Mina, la più grande

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Ha debuttato qualche settimana fa il nuovo programma di RaiDue, Il Più Grande, programma condotto da Francesco Facchinetti che ha il compito, attraverso una giuria d’eccezione in studio ed il televoto da casa, di eleggere l’italiano più grande di tutti i tempi. Tanti gli scontri a tratti anche bizzarri ed inverosimili che accostano grandi attori del passato a cantanti contemporanei, premi nobel a campioni del motociclismo. Secondo un sondaggio on-line, bandito dal sito ufficiale del gruppo www.ilpiugrande.rai.it l’italiano più grande di tutti i tempi sarebbe sinora Laura Pausini, al secondo posto un’altra grande della musica italiana, Mina, che hanno battuto la concorrenza di grandi pittori e geni del passato.

Cosmomusic fa il tifo per Mina (che sarà di nuovo in gara questa sera), non che il genio di Laura Pausini, vincitrice di ben quattro Grammy Awards (unica italiana ad averlo fatto) sia da meno, ma perché la Tigre di Cremona, a nostro avviso, non rappresenta soltanto una cantante straordinaria, ma un vero e proprio “stile di vita”. Molte delle scelte fatte da Mina nel corso della sua carriera infatti sono state improntate sulla libertà d’espressione, libertà artistica, ma soprattutto libertà personale e, ad oltre cinquant’anni di carriera, Mina è ancora sulla cresta dell’onda, vero e proprio punto di riferimento per molte artiste affermate ed emergenti contemporanee.

Citatissima dai concorrenti dei moderni talent show, ma anche da cantanti quali Irene Grandi o Delta V, Mina muove i primi passi nel mondo della canzone nel 1958, notata dal discografico dell’Italdisc-Broadway, David Matalon, incide quattro canzoni, due delle quali in inglese con lo pseudonimo di Baby Gate. E se in una prima fase della sua carriera il suo alter-ego musicale coinvive con Mina, alla fine sarà la stessa Mina e le sue canzoni in italiano ad imporsi sul mercato discografico italiano ed internazionale.

La sua bellezza, oltre che il talento, le ha subito spalancato le porte della televisione italiana e non, partecipando a programmi storici quali Il Musichiere, Studio Uno e Milleluci. Nel suo mezzosecolo di carriera Mina ha collezionato anche due partecipazioni al Festival di Sanremo, senza raggiungere mai il podio: dopo la seconda partecipazione la cantante giura, tenendo sempre fede alla promessa, che non sarebbe mai più ritornata sul prestigioso palco dell’Ariston.

La sua potente estensione vocale fa sì che rientri in quella categoria di cantanti degli anni ’60 che la stampa definisce “urlatori”, ma Mina, grazie ad interpretazioni quali Il Cielo in una stanza di Gino Paoli, che porta con successo in tutto il mondo, sa trasformarsi anche in raffinata interprete di musica d’autore.

Ma noi sosteniamo Mina soprattutto per la sua libertà e per le sue scelte anticonvenzionali che coerentemente difende fino alla fine, come la “scandalosa” relazione con il primo compagno, l’attore teatrale Corrado Pani, allora già sposato, da cui avrà il figlio “illeggittimo” Massimiliano. Per questa scelta Mina sarà bandita dalla televisione italiana, vi ritornerà però con successo nel 1964 con il programma La fiera dei sogni. Ma Mina si oppone anche alle major discografiche, fondando nel 1967, insieme a suo padre, la PDU, sua casa discografica personale, che porta avanti nonostante le prime difficoltà, fino al grande e primo successo di Non credere, vero e proprio tormentone dell’estate del 1969.

Si ritira ufficialmente dalle scene televisive nel 1978, con uno spettacolo d’addio alla Bussola di Viareggio, là dove tutto era cominciato vent’anni prima quasi per caso, registrando un doppio LP live. Nei suoi primi vent’anni di carriera Mina sa imporsi anche all’estero, dalla Spagna al Giappone, dall’Argentina agli Stati Uniti.

Ma Cosmomusic tifa per Mina anche, e forse soprattutto per l’innovazione con cui promuove la sua immagine e la sua musica. Mina infatti guarda avanti e guarda lontano, è stata la prima artista femminile ad aver registrato, nel 1968, album che fu realizzato solo in parte, con registrazioni poi fatte in studio, a causa di alcuni problemi tecnici.

Nel 2001 Mina fa un ulteriore step, e tiene un concerto virtuale su internet che fa un vero e proprio boom di ascolto, con oltre venti milioni di contatti, mostrandosi nello studio di registrazione. Una impresa simile è stata poi ripetuta nel 2009 (ben otto anni dopo) dagli U2 che hanno tenuto un concerto live su YouTube.

