Justin Timberlake: con il singolo “Suit & Tie” rilancia myspace

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Su internet circola da tempo un album (assolutamente non ufficiale) intitolato Suit 806, con tutte le collaborazioni realizzate nei suoi sei anni di assenza (“ufficiale”) dalla musica. Chissà che Justin Timberlake non abbia preso ispirazione proprio da questo fanmade per il suo nuovo singolo Suit & Tie, che segna il suo ritorno da protagonista nella musica internazionale. Per il suo ritorno l’ex *nsync si è avvalso di una nuova ennesima collaborazione, questa volta con Jay-Z. Il pezzo è prodotto dall’amico, e storico collaboratore di Timberlake, Timbaland, e benché al primo ascolto sembri meno orecchiabile rispetto ai precedenti pezzi di Justin è un pezzo 100% Timberlake.

Il brano anticipa l’uscita dell’attesissimo nuovo album di Mister Timberlake, The 20/20 Experience, che uscirà entro l’anno (sul sito dell’artista si dice Giugno) su etichetta RCA Records.

Ma più che lanciare il nuovo lavoro discografico di Justin, il pezzo sembra più un escamotage per presentare ufficialmente al mondo il nuovo myspace, social sulla via del fallimento, da sempre votato alla musica, acquistato da Justin Timberlake in attesa di un rilancio in grande stile. Suit & Tie infatti oltre che sulla piattaforma digitale iTunes è disponibile in streaming proprio sul noto social network, che nel frattempo ha cambiato veste grafica e concept.

«Lasciate che vi spieghi un paio di cose sull’amore – dice Justin a proposito del suo nuovo singolo – “Suit & Tie” è un raffinato numero di danza, con tanti start-stop arrangiati in modo tale che il pezzo ricordi un po’ il singolo Justified, Like I love you».

Il falsetto di Timberlake, che spesso ha sfoggiato nei suoi lavori, qui vira verso il rap, grazie alla collaborazione con Jay-Z.

Forse i fan saranno un po’ delusi i fan su cosa abbia ispirato il brano: «Ad essere onesti l’ispirazione per il pezzo in realtà è venuta fuori dal nulla – confessa il cantante-attore – sono appena entrato in studio ed ho iniziato a giocare con un po’ di suoni e canzoni. Era probabilmente il momento migliore che ho avuto nel corso della mia carriera… è pura creazione, senza regole e/o obiettivi nella mente e godersi davvero il processo».

Osvaldo Supino si racconta. Cosmomusic intervista il vero fenomeno italiano del web

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Oggi internet è quasi esclusivamente sinonimo di social network: facebook, tag, stati danimo e uno scambio disordinato di link. Sono tante le community che consentono di condividere praticamente ogni istante della nostra vita: dal video girato col cellulare in classe ad una foto scattata al mare e postata su twitter. Cresce la popolazione della rete, ma la vera comunicazione è inversamente proporzionale alla massa che affolla postazioni PC e siti web, e mentre gli utenti aumentano, diminuisce invece la reale necessità di dire qualcosa. Ma Osvaldo Supino, cantante venticinquenne di Milano, ha dimostrato che internet può trasformarsi da strumento di condivisione svogliata di commenti e post, a potente mezzo di autopromozione low budget: il risultato è l’unica vera web star italiana, come l’ha definito il Corriere della sera, che ha saputo imporsi sui nuovi media, conquistando per ben due anni conseutivi una nomination ai prestigiosi BT Digital Music Awards, i premi della musica digitale inglesi. Tante le star anglosassoni nate in rete, dal giovanissimo Justin Bieber a Charice Pempengco, ma nessun italiano era mai riuscito nell’impresa. Le sue canzoni spopolano su iTunes, i suoi video su YouTube sono cliccatissimi, ed Osvaldo è così riuscito ad uscire dall’anonimato telematico trasformandosi in un vero e proprio fenomeno della rete.

Sei tra i pochi italiani ad essere diventato famoso attraverso il web, come hai mosso i primi passi?

