Sanremo 2011: la seconda serata e le eliminazioni

sanremo2011.jpg

La seconda serata del Festival di Sanremo è stata decisamente meno rigida e formale. Superato l’iniziale imbarazzo del palco dell’Ariston, Gianni Morandi e la sua “squadra” si sono finalmente sciolti. Per compensare il discusso rifacimento del brano “In Amore”, rivisitato in chiave satirico-politica, i comici Luca&Paolo hanno preso di mira anche la controparte del governo e dei suoi sostenitori, dal giornalista-scrittore Roberto Saviano a Michele Santoro. Rispetto ad una Elisabetta Canalis che ha sfoderato una perfetta padronanza della lingua inglese, ha sicuramente brillato di più la stella di Belen Rodriguez, che dopo il tango argentino di ieri, si è adesso esibita cantando il brano spagnolo Malo, dimostrando di non essere solo bella nell’elegante abito blu Fendi di questa serata, ma anche brava.

Incassate le critiche, alcuni big fanno tesoro dei fiumi d’inchiostro versati, correggendo postura, abbigliamento e anche l’interpretazione, così come Max Pezzali che smessi gli abiti poveri da contadinello-capitato-per-caso-sul-palco-dell’Ariston indossa una più comoda t-shirt con una giacca blu, mentre Patty Pravo, messo da parte il chimono e l’acconciatura da geisha, ritorna ad essere la ragazza del Piper con giacca di pelle e pantaloni. Ospiti della serata l’attore Andy Garcia, nell’inedita veste di pianista-cantante e Eliza Doolittle che ha proposto il suo ultimo singolo Skinny Genes, noto al pubblico italiano come soundtrack degli spot Vodafone.

Le canzoni che sicuramente hanno convinto di più, riconfermando l’impressione iniziale, sono Io confesso dei La Crus, che si conferma come il brano più bello, raffinato ed elegante di tutto il Festival di Sanremo, impreziosito dalla magistrale voce della soprano Susanna Rigacci, Arriverà dei milanesi Modà featuring Emma Marrone, e L’Alieno di Luca Madonia e Franco Battiato.

Non solo big in questa seconda serata sanremese, oltre i dodici brani rimasti in gara, abbiamo potuto saggiare anche i primi quattro giovani, che hanno mostrato un festival che ha saputo premiare la qualità. Convincono di più Anansi con il brano reggae Il sole dentro, Raphael Gualazzi con il pezzo jazz Follia d’Amore. Più convenzionali invece Gabriella Ferrone con Un pezzo d’estate e Serena Abrami con Lontano da tutto, che riesce tuttavia, insieme a Gualazzi, a passare il turno.

Tra i big invece cedono il passo Al Bano con la sua Amanda è libera e Patty Pravo con Il vento e le rose, che possono tuttavia continuare a sperare nel ripescaggio di domani sera.

Susan Boyle “il dono” ideale per il Natale ormai alle porte

Susan_Boyle_The_Gift_cover.jpgRarefatto e sognante, quasi fosse Enya, il nuovo disco di Susan Boyle rasenta di più una vera e propria strenna natalizia, piuttosto che l’ideale seguito al suo album d’esordio. Non a caso intitolato The Gift, il dono, questo nuovo lavoro discografico, in uscita l’8 novembre, si affaccia appena in tempo per il ghiotto mercato natalizio, proponendosi come il perfetto regalo da trovare sotto l’albero. Dieci i brani che compongono questo secondo disco dell’ex rivelazione di Britain’s got Talent, che reinterpreta sapientemente hit degli anni ’60, conferendo loro nuove forme e nuova vita musicale, tra cui Perfect Day, di Lou Reed, vietatole precedentemente di poterlo interpretare dal vivo durante la trasmissione America’s got Talent, e trionfalmente inserito quale prima traccia e primo singolo di questo godibilissimo album. Tra i brani conosciuti al pubblico italiano Don’t dream it’s over, cover dei Crowed House dell’87, meglio nota in Italia grazie alla cover Alta Marea di Antonello Venditti. Ma c’è spazio anche per un duetto con Amber Stassi in questo nuovo album della Boyle, frutto di un casting on-line di voci nuove, con la quale ha interpretato il classico di natale Do You Hear what I Hear? del 1962, ed è più propriamente dedicata al Natale la seconda parte di The Gift che, con i tradizionali brani delle feste, da O Holy Night a O come all ye Faithfull. Sarà naturalmente difficile per la Boyle bissare gli oltre sette milioni di copie del suo album di debutto, I Dreamed a Dream, ma di sicuro The Gift ha tutte le carte in regola eguagliarne il risultato.

 

1.         Perfect Day     

2.         Hallelujah         

3.         Do You Hear What I Hear?       

4.         Don’t Dream It’s Over  

5.         The First Noel  

6.         O Holy Night    

7.         Away In A Manger        

8.         Make Me A Channel Of Your Peace     

9.         Auld Lang Syne           

10.       O Come All Ye Faithful