“Ho sognato troppo l’altra notte?”, il raffinato album di Mauro Ermanno Giovanardi

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Bello, elegante, raffinato. Il solo brano Io confesso, che Mauro Ermanno Giovanardi ha portato sul palco dell’Ariston con l’ex compagno di band Cesare Malfatti all’ultimo Festival di Sanremo, non solo era meritevole di vittoria, e senza dubbio la canzone più bella di questa edizione del festival, ma da solo varrebbe il prezzo dell’intero album che sancisce la carriera solista del rosso dei La Crus. Ma Ho sognato troppo l’altra notte?, questo il titolo di un interessante lavoro discografico, riserva invece non poche sorprese, che si snodato attraverso dieci brani, tra inediti e non, che omaggiano anche la musica italiana degli anni ’60. Sì, perché lungo la tracklist, oltre al brano sanremese, che omaggia le arie di Morricone con la partecipazione della soprano Barbara Vignudelli, sono ben due le cover cui ridà letteralmente vita Giovanardi, interpretandole nella sua personalissima maniera e con la particolare timbrica vocale che ne fa uno degli autori e voci più interessanti di questo asfittico panorama musicale italiano, con troppi talent e pochi talenti. Se perdo anche te, storico adattamento in italiano di Solitary Man di Neil Diamond che Gianni Morandi fece nel 1967, è il primo dei due rifacimenti di Giovanardi, che qui diventa più roccheggiante ed aggressivo, pur mantenendone intatta l’essenza. La seconda cover è invece Bang Bang, presente anche in solo version, originariamente cantata da Sonny & Cher, e che vede la partecipazione di una sublime Violante Placido. Ma questo non è il solo duetto che Ermanno si concede nel suo primo lavoro da solista, in La malinconia dopo l’amore il cantante infatti duetta con Syria Cipressi. Tra gli inediti più orecchiabili Il Diavolo, Desio (Il rumore) e, in chiusura, la bellissima Neil Armstrong.

Sanremo 2011: ha vinto la canzone o il cantante?

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Si è conclusa ieri sera la sessantunesima edizione del Festival di Sanremo. Archiviate le critiche e le polemiche dei giorni scorsi su vallette e conduttori, resta ora l’amaro in bocca per i vincitori della kermesse canora, che con questo podio prova a riscattare il festival dagli ultimi due anni in cui a portare a casa l’ambito premio sono stati infatti i vincitori dei talent show. Quest’anno invece pare abbia dominato su tutto la musica cantautorale di “qualità”, con un Roberto Vecchioni che a più di trent’anni dalla sua ultima partecipazione, ritorna sul palco dell’Ariston e vince con un brano, Chiamami ancora amore, intenso sì, ma di sicuro non meritevole della vittoria. Secondo posto un po’ amare per i super-favoriti di questa edizione, i Modà con Emma, con la loro Arriverà, consolati forse di essere secondi ad un monumento della canzone italiana e primi nelle classifiche italiane. Sul gradino più basso invece Al bano e la sua Amanda è libera, inizialmente scartata nella seconda puntata, ripresa nella terza e arrivato in cima per volere del popolo sovrano che l’ha televotato. Quarto posto per i La Crus e la raffinatissima Io confesso, veri vincitori morali di questa edizione, i quali non sono stati salvati nemmeno dalla Golden Share, speciale votazione dei giornalisti, introdotta quest’anno, che avrebbe permesso al più votato della sala stampa di scalare tre posizioni nella classifica provvisoria ribaltando il risultato del televoto. Ma come già successo la sera precedente per i Giovani, che aveva visto selezionato un Raphael Gualazzi già vincitore, la Golden Share è andata a Roberto Vecchioni, lasciando dunque inalterato il risultato del pubblico da casa. Osservando la tripletta di canzoni che quest’anno l’hanno spuntata, è lecito domandarsi se quest’anno non sia stato il cantante-Vecchioni a vincere, in rispetto della sua carriera e dell’assenza da Sanremo da oltre trent’anni, che non il suo brano fondamentalmente debole, nonostante l’acclamazione sin dall’inizio del pubblico in sala. Ma ad una lagna cantautorale, già vista e sentita, come quella di Vecchioni non era meglio premiare un brano fresco e intenso come quello dei Modà? È vero, la formazione ibrida, per metà band e per metà talent con la partecipazione di Emma, avrebbe rivisto vincere per la terza volta un’ “Amica” di Maria De Filippi, ma se non altro quest’anno si trattava di un brano che, a differenza delle ultime due vittorie, meritava davvero.

Sanremo 2011: la seconda serata e le eliminazioni

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La seconda serata del Festival di Sanremo è stata decisamente meno rigida e formale. Superato l’iniziale imbarazzo del palco dell’Ariston, Gianni Morandi e la sua “squadra” si sono finalmente sciolti. Per compensare il discusso rifacimento del brano “In Amore”, rivisitato in chiave satirico-politica, i comici Luca&Paolo hanno preso di mira anche la controparte del governo e dei suoi sostenitori, dal giornalista-scrittore Roberto Saviano a Michele Santoro. Rispetto ad una Elisabetta Canalis che ha sfoderato una perfetta padronanza della lingua inglese, ha sicuramente brillato di più la stella di Belen Rodriguez, che dopo il tango argentino di ieri, si è adesso esibita cantando il brano spagnolo Malo, dimostrando di non essere solo bella nell’elegante abito blu Fendi di questa serata, ma anche brava.

Incassate le critiche, alcuni big fanno tesoro dei fiumi d’inchiostro versati, correggendo postura, abbigliamento e anche l’interpretazione, così come Max Pezzali che smessi gli abiti poveri da contadinello-capitato-per-caso-sul-palco-dell’Ariston indossa una più comoda t-shirt con una giacca blu, mentre Patty Pravo, messo da parte il chimono e l’acconciatura da geisha, ritorna ad essere la ragazza del Piper con giacca di pelle e pantaloni. Ospiti della serata l’attore Andy Garcia, nell’inedita veste di pianista-cantante e Eliza Doolittle che ha proposto il suo ultimo singolo Skinny Genes, noto al pubblico italiano come soundtrack degli spot Vodafone.

Le canzoni che sicuramente hanno convinto di più, riconfermando l’impressione iniziale, sono Io confesso dei La Crus, che si conferma come il brano più bello, raffinato ed elegante di tutto il Festival di Sanremo, impreziosito dalla magistrale voce della soprano Susanna Rigacci, Arriverà dei milanesi Modà featuring Emma Marrone, e L’Alieno di Luca Madonia e Franco Battiato.

Non solo big in questa seconda serata sanremese, oltre i dodici brani rimasti in gara, abbiamo potuto saggiare anche i primi quattro giovani, che hanno mostrato un festival che ha saputo premiare la qualità. Convincono di più Anansi con il brano reggae Il sole dentro, Raphael Gualazzi con il pezzo jazz Follia d’Amore. Più convenzionali invece Gabriella Ferrone con Un pezzo d’estate e Serena Abrami con Lontano da tutto, che riesce tuttavia, insieme a Gualazzi, a passare il turno.

Tra i big invece cedono il passo Al Bano con la sua Amanda è libera e Patty Pravo con Il vento e le rose, che possono tuttavia continuare a sperare nel ripescaggio di domani sera.