Ma il video “Judas” di Lady Gaga è davvero così scandaloso?

210281_10150177384444574_10376464573_6514622_1052252_o.jpg

Per il video del suo nuovo singolo Judas, Lady Gaga ha deciso di provocare ancora, attingendo questa volta dall’iconografia evangelica cristiana, declinata però in stile pop art. Se finora Miss Germanotta si era limitata a scandalizzare e sorprendere bigotti e fan con testi trasgressivi e look eccessivi, nell’ultima clip, diretta in parte dalla stessa cantante, Gaga interpreta una moderna Maddalena (poco) pentita, che canta on the road su di una Harley Davidson guidata da un Cristo di colore, con tanto di corona di spine glitter oro, e il suo seguito di discepoli-harleysti con giubbotti di pelle nera in stile Renegade.

La cantante di Born this way è riuscita a catturare l’attenzione dei media, facendo storcere il naso alla Chiesa, interpretando una sexy lavanda dei piedi, in una vasca con due uomini, Gesù e quello che dovrebbe essere (il suo) Giuda, con tanto di lapidazione finale, così come per l’adultera redenta salvata dal Signore.

Nonostante questo brano sia molto orecchiabile e 100% Gaga, risentendo meno dell’influenza di Madonna, contrariamente per quanto successo con il primo pezzo (plagio-cover di Express Yourself) Born this way, è stato accolto con una certa freddezza dai fan americani, che l’hanno finora spinto solo fino al ventesimo posto della Billboard Hot 100. La rotazione (e le polemiche) del controverso video, potrebbe dunque far tornare la cantante di origine italiana di nuovo in cima alle classifiche.

Ma è davvero il caso di scandalizzarsi tanto? In realtà la stessa cantante, in un’intervista a E! on-line, ha più volte specificato che la sua non vuole essere una di catechismo, o un puro riferimento biblico, bensì una “affermazione sociale”, un atto di pura liberazione fine a se stesso.

In realtà anche questa ennesima provocazione della cantante trova un suo precedente in Nostra Signora della Musica Madonna, che già nel 1989 scandalizzò con il video di Like a prayer, che le fece perdere addirittura un contratto pubblicitario con la Pepsi.

Sebbene visivamente i video non si somiglino, ideologicamente invece sono identici, e se Lady Gaga in Judas è follemente innamorata di un traditore, cui spara con un rossetto, Madonna invece faceva l’amore con un santo (sempre di colore) ingiustamente accusato di violenza al posto di un altro, con tanto di croci incendiate a far da sfondo.

Insomma cambiano i tempo, ma, è proprio il caso di dirlo, la musica è sempre la stessa. Allora perché questo bigottismo inutile e fasullo?

Per l’estate 2010 ritorna “Like a prayer”

Meck-feat-Dino-Feels-Like-A-Prayer.jpg

Qualche anno fa ci avevano provato i Mad’House, cover band di Madonna, che trovò il successo con il brano Like a prayer, reinterpretato in chiave elettro-pop, e pubblicando un intero album in cui hanno rivisitato i maggiori successi di Miss Ciccone. Quest’anno invece ci riprova Meck featuring Dino, che ripropongono la vecchia hit del 1989, in versione club che per l’occasione diventa Feels like a prayer. Di sicuro il pezzo farà la gioia degli amanti delle discoteche e dei fan della cantante americana in particolare, ma al brano manca la verve originale di Madonna.

Il video che accompagna il singolo è una sorta di cortometraggio comics noir.

Di sicuro dal punto di vista vocale, cantare i pezzi di Madonna non comporta grandi difficoltà: notoriamente Madonna non ha una poderosa estensione vocale, eppure solo di rado chi si è cimentato nell’ardua impresa, è riuscito ad equiparare o superare la Regina del Pop, che per trasgressione ed interpretazione dei suoi brani, è senza dubbio ineguagliabile.

Vi proponiamo adesso di rispondere ad un piccolo, ma semplicissimo, quesito: quale delle tre versioni è la vostra preferita, l’originale di Madonna del 1989, quella dei Mad’House o questa club di Meck e Dino?