque anni in musica. La cantante australiana ha deciso di farlo non pubblicando l’ennesimo best of (ce ne sono già tanti nella sua discografia), bensì rivisitando i suoi più grandi successi di sempre in chiave sinfonia, da I should be lucky, trasformata in rarefatta ballad, all’ultimo singolo, Flower, unico inedito che accompagna questa nuova parentesi antologica dell’artista. Per celebrare questo importante anniversario, la Minogue ha eseguito le sessioni di registrazione nei mitici studi londinesi, Abbey Road, da cui questo lavoro prende il nome.

Tra i brani meglio riusciti c’è di sicuro I Believe in You, allora inedito della raccolta Ultimate Kylie del 2004, o Come into my world, del fortunatissimo album Fever del 2001, che ne consacrò un ritorno in grande stile con quella che ad oggi è una delle hit planetarie dell’artista meglio riuscite, Can’t get you out of my head, che naturalmente non poteva mancare anche in questo nuovo lavoro, mantenendo tuttavia il ritmo originale che undici anni fa ne decretò il successo.

Completamente riarrangiata invece Slow, che si trasforma in un perfetto pezzo jazz, così come Love at first sight che, insieme alla bellissma Never too late, chiude questo interessante lavoro e il primo quarto di secolo di classifiche mondiali.

Kylie Minogue, più intima e matura con il singolo “Flower”

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Per celebrare i suoi venticinque anni di carriera, Kylie Minogue ritorna con The Abbey Road Session a fine ottobre, album antologico in cui l’artista rivisita i suoi maggiori successi, registrati nei mitici studios londinesi accompagnata da un’orchestra sinfonica. E ad anticipare questo interessante lavoro discografico arriva su iTunes e su disco fisico il singolo Flower, un brano intimo, quasi acustico, nel quale Kylie si fa accompagnare dal piano, dalla batteria, dai violini e, non a caso, dalla chitarra acustica. Il brano, scritto originariamente per il decimo album da studio della Minogue, X, è stato invece ri-arrangiato e pubblicato ieri, 25 settembre, per la Abbey Sessions. Come si intuisce dal testo nel quale l’artista canta di un bimbo distante, metafora del fiore del titolo, il pezzo affronta il tema della maternità. Una Kylie Minogue che finalmente rischia e si allontana dal genere che l’ha resa famosa in tutto il mondo, la dance music, per abbracciare un pop melodico, toccato sporadicamente nella sua carriera con brani come White Diamond, e in performance live durante i suoi tour mondiali. Un brano dunque che tocca le corde dell’anima, e potrà far apprezzare la Minogue anche a quei detrattori che la vedevano solo come un’artista da motivetti leggeri e video ammiccanti. Anche il video che accompagna il pezzo, diretto dalla stessa Kylie, si distacca da quelli colorati e glamour visti finora, che ne hanno fatto uno scosciato oggetto del desiderio. La clip, girata in bianco e nero (con qualche eco di Calling di Geri Halliwell, va detto) mostra una Kylie più riflessiva che cammina leggiadra in un campo di fiori. Un piccolo gioiello che lascia ben sperare per un interessante lavoro discografico.

Kylie Minogue: a ottobre “The Abbey Road Sessions”

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Per celebrare i suoi venticinque anni di carriera Kylie Minogue ritorna il prossimo 29 Ottobre con un nuovo lavoro discografico, The Abbey Road Sessions. Un album antologico che ripropone i maggiori successi dell’artista in un’inedita veste. Come suggerisce lo stesso titolo di questo nuovo capitolo musicale, il disco è stato interamente registrato nei leggendari studi londinesi, dove la Minogue è stata accompagnata da dalla sua band e da un’orchestra completa. Su etichetta Parlophone, il disco si comporrà di sedici tracce radicalmente ri-arrangiate. A darne notizia è la pagina facebook dell’etichetta discografica di Kylie, che pubblica anche la copertina, uno scatto in bianco e nero in cui la Minogue posa come i grandi interpreti del passato.