Arthur Guinness Day 2011: l’occasione da non perdere per le band dall’anima rock!

 

Sempre più spesso, da qualche anno a questa parte, è il web la vera piattaforma di lancio per molti artisti emergenti, ed il pubblico, e la smania di condivisione on-line, il talent-scout pronto a scoprire la stella di turno. Da Charice a Justin Bieber, passando per la canadese Maria Aragon, che ha duettato sul palco con Lady Gaga, sono tante le star che sulla rete hanno trovato il successo. Ed è proprio su questo nuovo modo di scouting, che ritorna con maggior energia e forza Arthur Guinness Day. Originato da un primo evento dal vivo che si è svolto lo scorso 19 Luglio al Live Club di Trezzo sull’Adda, a Milano, di cui testimonial è stata la nota rock band milanese i Ministri, Arthur Guinness Day è un contest che vedrà protagoniste le varie band emergenti dall’animo rock disputarsi on-line la possibilità di esibirsi dal vivo sul palco durante lo show dell’Arthur Guinness Day che si terrà a Dublino.

Ad ospitare virtualmente l’evento nella fase organizzativa il portale  www.arthurguinnessday.com, presso il quale le band che vogliono essere selezionate per i concerti potranno registrarsi, caricando sei tracce originali di cui tre audio e tre video, allegando altresì una foto della band. Saranno gli internauti del web i giudici supremi che decreteranno vincitori e vinti a suon di voti per i vari gruppi che preferiscono, facendoli accedere alla fase finale del concorso. I gruppi si esibiranno in concerti acustici, così da dare l’opportunità a più locali di poter ospitare gli eventi.

C’è tempo fino al 30 Agosto 2011 per iscriversi al portale e votare il proprio gruppo preferito, dopodiché saranno selezionate quattordici band che si esibiranno nei locali dal 2 al 14 Settembre. A decretare i vincitori assoluti saranno I Ministri, che selezioneranno, tra le tre band più votate durante i concerti, quella che andrà sul palco di Dublino il prossimo 22 Settembre.

Per maggiori informazioni, e per essere sempre aggiornati in tempo reale sulle varie fasi del concorso, è possibile iscriversi alla pagina facebook ufficiale di Guinness. Arthur Guinness Day 2011: l’occasione da non perdere per le band dall’anima rock!

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Partecipa al contest: vinci l’Heineken Jammin’ Festival con uno scatto!

 

 

Da oltre tredici anni l’Heineken Jammin’ Festival è sinonimo dei live rock per antonomasia: in oltre una decade di concerti dal vivo, sono tanti i cantanti che si sono susseguiti sul palco, da Vasco Rossi a Carmen Consoli, da Robbie Williams a Marilyn Manson, passando per gli Iron Maiden soltanto per citare alcuni tra gli artisti della scena nazionale ed internazionale. Quest’anno ad accompagnare, e anticipare, la serie di eventi della birra olandese, un interessante contest fotografico, che regalerà ai cinque fortunati un intero pacchetto viaggio per una persona comprensivo di camera, buoni pasto e abbonamento ingresso per l’evento, del valore di 500 euro.

Partecipare è semplicissimo: basterà collegarsi al sito hjfc.heineken.it, dal 13 al 22 maggio (quindi affrettatevi!), compilare l’apposito form on-line in tutte le sue parti ed effettuare l’upload di massimo 5 fotografie. Gli scatti dovranno avere per tema le tre parole che maggiormente contraddistinguono lo spirito dell’importante manifestazione, ovvero MUSICA-GENTE-COLORI.

Una prima valutazione delle foto, rigorosamente anonime, sarà fatta entro il prossimo 24 Maggio 2011, che selezionerà così i 30 finalisti che passeranno alla fase successiva, di cui dieci scelti attraverso la votazione degli utenti on-line sul sito hjfc.heineken.it e venti scelti da una giuria di esperti composta dallo staff dell’HJF Contest.

Il contest si presenta dunque come una vera occasione da non perdere per tutti i lettori che maneggiano l’obiettivo per hobby o lavoro, e che potranno così mostrare il proprio talento, e al tempo stesso è senza dubbio l’occasione unica per poter vivere e vincere un evento unico da non perdere.

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Vanilla sky, Lady Gaga in chiave rock!

