Beyoncé: a lei l’intervallo del prossimo Super Bowl 2013

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Forse Beyoncé avrà pure rinunciato ad essere diretta da Clint Eastwood per il remake di È nata una stella, ma senza dubbio ha deciso di ritornare sulle scene musicali. L’ex Destiny’s Child infatti ha confermato sul suo sito ufficiale che sarà lei, dopo Madonna quest’anno, ad intrattenere il pubblico nell’intervallo del Super Bowl, l’appuntamento sportivo più seguito degli Stati Uniti. L’artista l’ha fatto attraverso uno scatto in cui appare raggiante, con sulle guance appiccicata la data dello show. L’appuntamento è dunque fissato per il prossimo 3 Febbraio 2013. Non è tuttavia la prima volta che la bella Knowles si esibisce durante il match più amato dagli americani: Beyo infatti aveva cantato l’inno nazionale. Nel frattempo di rivedere il suo ritorno in grande stile, ecco la sua performance del 2004.

Christina Aguilera sbaglia l’inno nazionale al Super Bowl

aguilera super bowl.jpgInsieme ai Black Eyed Peas e molti altri, Christina Aguilera è stata tra le star che ieri si sono esibite dal vivo nella finale del Super Bowl americano, il più importante appuntamento sportivo dell’anno, che allo sport coniuga tradizionalmente eventi musicali con star di prima grandezza. Quest’anno alla star di Burlesque, che sarà nei cinema italiani dall’11 Febbraio, il compito di interpretare l’inno nazionale statunitense, ma proprio sul più bello la Aguilera ha letteralmente cambiato una strofa del testo originale, cantanto “what so proudly we watched, at the twilight’s last reaming”, ovvero “ciò che abbiamo guardato con tanto orgoglio, fino all’ultima lavorazione del crepuscolo”, anziché l’originario testo “o’er the ramparts we watched, were so gallantly streaming”, cioè “sui bastioni che abbiamo osservato valorosamente”. Immediata la reazione del pubblico alla “distrazione” della cantante, che ha subito rumoreggiato e inviato proteste alla cantante via twitter. Dal canto suo Christina ha replicato: « Spero solo che tutti possano aver sentito l’amore che provo per questo Paese, e che l’autentico spirito dell’inno nazionale sia comunque arrivato al pubblico».