Leona Lewis ritrova finalmente se stessa con l’album “Glassheart”

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A quasi tre anni dal suo ultimo album, Echo, Leona Lewis ritorna con Glassheart, attesissimo lavoro discografico la cui uscita è stata più volte rinviata. Se il suo secondo disco non aveva sortito il successo sperato, adesso la Lewis cambia ricetta: nessuna cover, com’era invece successo per i suoi precedenti lavori, né una virata estrema verso la dance, se si eccettuano il primo singolo Trouble featuring Gambino, che ritroviamo anche in una solo version, e la titletrack. La vincitrice della terza edizione di X Factor UK sfodera di nuovo la voce, e ci regala un disco variegato, ma coerente. Sono soprattutto le ballads a catturare l’attenzione dell’ascoltatore, pezzi come Lovebird e Fireflies, i quali, forse non faranno epoca, ma mostrano una Leona più matura e consapevole delle sue potenzialità vocali. La Lewis evita adesso i tentativi dance mal riusciti, come il deludente singolo Collide, lasciato fuori dalla raccolta, per far spazio a tracce ritmate senza dubbio meglio riuscite, tra i quali l’omonimo Glassheart, prossimo singolo estratto.

Dodici pezzi in tutto, tra i quali si distinguono anche Stop the Clock e, in chiusura, Fingerprint.

Ripetere lo stesso successo del debutto con Spirit (2007) è impossibile, ma con questo terzo disco Leona potrà di sicuro far dimenticare ai fan il pasticcio di Echo, di cui nulla o poco rimane, e EP sperimentali vari, per portare a casa qualche soddisfazione, ritrovando il suo pubblico, ma, soprattutto, se stessa.

Leona Lewis: a giugno un nuovo singolo ed una collaborazione con Emeli Sande

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Dopo il flop del suo secondo album, Echo, lontano anni luce da Spirit, Leona Lewis ha mantenuto un profilo basso. Se si eccettua Collide, brano dance poco riuscito, e un EP composto di cover, pubblicato sulla piattaforma iTunes, la cantante non ha pubblicato in questi mesi, ma per chi l’ha già data per dispersa, etichettandola tra le meteore della musica dovrà ricredersi. L’ex rivelazione di X Factor UK è infatti impegnata con il suo terzo lavoro discografico, che sarà “il migliore di sempre”. A dirlo è la stessa cantante, così come riportava qualche giorno fa il Daily Star. Il disco doveva in realtà vedere la luce già un anno fa: «Forse il terzo album di Leona Lewis potrebbe essere posticipato ancora – scrive James Ingham sulle pagine web del tabloid – ma il nuovo singolo è pronto per la pubblicazione».

Secondo una fonte citata dal giornalista inglese, Leona è eccitatissima all’idea di questo terzo disco, il cui titolo dovrebbe essere Glass Heart: «I ritardi hanno naturalmente generato voci sul fatto che la casa discografica non fosse felice, ma ciò non potrebbe essere più lontano dalla verità – ha detto la fonte – Leona pensa che questo sia il suo miglior album finora, e lei vuole pubblicare il singolo in tempo per la sua performance al Weekend Hackney». Leona infatti pare che si esibirà durante l’importante festival musicale della BBC Radio 1, che quest’anno dovrebbe svolgersi tra il 23 e il 24 Giugno prossimo.

Nel disco potrebbe esserci anche Trouble, brano scritto per Leona dalla talentuosa Emeli Sande, ma pare che il disco, la cui uscita è stata fissata per novembre, potrebbe essere rinviato ancora, nel frattempo però da qualche mese, sul web impazza il demo dell’intensa ballad Love Birds, scritto dall’autore di California Gurls, di Katy Perry e Hold it against me di Britney.