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Ecco un video dell’ultim’ora scovato in rete. Su myspace è infatti in rotazione Just Dance, cover di Lady Gaga realizzata dal gruppo italiano Vanilla Sky che l’hanno reinterpretata in chiave rock, come qualche anno fa fecero per Umbrella di Rihanna. Il video è davvero molto “internazionale”, con scene in studio su asettici fondi bianchi, ed esterni dai colori freddi in stile british. Bravi!

 

La foto (di Paolo Cipriani) ed il video sono tratti dal myspace ufficiale del gruppo www.myspace.com/vanillasky

Intervista a “Il Nero ti Dona”, la rock band partenopea

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Il Nero ti Dona - Studiando il modello Terrestre.jpgIl Nero ti Dona, rock band emergente partenopea, composta da Francesca Del Gaudio, Fabrizio Cirillo, Mario Barbarulo e la voce Maurizio Triunfo, ha dimostrato che è possibile ascoltare ed acquistare della buona musica senza necessariamente far riferimento ai grandi nomi sponsorizzati inclusi nei vasti cataloghi delle major discografiche. Almeno per quanto concerne gli amanti del rock l’alternativa c’è, ed un gruppo, questo, di talento; lo dimostrano le preview dei brani del nuovo album Studiando il modello terrestre (Soulfingers Productions), in uscita il 4 Marzo, che è possibile ascoltare e commentare sul myspace ufficiale (www.myspace.com/ilnerotidona) del gruppo: brani intensi ed orecchiabili come Aprile, Disordine, Lembi di Pelle, che si distaccano dalle tradizionali cover band in circolazione, per dare invece vita ad un repertorio originale ed interessante. A pochi giorni dall’uscita del nuovo progetto discografico, Cosmomusic li ha intervistati per saperne di più:

Partiamo dall’inizio: perché “Il Nero ti Dona”?

«Il nome della band – dice il leader Maurizio – ha una nascita casuale ed è opera di Fabrizio. Per gioco, preferiamo non svelare le circostante in cui questo nome è entrato a pieno titolo tra i possibili nomi per la band, possiamo però aggiungere che sintetizza perfettamente il tipo di suggestioni evocate nei brani: il nero è tutto interiore ed affascina noi e, speriamo, chi ci ascolta».

Francesca: «Siamo come quattro passate di nero su anime andate a male, anche se lo sporco del mondo rimane».

Quanto è difficile per una band emergente autoprodursi?

Francesca: «Troppo. Al di là del discorso economico, ci si accorge che senza un’etichetta alle spalle si viene completamente ignorati».

Maurizio: «Sin troppo – gli fa eco – se non fosse per un bisogno fisiologico, direi che non esista una reale convenienza nel fare ciò che si fa, ma è un bisogno troppo forte, come fare l’amore».

Mario: «È difficile autoprodursi in quanto non ci sono aiuti dal resto del meccanismo che poi porta alla produzione, all’uscita ed alla distribuzione di un disco… tutti i problemi sono a carico della band, poi ci si mette anche la SIAE che comporta una spesa non indifferente…».

Fabrizio: «Difficile è un eufemismo».

È noto che la pubblicità è l’anima del commercio: come promuovete il vostro lavoro?

Francesca: «Si cerca di invogliare la gente a tendere l’orecchio con tutti i mezzi multimediali a disposizione. Quindi siti web, myspace, facebook… si cerca di “far girare il nome”, a volte risultando anche martellanti. Ma la cosa più importante restano i live, e con loro tutte le difficoltà che ne derivano, in primis lo sfruttamento da parte dei locali che seguono la logica delle consumazioni dimenticando spesso la qualità. Per i contest il discorso è uguale, se non peggiore: vince chi ha più amici».

Mario: «Siamo in attesa di una buona agenzia di concerti, ma nel frattempo usiamo canali che oggi la fanno da padrone come facebook e myspace».

«Web e passaparola» fa ec6 Fabrizio.

La vostra band esordisce in lingua inglese, poi improvvisamente una virata verso l’italiano…

Maurizio: «La scelta della lingua è una questione delicata: erroneamente, dal mio punto di vista, si crede che l’inglese sia la lingua ufficiale del rock e qualsiasi altro idioma sia solo una brutta copia. Per me si può dire l’esatto contrario: riconosco l’importanza della lingua inglese nella tradizione rock, ma non mi piace l’idea di scimmiottare i miti inglesi o americani, mi piace essere autentico, sentirmi a mio agio con le parole, giocarci, dipingere su carta, lasciarmi affascinare dai dettagli».

