Black Porcelain: «Il “mio” giorno ogni giorno»

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Black Porcelain, Today is the day, Invincible Summer, Albert Camus, album, cd, disco, interview, intervista, soul, music, musica, video, youtubeIl suo nome d’arte è Black Porcelain, porcellana nera, ed è la nuova promessa del soul internazionale. Nata a Soweto, un’area urbana della città di Johannesburg (Sudafrica), la cantante ha all’attivo ben due EP, e sta ultimando il suo il suo album di debutto, Invincible Summer, estate incincibile.

Interprete e autrice, il primo singolo estratto dall’album della cantante sudafricana è Today is the day, oggi è il giorno, già nella playlist di oltre trentasei paesi. Il brano è un pezzo soul molto orecchiabile, che ben evidenzia la timbrica calda dell’artista, e potrebbe rivelarsi il successo della prossima primavera.

In occasione dell’uscita del singolo, già disponibile sulla piattaforma iTunes, cosmomusic ha deciso di intervistare questa interessante artista:

Qual è lo spirito dell’album “Invincible Summer”?

«‘Invicible Summer’ è un album che parla d’amore e di nuovi inizi. Ho preso il nome da una citazione di Albert Camus: “Nel bel mezzo dell’inverno ho scoperto che c’era in me un’estate invincibile”. La musica è divertente, non ho mai permesso che il contenuto di una canzone mi impedisse di divertirmi, e a me piace divertirmi quando faccio musica».

Il primo singolo s’intitola “Today is the day”, ma qual è il “giorno” per Black Porcelain?

«“Today is the day” parla delle decisioni difficili e andare avanti. ‘Il giorno’ per me è il quotidiano, ogni giorno. Non è facile essere la propria etichetta discografica, e in alcuni giorni vorrei solo rifugiarmi a letto con un gelato a cioccolato. Ma ogni giorno mi sveglio, e decido che “oggi è il MIO giorno”, e faccio del mio meglio, e mi diverto».

Quali sono i sogni di Black Porcelain?

«Sinceramente voglio solo viaggiare per il mondo e condividere la mia musica con più gente possibile. Sono nella playlist di trentasei paesi, e spesso mi ritrovo a sognare di visitare tutti questi paesi. E mi auguro di iniziare a farlo per la metà di quest’anno».

Sarah Riley, la rivelazione britannica del web

Sarah Riley.jpgIl suo pop leggero ed orecchiabile potrebbe fare da colonna sonora al più classico dei teen drama americani, perché Sarah Riley, giovane promessa della musica britannica, che Cosmomusic ha scoperto per caso sul web, ricorda nel sound e nella straordinaria interpretazione della sua Finding Out, singolo d’esordio, la più nota Sarah McLachlan, la cantante canadese che con le sue canzoni ha accompagnato tanti momenti di serial cult. Un nome, un destino insomma, per la bella e brava Riley. Laureata in ingegneria, classe 1977, Sarah inizia la sua carriera di ingegnere e pilota presso l’Aston Martin Lagonda Ltd, nel Regno Unito, che lascerà nel marzo del 2009, dopo aver accantonato per quattordici anni la sua vera passione, la musica, che negli anni aveva sostituito con una più fredda, e forse razionale, carriera tecnica, che non colmava tuttavia il vuoto che aveva nel cuore. 

Perché hai deciso di seguire la tua carriera proprio in questo momento?

«Circa due anni fa l’ingegneria ha cominciato ad annoiarmi: il mio disco era scomparso, ed io non sapevo perché. Col passare del tempo ho faticato per trovare una motivazione tutti i giorni, ho guidato un team di persone, ed ispirarli era per me sempre più difficile. Ho deciso di fare allora qualcosa di musicale, anche come hobby, sin da quando ero adolescente: la musica ha sempre fatto parte della mia vita».

Quando hai capito di avere talento?

