Lana Del Rey: «La fama è una delle cose più disgustose del mondo»

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lana-del-rey_280x185.jpgLana Del Rey si sta gradualmente trasformando da giovane sconosciuta, che cerca la fama attraverso internet, ad un vera celebrità, che sempre più attenzione dei media e copertine dei magazine sta guadagnando in queste settimane. Ad una settimana dall’uscita di Born to die, il suo album d’esordio, la cantante venticinquenne ha già conquistato la copertina di Vogue, mentre l’edizione italiana di Vanity Fair, in edicola domani 8 Febbraio, con un bellissimo servizio fotografico di Gyslain Yarhi, le dedica un’ampia intervista in cui la cantante si racconta senza remore, dalla celebrità, che inevitabilmente l’ha raggiunta, ai suoi problemi con l’alcol: «Sono otto anni che non bevo più» ha infatti rivelato la cantante, che in passato ha lavorato a New York come assistente sociale: «Non ho un diploma. Ho solo dato una mano, mi sono messa a disposizione della comunità. Negli ultimi anni ho frequentato le scuole cercando di sensibilizzare i ragazzi contro l’abuso di alcol».

Lana_del_Rey_Vogue_marzo12.jpgE a chi l’accusa di essere un prodotto studiato a tavolino risponde: «Come fanno a dire che sono un prodotto della discografia se a settembre non avevo un contratto? – e aggiunge – Cosa c’è di più autentico di una che si scrive le canzoni, si compone la musica e si gira i video? È molto più di quanto faccia la maggior parte dei cantanti in circolazione. Non solo: io decido tutto da sola e non c’è nessuno che mi possa obbligare a fare qualcosa contro la mia volontà».

Diventata ormai famosa, della celebrità invece dice: «Credo che la fama sia una delle cose più disgustose di questo mondo. Mettere la gente su un piedistallo è contro tutto quello in cui credo e contro il lavoro che ho fatto per tanti anni come assistente sociale, dove lo sforzo è proprio quello di far capire alle persone che siamo tutti alla pari. È per questo che ho deciso di esibirmi solo in luoghi piccoli. Non voglio che le cose mi sfuggano di mano. Ho appena cancellato metà della promozione già fissata per Parigi proprio per questo. Non voglio quel livello di celebrità che ti impedisce di vivere una vita normale».