Leona Lewis, “I Know who I am” per ragazze di colore

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for colored girls.jpgIl suo ultimo album, Echo, non ha riscontrato il successo sperato, ma Leona Lewis nel frattempo non s’è persa d’animo e nel frattempo incide l’ennesima colonna sonora. Dopo il tema portante di Avatar, I see you, e un brano per il film Sex and the City 2 in coppia con Jennifer Hudson, Love is your color, per l’ex vincitrice dell’edizione britannica di X Factor continua il connubio con il cinema. Leona infatti ha appena inciso una nuova traccia per il film For Colored Girls, per ragazze di colore, in uscita negli USA il prossimo 5 Novembre, intitolato I Know who I am, so chi sono. Tutto afro-americano il cast, come d’altronde suggerisce il titolo della pellicola che segna il ritorno al grande schermo dell’attrice premio Oscar Whoopi Goldberg, con un cast d’eccezione tra cui Thandie Newton e Janet Jackson. “Tante voci. Un solo poema” recita il poster della pellicola in uscita. Un film corale, basato sulle poesie di Ntozake Shange, che narra la storia di donne diverse, ognuna delle quali rappresentata nella raccolta di venti componimenti For Colored Girls Who Have Considered Suicide When the Rainbow Is Enuf, per ragazze di colore che hanno considerato il suicidio quando l’arcobaleno finisce, che rivela diverse problematiche delle donne in generale e delle donne di colore in particolare.

Tra le altre interpreti della colonna sonora Estelle, Macy Gray e Janelle Monae.

Biagio Antonacci “Inaspettato” con Leona Lewis

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Strizza l’occhio al mercato estero il nuovo singolo di Biagio Antonacci, Inaspettata (Unexpected), tratto dall’album omonimo e cantato in coppia con la cantante rivelazione dell’X Factor britannico, Leona Lewis. Il pezzo è una ballad romantica, ma grintosa, dove la cantante inglese, oltre a cantare nella sua lingua, si cimenta anche con alcuni versi in italiano in duetto con Antonacci.

Nonostante la clip evidenzi la straordinaria bellezza della Lewis, il video, presentato nei titoli di coda dei Wind Music Awards, non eccelle certo per originalità: come la maggior parte dei videoclip italiani, girati spesso all’interno di alberghi, case, o luoghi pubblici o parchi all’aperto, senza un preciso concept, tipicamente anglo-americano, il video è ambientato in una indefinita città americana, come ormai consuetudine, girato per lo più all’interno di quello che presumibilmente è una albergo, tra corridoi e una camera da sogno di linea moderna. Fortuna che alla poca originalità delle immagini, risponde l’alta qualità del brano di Antonacci che con questo duetto “inaspettato” ha saputo davvero sorprenderci e conquistarci, sperando però in una versione solamente inglese.

 

La foto del cantante è tratta dal sito ufficiale www.biagioantonacci.it

 

 

Continua il “sogno americano” di Leona Lewis: Toni Braxtoni al posto della Aguilera

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Vincitrice dell’edizione britannica di X Factor, ed una delle voci più interessanti del panorama internazionale, Leona Lewis avrebbe dovuto aprire i concerti del tour estivo di Christina Aguilera, cancellato per i troppi impegni dell’artista (in realtà per le scarse prevendite dei biglietti). Ma per un tour che va, un altro che viene: Leona infatti potrebbe ancora realizzare il suo sogno americano.

La cantante Toni Braxton, fresca di pubblicazione dell’album Pulse, ha infatti detto al Daily Star: «Ho parlato con Leona Lewis del tour in autunno».

Nel frattempo, si apprende dal magazine inglese, i preparativi per il tour britannico di Leona sono nel caso: sembra infatti che le sia stata rifiutata l’assicurazione per cavalcare un cavallo. Leona infatti voleva aprire i suoi concerti con una scena a cavallo, da prima filmata e poi dal vivo sul palco, ma senza casco e ciò non le è stato concesso. Alla fine sembra che la cantante abbia firmato un contratto in cui asserisce che non sarà assicurata nel caso di caduta.