Pur non mostrandosi mai, Mina gioca molto con la sua immagine attraverso le copertine dei suoi album (ne proponiamo qualcuna), trasformandosi dalla gioconda di Olio ad una damina del settecento in Canarino Mannaro fino ad un fumetto in stile Linchestein. Mina si è trasformata in un mito vivente, circondandosi di un’aura di mistero come Marilyn Monroe, Michael Jackson, Elvis Prestley, ed è forse per questo che per noi di Cosmomusic è lei la più grande.

Grammy Awards: due straordinarie cover in ricordo di Michael e Haiti

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Andrea Bocelli.jpgSi avvicina uno dei tradizionali ed immancabili appuntamenti per gli amanti della musica, la notte del prossimo 31 Gennaio infatti i riflettori saranno tutti per i Grammy Awards, Oscar della musica, che mai come quest’anno si prennunciano più attesi che mai, per le nomination che mai come quest’anno si sono tinte di rosa. E mentre la stampa americana si scatena in pronostici e bilanci, noi invece ci soffermiamo sul talento italiano per antonomasia, Andrea Bocelli, che sarà tra i performer live della serata. Il tenore toscano infatti canterà Bridge over troubled water, brano della coppia Simon & Garfunkel. Ma Bocelli non sarà solo sul palco, a duettare con lui, in quella che si preannuncia una performance davvero unica, ci sarà la straordinaria voce di Mary J Blige, che in questi giorni è nelle rotazioni radiofoniche anche italiane con la sua intensa Stronger.

Il duetto sarà messo in vendita già dal giorno successivo sulla piattaforma iTunes, ed il ricavato andrà in beneficenza ad Haiti, devoluto alla Croce Rossa impegnata a fronteggiare l’emergenza terremoto nell’isola dell’america centrale.

Ma i Grammy ricorderanno anche Michael Jackson, scomparso solo lo scorso anno, celebrando la sua musica, ma anche il suo impegno nel sociale: molti degli artisti che prenderanno parte alla cerimonia di premiazione dei grammofoni d’oro infatti, registreranno la celeberrima cover di Jackson, We are the world. Anche questa performance, come quella di Boccelli-Blige, sarà messa in vendita on-line.

L’esperimento di mettere in vendita sulle piattaforme digitali performance uniche, e versioni inedite di grandi classici o hit del momento, sia pienamente riuscito: la compilation Hope for Haiti, registrata da Rihanna, Christina Aguilera, Beyoncé, Justin Timberlake e molti altri, è diventato infatti il primo disco digitale ad aver scalato la prestigiosa classifica americana Billboard 200, segnando un vero e proprio record di vendite on-line.

Rihanna inedita: canta Marley per Haiti

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Come lei stessa aveva annunciato attraverso i propri social network e siti web, Rihanna ha partecipato ad una puntata dell’Oprah Winfrey Show, durante la quale la cantante, di origini caraibiche, ha cantato una cover di Bob Marley, Redemption Song, dedicata a tutte le vittime del terribile terremoto che la scorsa settimana ha colpito la ridente isola di Haiti.

Come già hanno fatto molti artisti, anche Rihanna è dedita al sociale e all’aiuto dell’isola haitiana: la cover di Marley, sarà infatti in vendita su iTunes, il ricavato sarà naturalmente devoluto alle vittime del terremoto. È possibile infatti acquistare il live anche sul sito riahannanow.com e oprah.com, dove troverete tutte le istruzioni per il download e l’acquisto della traccia. 

Simon Cowell, verso l’X Factor Americano

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Se in Europa, Italia compresa, spopola il famoso talent X Factor, in America a ricercare promettenti talenti della musica internazionale da sempre è American Idol, che negli anni ha lanciato stelle come Kelly Clarkson, giungendo con successo a sette edizioni e cento milioni di telespettatori, diventando al contempo uno dei programmi più seguiti d’America. Le cose però potrebbero presto cambiare anche negli USA: Simon Cowell, storico giudice della trasmissione, si prepara adesso a lanciare X Factor, di cui ne è autore, anche negli States, divenendone giudice e produttore esecutivo. In questi anni il popolare personaggio televisivo è stato famoso per le sue battute spesso taglienti come rasoi, adesso la produzione dovrà trovare un giudice che ne sia all’altezza e ne colmi il vuoto senza rimpianti, affiancando degnamente gli altri due giudici, la coreografa e ballerina Paula Abdul e il produttore discografico Randy Jackson.

Nel frattempo Cowell dovrà sfidare uno degli show americani più amati di sempre, facendo entrare nella tradizione televisiva il format X Factor, di grande successo in Gran Bretagna che ha saputo lanciare stelle del pop mondiale come Leona Lewis, vincitrice della quarta edizione. Una sfida ardua, ma forse non del tutto impossibile.