«Ho cantato la mia prima canzone a mio padre, che suonava la chitarra, quando avevo tre anni, era una tradizionale canzone inglese chiamata “Where have all the flowers gone”: è carina, ho ancora la registrazione su di un nastro. Da quel momento ho capito che potevo cantare. La consapevolezza del mio talento è stata una storia diversa: mi ci è voluto più tempo, per capire che la mia voce fosse abbastanza buona per farci qualcosa! Io credo che sia stata la prima volta che ho ascoltato una mia registrazione professionale, la prima volta che ho notato il mio talento: era una cover di Joni Mitchell, “Big Yellow Taxi”. Mi sono seduta in studio e l’ho ascoltata più volte, ed ero abbastanza stupita che quella che stavo ascoltando fosse la mia voce».

Sarah Riley - Finding Out.jpgLa prima canzone che tu adesso proponi al pubblico si intitola “Finding Out”…

«”Finding Out” originariamente si chiamava “Leah”, l’ho scritta nel luglio del 2002, mentre ero in una vaganza di sole ragazze a Zante; l’ho scritta pensando alla sorella minore del mio migliore amico, che si chiama Leah: lei aveva sedici anni, ed era una ragazza di buona famiglia che si è sempre comportata bene. Ma ciminciò a frequentare delle “cattive compagnie”, ad usare un trucco molto pesante sul viso, con anelli di metallo alle dita, diventando così parte di un gang. Insieme abbiamo parlato molto durante quella vacanza, e la canzone è stata il mio modo di dirle “Guardati sei una bellissima donna, non hai bisogno di tutto questo, c’è un’altra strada…”. Fondamentalmente una lezione in musica, ed io l’ho dedicata a lei».

Al momento non hai un’etichetta discografica, quanto è importante internet per un artista che vuole promuovere la sua musica e vuole essere notato dalle major?

«No, non ho firmato con alcuna etichetta discografica, ma non sono sicura di quali possano essere realmente i benefici, certo hanno soldi per sponsorizzare l’immagine di un artista, il che porta ovviamente maggiori vendite… io sono nuova, ma posso vedere i rapidi cambiamenti dell’industria discografica e ad esempio è già abbastanza strano per me essere essere un artista pubblicato sul web, che non ho un etichetta. Io voglio essere in grado di guadagnarmi da vivere con la mia musica, ma questo ovviamente non è il mio unico scopo e proposito: ho delle cose da dire alla gente, ed è questo il mio obiettivo principale, storie da raccontare ed un messaggio da trasmettere».

Hai speso gli ultimi quattro mesi in giro per il Regno Unito e l’Europa: quanto è difficile per un artista indipendente?

«Beh, quando il conto in banca comincia a diventare rosso, allora le cose si fanno un pochino più complicate: ci sono stati momenti in cui ho vissuto “alla giornata”, ma sono riuscita a trovare il modo di raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissa. Sono molto ingegnosa, ed ho così cominciato a scambiare servizi per raggiungere i miei obiettivi, ad esempio ho progettato un sito web per un fotografo in cambio di foto professionali per il mio sito. Il mio prossimo step è quello di visitare amici a livello internazionale ed avere il loro supporto per una serie di 4-5 concerti in ogni posto, e riuscire a coprire almeno le mie spese di viaggio e cibo».

Anche quest’anno sei in giro per diversi teatri: seguirà un album a questo singolo?

«Sì. Il mio obiettivo è quello di completare il mio album di inediti entro la fine dell’anno, ho già iniziato a scriverlo. Sono molto eccitata. Ho installato uno studio di registrazione domestico, per iniziare a dare forma al progetto. Ho inoltre contattato tanti musicisti che conosco e che penso di invitarli a sviluppare il progetto con me durante l’estate, poi andrò in uno studio professionale per registrare la versione finale. Voglio trascorrere due settimane intere con vari musicisti e poi scoprirne l’effetto finale!».

Allora dov’è possibile acquistare per il momento “Finding Out”?

Attualmente è disponibile sulla piattaforma iTunes (in tutto il mondo), Rhapsody, Napster, Amazon e Limewire Store.

 

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