Fabrizio: «L’italiano consente una maggiore possibilità espressiva, relativa alle immagini».

Qual è lo spirito di questo lavoro d’esordio?

Maurizio: «Essere parte attiva nel modello terrestre. Non accontentarsi di esistere per inerzia. L’inerzia è comoda, non conosce attriti, ma è pericolosa: gli ostacoli servono a crescere, non importa saperli sempre superare, basta imparare a riconoscerli».

Mario: «Tanta voglia di emergere lottando talvolta contro tutto e tutti, ma non mollando mai… anche se a volte è stato davvero duro farsi scivolare addosso tante cose non molto simpatiche che ci sono accadute».

Il vostro disco d’esordio si intitola “Studiando il modello terrestre”. Com’è questo modello dipinto nei brani dell’album?

Maurizio: «In matematica un modello è una rappresentazione formale di un fenomeno. I comportamenti della popolazione mondiale, in particolare di quella occidentale, sono sempre più standardizzabili, riconducibili ad un modello comune. Il problema della comprensione di questo modello non si pone per chi si sente parte integrante del sistema-mondo, per chi invece, pur non essendo un emarginato, fatica a trovare un suo posto, la comprensione di questo modello si fa complicata».

Mario: «È  come la vita, a volte triste e malinconica, altre volte più spensierata e allegra… e anche se nel disco ci sono parti in cui la malinconia, la nostalgia, la fanno da padrone,  nel brano di chiusura, i tuoi pianeti, emerge un messaggio di speranza verso un qualcosa di migliore».

La copertina del disco vede dei fantocci in file senza volto: di chi è il concept del progetto e cosa rappresenta?

Maurizio: «L’omologazione di massa. Ci manca solo un codice a barre e la data di scadenza».

Francesca: «La foto di copertina è di Manuel Nobili: l’abbiamo trovata su internet e ci è parsa da subito l’immagine più adatta ad esprimere quello che è il mood del disco: l’alienazione in una folla e l’assenza di identità che poi porta a seguire la folla stessa in cui non ci si riconosce. Il disco tenta di esprimere un’avversione a tutto questo, vedendolo attraverso gli occhi di chi non vuol far parte di questo mondo, ma alla fine se ne ritrova inghiottito».

Tre buoni motivi per acquistare il disco…

Maurizio: «… e cosa comprare altrimenti, la compilation del Festival di Sanremo?! A parte qualche eccezione, la musica (almeno quella non accademica) se la sta vedendo proprio male…».

Francesca: «Le gambe più corte dei tavolini sbilenchi di tutti i salotti sperano che lo facciate».

Fabrizio: «È cosa buona e giusta; è biodegradabile; può essere utile avere la custodia di un cd di ricambio nel caso si rompesse quella di qualche disco vero».

Quale la canzone che meglio rappresenta l’album e perché?

Maurizio: «Il modello terrestre. Perché c’è tutto: amore, odio, disillusione, vita, morte, mancanze, ricordi, desideri, Cristo e pure il Demonio… come dire che alla fine non si è di questo mondo e neppure dell’altro, che si riconosce di non vivere bene e pienamente nel bene, ma per fortuna non si vive neanche male e soprattutto nel male… un limbo. Mi pare un quadro perfetto della società moderna».

Francesca: «L’album in sè è portavoce di un percorso: i ragazzi suonano insieme dal 2004 e io con loro dal 2007. I brani sono un excursus di tutti questi anni, quindi ognuno ha dietro di sè un background più o meno diverso. Personalmente credo che i più rappresentativi siano Aprile e Il Modello Terrestre, poichè esprimono forse al meglio il connubio tra le nostre due anime contrapposte, sia per quanto riguarda la parte strumentale che per quella lirica».

Mario: «Mi esprimo per quanto riguarda la parte musicale e credo che la canzone che meglio rappresenti il nostro stile ed impersonifichi il nostro sound sia Aprile nella quale credo ci sia un bellissimo mix tra melodia e rabbia».

Quali i prossimi appuntamenti per vedere Il Nero ti Dona dal vivo?

Maurzio: «Non mancheranno. Stay tuned…».

 

Le foto sono tratte dallo space ufficiale del gruppo.

Per maggiori informazioni:

www.myspace.com/ilnerotidona

www.ilnerotidona.it