We are the world: 25 for Haiti. La nuova versione 2.0

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Quella di Haiti, più di ogni altra tragedia, ha senza dubbio scosso il mondo della musica e dello starsystem americano, che subito si è mosso unanime per raccogliere fondi, e rendere più semplice la ripresa post-terremoto: dopo Hope for Haiti, la cui compilation digitale è schizzata in vetta alla Billboard Chart (primo album digitale a raggiungere tale primato), e dopo Everybody Hurts, cover della hit dei REM del 1992, cui molti artisti, da Robbie Williams a Leona Lewis, un altro grande evento correrà in aiuto dell’isola dell’America centrale. Si tratta di un’altra cover, We are the world, una doppia celebrazione che vuole rendere omaggio Michael Jackson, che ne registrò l’originale venticinque anni fa, insieme ad altri big della canzone americana. Lunedì, altri big della canzone internazionale, registreranno il successo di Jackson nello stesso studio dove il compianto cantante l’aveva inciso.

«È fantastico vedere così tanti leggendari artisti in fribillazione nell’essere nel bel mezzo di un sandwich tra Barbra Streisand e Lil Wayne» ha detto il cantante americano Josh Groban dalle pagine di USA Today.

Quincy Jones, produttore originale della canzone, e Lionel Richie, che aveva scritto il testo insieme a Jackson, ritornano così in supervisione per We are the world: 25 For Haiti, un contemporaneo aggiornamento dell’inno del 1985.

Secondo indiscrezioni fornite dal magazine on-line americano, Lil Wayne rifarà la parte di Bob Dylan.

Nell’attesa di sentire come sarà We are the world 2.0, noi postiamo la celebre clip che vedeva Michael Jackson e molti altri grandi nomi degli anni ’80.

“Everybody Hurts”, una cover per Haiti

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Sono tante le star che si stanno mobilitando per raccogliere o donare fondi per aiutare Haiti, colpita, come ormai tristemente noto, da un terribile terremoto il 12 Gennaio scorso. Come già ancitipato qualche giorno fa Leona Lewis e Robbie Williams dovrebbero incidere un singolo di beneficenza insieme, ma alle loro voci potrebbero presto unirsi quelle di altri grandi artisti del panorama internazionale come Michael Bublé e Rod Stewart che insieme incideranno una canzone i cui proventi andranno all’isola del centro america. Il singolo in questione dovrebbe essere la bellissima cover dei REM Everybody Hurts, del 1992. Al progetto dovrebbero prendere parte anche l’ex beatle Paul McCartney e i Coldplay come riporta la BBC. Il progetto sarà reso possibile grazie a Simon Cowell, creatore di X Factor, che farà da mediatore tra le varie case discografiche.

Domani serà (ora locale) alle 20 inizierà il megaconcerto, Hope for Haiti Now, per raccogliere fondi per gli haitiani, che si protrarrà fino alle due del mattino. L’evento sostenuto da Telethon vedrà la partecipazione di tanti protagonisti della musica internazionale che si esibiranno sui palchi di New York, presentati da George Clooney, New York introdotti da Wyclef Jean e Londra. Inoltre Anderson Cooper volto CNN terrà un collegamento in diretta dalla stessa Haiti.

 

Golden Globes: le migliori canzoni originali

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Mancano poche ore alla cerimonia di premiazione dei Golden Globes, prestigiosi riconoscimenti televisivo-cinematografici, da sempre definiti la vera anticamera degli Oscar. La sessantasettesima edizione si presenta quanto mai “musicale”, non solo perché quest’anno sono in gara film come Nine (dal 15 Gennaio anche nelle sale italiane), musical di Rob Marshall che rende omaggio a 8 e ½ di Federico Fellini, ma anche perché una delle presentatrici della serata è la cantante Christina Aguilera, che questa sera potrebbe regalare ai fan una performance live con il singolo che anticiperà il suo nuovo album, Bionic, in uscita probabilmente a fine anno.