In realtà ho fatto quello che fanno più o meno tutti quelli della mia età che amano la musica. Ho aperto una pagina myspace, costruito il mio primo sito internet… tutto in maniera molto semplice e autonoma. Il resto è venuto da sé.

La tua è sicuramente una personalità forte, a tratti stravagante: immagine genuina o una premeditata costruzione a tavolino?

Cerco solo di lasciarmi andare e dare spazio alla creatività. E’ questo il vantaggio di essere artisti indipendenti: avere la possibilità di mostrarsi per quel che si è per davvero.

Quando hai capito che internet poteva essere uno strumento per emergere?

Oggi tutti gli artisti, anche quelli più noti ricorrono a internet. E nel caso dei giovani come me, molto spesso è l’unica risorsa che si ha, perciò vale la pena usarla nel migliore dei modi.

Hai mai pensato di partecipare a un talent?

Ci avevo pensato qualche anno fa ma i produttori con cui lavoravo all’epoca mi avevano sconsigliato passi del genere. Nel futuro però, mai dire mai.

Il tuo ultimo lavoro discografico si chiama “Fell for the Enemy”, un inno a…

Fell for the enemy è il pezzo più importante che abbia mai interpretato. Avevo appena chiuso una storia importante e quando ho ascoltato il pezzo per la prima volta mi sono rivisto in ogni aspetto, tanto da volerla avere a tutti i costi. La musica è il riflesso di ciò che viviamo ed io sentivo l’esigenza di sfogarmi, di affrontare nuovamente tutto ciò che stavo provando in quel periodo. E’ un pezzo davvero speciale per me che mi emoziona ogni qual volta lo riascolto.

Quali sono i modelli cui ti ispiri nel look e quali invece ti ispirano nella tua musica?

La cosa fondamentale è sentirmi a mio agio. Mio fratello GiovanniPio e Roberto Chierici, il regista del video, hanno contribuito molto a far crescere la mia immagine, perciò sotto questo punto di vista devo moltissimo a loro. Musicalmente ascolto di tutto, ma i miei miti restano Michael Jackson e Madonna. Tra gli italiani invece Tiziano Ferro e Paola & Chiara: stimo molto le sorelle Iezzi, sono coraggiose, piene di talento e non hanno paura di reinventarsi… cosa veramente rara nel nostro paese.

Quando hai capito che avevi talento e volevi diventare un cantante di successo?

Non c’è stato un giorno in particolare in cui ho deciso di voler fare il cantante: la musica è sempre stata parte di me, fin da quand’ero molto piccolo… le scelte fatte nella mia vita sono sempre state mosse da questa fortissima passione.

I prossimi progetti di Osvaldo Supino…

L’uscita di un nuovo singolo per la prossima primavera e poi live, live e ancora live!

I link ufficiali dell’artista:

www.osvaldosupino.com

www.youtube.com/osvaldosupino

www.twitter.com/osvaldosupino

www.youtube.com/osvaldosupino

www.myspace.com/osvaldosupino

Le foto di Osvaldo utilizzate nell’articolo sono di Davide Di Lorenzo.

Sarah Riley, la rivelazione britannica del web

Sarah Riley.jpgIl suo pop leggero ed orecchiabile potrebbe fare da colonna sonora al più classico dei teen drama americani, perché Sarah Riley, giovane promessa della musica britannica, che Cosmomusic ha scoperto per caso sul web, ricorda nel sound e nella straordinaria interpretazione della sua Finding Out, singolo d’esordio, la più nota Sarah McLachlan, la cantante canadese che con le sue canzoni ha accompagnato tanti momenti di serial cult. Un nome, un destino insomma, per la bella e brava Riley. Laureata in ingegneria, classe 1977, Sarah inizia la sua carriera di ingegnere e pilota presso l’Aston Martin Lagonda Ltd, nel Regno Unito, che lascerà nel marzo del 2009, dopo aver accantonato per quattordici anni la sua vera passione, la musica, che negli anni aveva sostituito con una più fredda, e forse razionale, carriera tecnica, che non colmava tuttavia il vuoto che aveva nel cuore. 

Perché hai deciso di seguire la tua carriera proprio in questo momento?

