Continua il “sogno americano” di Leona Lewis: Toni Braxtoni al posto della Aguilera

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Vincitrice dell’edizione britannica di X Factor, ed una delle voci più interessanti del panorama internazionale, Leona Lewis avrebbe dovuto aprire i concerti del tour estivo di Christina Aguilera, cancellato per i troppi impegni dell’artista (in realtà per le scarse prevendite dei biglietti). Ma per un tour che va, un altro che viene: Leona infatti potrebbe ancora realizzare il suo sogno americano.

La cantante Toni Braxton, fresca di pubblicazione dell’album Pulse, ha infatti detto al Daily Star: «Ho parlato con Leona Lewis del tour in autunno».

Nel frattempo, si apprende dal magazine inglese, i preparativi per il tour britannico di Leona sono nel caso: sembra infatti che le sia stata rifiutata l’assicurazione per cavalcare un cavallo. Leona infatti voleva aprire i suoi concerti con una scena a cavallo, da prima filmata e poi dal vivo sul palco, ma senza casco e ciò non le è stato concesso. Alla fine sembra che la cantante abbia firmato un contratto in cui asserisce che non sarà assicurata nel caso di caduta.

Toni Braxton ritorna con “Pulse”, ma copia Beyoncé

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A cinque anni di distanza da Libra, Toni Braxton ritorna con il nuovo album di inediti Pulse. Ad anticipare l’album di una delle regine del soul e dell’R&B il singolo Yesterday, una romantica ballad sulla falsariga di Halo di Beyoncé, di cui però la Braxton, per dissipare forse ogni dubbio su particolari somiglianze tra le due canzoni, ha registrato un raffinato video, ed una nuova versione per il lancio del singolo, in coppia con il rapper Trey Songz.

La tracklist si compone di undici brani che si dividono sapientemente tra intense ballad, come Hands Tied e la riflessiva If I had to wait, e pezzi energici come Make my heart e l’orecchiabile Lookin’ at me. Tentato plagio a parte, davvero molto bello è il brano Hero, pezzo R&B in cui la voce della cantante si sente vibrare, ma anche No way.

Pulse probabilmente non riporterà la Braxton ai fasti conosciuti con la storica, e forse leggendaria, Unbreak my heart, ma di sicuro rappresenta un ottimo prodotto discografico, in un mercato forse ormai asfissiati dal pop forzatamente dance e dalla musica elettronica e i suoi beat.