Anche Cosmomusic vuole occuparsi dei Golden Globes, ma sempre privilegiando la musica innanzitutto, e così ecco che andiamo a scoprire qual è la cinquina che va a candidarsi come migliore canzone originale. Tra le nomination non poteva mancare Cinema Italiano, colonna sonora di Nine, interpretata da Kate Hudson, già riproposta da Cosmomusic in un precedente post. La canzone è molto orecchiabile, come si intuisce dal titolo è un vero e proprio inno al cinema italiano, benché il testo della canzone non sia nella nostra lingua. Altra nomination I See you, colonna sonora del nuovo colossal di James Cameron, Avatar, uno dei film che ha fatto una vera incetta di nomination e potrebbe regalare qualche emozione anche alla prossima premiazione degli Oscar: il brano è magistralmente cantato da Leona Lewis, che ne ha interpretato il tema principale, ed è scritto da James Horner, già compositore premio Oscar con la colonna sonora di Titanic.

Terza nomination I want to come home, scritta e cantata da Paul McCartney, del film Everybody’s Fine, remake americano del film di Giuseppe Tornatore Stanno tutti bene, per una cerimonia che rende omaggio quest’anno più che mai l’Italia e i suoi più illustri rappresentanti.

Tra la rosa delle canzoni papabili al globo d’oro anche The Weary Kind, cantata da Ryan Bingham, tema del film Crazy Heart, film tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Cobb, incentrato sulla vita di un cantante country alcolizzato interpretato da Jeff Bridges.

Infine a giocarsi il titolo come miglior canzone anche Winter, cantata dagli U2, colonna sonora del film Brothers in questi giorni nelle sale italiane.

La preferenza di Cosmomusic va alla bella e talentuosa Leona Lewis e alla sua I see you, ma per scoprirlo dovremmo attendere ancora quindici ore.

Leona Lewis ft Robbie Williams

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Potrebbe duettare con Robbie Williams, Leona Lewis in vista del suo primo tour angloirlandese, dovrebbe registrare una serie di brani in coppia con l’ex Take That altra stella mondiale della musica britannica, di cui una traccia potrebbe diventare già a maggio un primo singolo. La cantante infatti, in vista della prima tourné, vorrebbe duettare con Robbie in alcuni show live.

Si era già parlato di alcune prestigiose collaborazioni per Leona, poi invece accantonate, il sito italiano mtv.it ricorda quella mancata con il gruppo i King of Leon, noi invece preferiamo ricordare quella secondo la quale Leona avrebbe dovuto duettare addirittura con Justin Timberlake incidendo una cover in coppia della canzone portata al successo da Whitney Houston, I will always love you, incisione poi mai realizzata o comunque mai resa nota fino ad oggi.

Simon Cowell, verso l’X Factor Americano

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Se in Europa, Italia compresa, spopola il famoso talent X Factor, in America a ricercare promettenti talenti della musica internazionale da sempre è American Idol, che negli anni ha lanciato stelle come Kelly Clarkson, giungendo con successo a sette edizioni e cento milioni di telespettatori, diventando al contempo uno dei programmi più seguiti d’America. Le cose però potrebbero presto cambiare anche negli USA: Simon Cowell, storico giudice della trasmissione, si prepara adesso a lanciare X Factor, di cui ne è autore, anche negli States, divenendone giudice e produttore esecutivo. In questi anni il popolare personaggio televisivo è stato famoso per le sue battute spesso taglienti come rasoi, adesso la produzione dovrà trovare un giudice che ne sia all’altezza e ne colmi il vuoto senza rimpianti, affiancando degnamente gli altri due giudici, la coreografa e ballerina Paula Abdul e il produttore discografico Randy Jackson.

Nel frattempo Cowell dovrà sfidare uno degli show americani più amati di sempre, facendo entrare nella tradizione televisiva il format X Factor, di grande successo in Gran Bretagna che ha saputo lanciare stelle del pop mondiale come Leona Lewis, vincitrice della quarta edizione. Una sfida ardua, ma forse non del tutto impossibile.