«Circa due anni fa l’ingegneria ha cominciato ad annoiarmi: il mio disco era scomparso, ed io non sapevo perché. Col passare del tempo ho faticato per trovare una motivazione tutti i giorni, ho guidato un team di persone, ed ispirarli era per me sempre più difficile. Ho deciso di fare allora qualcosa di musicale, anche come hobby, sin da quando ero adolescente: la musica ha sempre fatto parte della mia vita».

Quando hai capito di avere talento?

«Ho cantato la mia prima canzone a mio padre, che suonava la chitarra, quando avevo tre anni, era una tradizionale canzone inglese chiamata “Where have all the flowers gone”: è carina, ho ancora la registrazione su di un nastro. Da quel momento ho capito che potevo cantare. La consapevolezza del mio talento è stata una storia diversa: mi ci è voluto più tempo, per capire che la mia voce fosse abbastanza buona per farci qualcosa! Io credo che sia stata la prima volta che ho ascoltato una mia registrazione professionale, la prima volta che ho notato il mio talento: era una cover di Joni Mitchell, “Big Yellow Taxi”. Mi sono seduta in studio e l’ho ascoltata più volte, ed ero abbastanza stupita che quella che stavo ascoltando fosse la mia voce».

Sarah Riley - Finding Out.jpgLa prima canzone che tu adesso proponi al pubblico si intitola “Finding Out”…

«”Finding Out” originariamente si chiamava “Leah”, l’ho scritta nel luglio del 2002, mentre ero in una vaganza di sole ragazze a Zante; l’ho scritta pensando alla sorella minore del mio migliore amico, che si chiama Leah: lei aveva sedici anni, ed era una ragazza di buona famiglia che si è sempre comportata bene. Ma ciminciò a frequentare delle “cattive compagnie”, ad usare un trucco molto pesante sul viso, con anelli di metallo alle dita, diventando così parte di un gang. Insieme abbiamo parlato molto durante quella vacanza, e la canzone è stata il mio modo di dirle “Guardati sei una bellissima donna, non hai bisogno di tutto questo, c’è un’altra strada…”. Fondamentalmente una lezione in musica, ed io l’ho dedicata a lei».

Al momento non hai un’etichetta discografica, quanto è importante internet per un artista che vuole promuovere la sua musica e vuole essere notato dalle major?

«No, non ho firmato con alcuna etichetta discografica, ma non sono sicura di quali possano essere realmente i benefici, certo hanno soldi per sponsorizzare l’immagine di un artista, il che porta ovviamente maggiori vendite… io sono nuova, ma posso vedere i rapidi cambiamenti dell’industria discografica e ad esempio è già abbastanza strano per me essere essere un artista pubblicato sul web, che non ho un etichetta. Io voglio essere in grado di guadagnarmi da vivere con la mia musica, ma questo ovviamente non è il mio unico scopo e proposito: ho delle cose da dire alla gente, ed è questo il mio obiettivo principale, storie da raccontare ed un messaggio da trasmettere».

Hai speso gli ultimi quattro mesi in giro per il Regno Unito e l’Europa: quanto è difficile per un artista indipendente?

«Beh, quando il conto in banca comincia a diventare rosso, allora le cose si fanno un pochino più complicate: ci sono stati momenti in cui ho vissuto “alla giornata”, ma sono riuscita a trovare il modo di raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissa. Sono molto ingegnosa, ed ho così cominciato a scambiare servizi per raggiungere i miei obiettivi, ad esempio ho progettato un sito web per un fotografo in cambio di foto professionali per il mio sito. Il mio prossimo step è quello di visitare amici a livello internazionale ed avere il loro supporto per una serie di 4-5 concerti in ogni posto, e riuscire a coprire almeno le mie spese di viaggio e cibo».

Anche quest’anno sei in giro per diversi teatri: seguirà un album a questo singolo?

«Sì. Il mio obiettivo è quello di completare il mio album di inediti entro la fine dell’anno, ho già iniziato a scriverlo. Sono molto eccitata. Ho installato uno studio di registrazione domestico, per iniziare a dare forma al progetto. Ho inoltre contattato tanti musicisti che conosco e che penso di invitarli a sviluppare il progetto con me durante l’estate, poi andrò in uno studio professionale per registrare la versione finale. Voglio trascorrere due settimane intere con vari musicisti e poi scoprirne l’effetto finale!».

Allora dov’è possibile acquistare per il momento “Finding Out”?

Attualmente è disponibile sulla piattaforma iTunes (in tutto il mondo), Rhapsody, Napster, Amazon e Limewire Store.

 

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Le prime polemiche di Sanremo 60

Nicolas Bonazzi.jpgNon c’è Sanremo che si rispetti senza le consuete polemite prima dell’attesa kermesse canora che, giunta quest’anno alla sessantesima edizione, sarà presentata dall’ex cuoca di RaiUno Antonella Clerici.

Resa nota la lista delle nuove proposte, subito è scattata la prima e forse inaspettata polemica: uno degli emergenti che dovrebbe calcare il palco dell’Ariston, Nicolas Bonazzi, appartenente alla categoria “nuova generazione” rischia adesso di essere escluso dalla gara: a detta di molti il suo brano sanremese sarebbe già stato pubblicato in streaming sulla pagina MySpace dell’artista, così come dimostra un’intervista di tgcom in cui lo stesso Bonazzi parlava del suo pezzo. La canzone, secondo l’attuale regolamente di Sanremo, per essere considerata “nuova”, non soltanto inedita, non dev’esser stata fruita nemmeno gratuitamente on-line o con altri mezzi digitali o meno di distribuzione ed ascolto. Secondo un articolo del tg flash mediaset, la canzone postata dall’artista sulla sua pagina musicale sarebbe stata una versione demo, ben diversa da quella presentata adesso al Festival della canzone italiana.

Anche la categoria “Big” in questa nuova edizione festivaliera non poteva sottrarsi alla tradizione della polemica: abbandonate le canzonette-filastrocca che inneggiavano all’amore per i bambini o quello puro come un piccione, da qualche anno Povia sembra presentarsi al Festival di Sanremo più per suscitare polemiche piuttosto che per la gara e vittoria. Dopo la polemica gay in cui cantava il disagio di un omosessuale che si psicanalizza e “guarisce” in Luca era gay, e le foto in cui posava nudo per il magazine Vanity Fair, il cantautore porta quest’anno un testo impegnato sull’eutanasia intitolato La verità (Eluana), chiaro riferimento a Eluana Englaro, ragazza che per oltre diciassette anni è stata in coma in seguito ad un incidente stradale, e morta soltanto dopo aver staccato i macchinari che la tenevano in vita per volere del padre Beppino. Ma una nuova polemica getta altra benzina sul fuoco: sembra infatti trapelato in rete parte del testo della canzone di Povia in cui il cantautore sosterrebbe che Eluana in realtà avrebbe preferito vivere. Immediata tuttavia la smentita del cantante milanese e di Gianmarco Mazzi, direttore artistico della kermesse canora. Aspettare per credere…

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«CosmoMusic», il (nuovo) blog della musica

«Cosmomusic» è un blog giovane, fresco, dinamico esclusivamente dedicato al mondo della musica e ai suoi protagonisti: tante le rubriche settimanali e quotidiane per approfondire ed allargare i propri orizzonti sull’attuale panorama musicale, senza dimenticare le grandi glorie del passato e le canzoni cult indimenticabili: ogni settimana andremo alla scoperta di album d’annata, ma sempre attuali, di artisti da scoprire e band emergenti che provano a farsi largo sui social network e canali come MySpace e Facebook a suon di fan e tracce caricate sui player musicali, proponendo la loro musica, le loro canzoni, i propri testi ed anche le proprie esperienze.

Ripercorreremo le discografie di maggior successo e quelle meno note, le colonne sonore che ci hanno fatto sognare e le canzoni che hanno accompagnato i nostri film preferiti. Per essere sempre aggiornati basterà iscriversi alla pratica newsletter che recapiterà le notizie direttamente nella vostra casella di posta elettronica, o diventare fan sulla pagina facebook ufficiale. Tutto questo e molto altro su «Cosmomusic», il blog della musica.