Sanremo 2011: la RAI in alto mare, è ripartito il toto-conduttore

antonella-clerici-massimo-ranieri-sanremo.jpegE dopo la pausa estiva ecco che si ritorna a parlare di Sanremo e conduzioni: archiviata la possibilità di una Antonella Clerici 2.0, che lascia al suo successore una pesante eredità, avendo superato nei numeri persino il festival di Paolo Bonolis, con i suoi oltre dodici milioni di telespettatori, la Rai è ancora in alto mare per il prossimo Sanremo 2011, ed ecco che subito riparte il toto-conduttore, che, se in un primo momento vedeva finalmente spuntare il nome di Carlo Conti in pole position, come logica conseguenza dell’edizione clericiana, si è finito invece col fare i nomi più disparati: da Ezio Greggio, da sempre volto e simbolo non soltanto di Striscia la Notizia, diretto concorrente del programma, ma di Mediaset, che ha prontamente smentito i roumors, alla coppia da spot pubblicitario Christian De SicaBelen Rodriguez, quest’ultima scartata per volontà del sindaco della città dei fiori, per aver ammesso durante un’inchiesta giudiziaria di aver fatto uso di cocaina. Insomma anche un anno dopo Sanremo non perdona, lo sa bene Morgan, che per aver dichiarato candidamente in un’intervista distorta di fare uso di droga, non solo è stato eliminato dalla gara, ma è stato bandito da X Factor. Ed è proprio in queste ore che il toto-conduttore è ripartito, proponendo i nomi più (im)probabili: dal giornalista Bruno Vespa, che ha elegantemente rifiutato l’offerta, «Lusingato, ma faccio altro mestiere – ha detto il noto conduttore di Porta a Porta dalle pagine del Corriere – non sarei in grado di gestire bene una prestigiosa macchina di spettacolo come il Festival di Sanremo», all’ultimo aggiunto alla lunga lista dei papabili, Massimo Ranieri. È proprio di queste ore infatti l’ANSA secondo la quale il popolare cantante ed attore partenopeo sarebbe sì “onorato”, ma non disdegnerebbe l’ipotesi di una conduzione del festival dove vinse nel 1988 con Perdere l’Amore, pur temendo un maggior rigore: «Ne sarei onorato, ma non sono proprio adatto – ha riportato l’agenzia – Non so quanto ti facciano sperimentare. Parlerò col direttore di Raiuno Mauro Mazza dopo le vacanze». E da qui parte oggi il nostro nuovo sondaggio: chi vorreste alla conduzione del Festival? Votate!

Ciak si canta: il forfait di Al Bano, la vittoria di Romina Power

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Lo aveva già annunciato in un’intervista qualche settimana fa: se si fossero ritrovati faccia a faccia, uno dei due avrebbe dovuto ritirarsi, e così è stato. Al Bano ha dato forfait alla finale di Ciak si canta, programma di RaiUno condotto da Pupo ed Emanuele Filiberto il venerdì in prime time, per non ritrovarsi nello stesso studio televisivo con l’ex moglie Romina Power. Il fatidico incontro, annunciato da Pupo con l’inganno ospite de I Soliti Ignoti di Frizzi, non c’è stato. I rapporti tra i due artisti ed ex coniugi devono essere davvero molto tesi: Al Bano ha preferito inviare un videomessaggio dicendo che la sua assenza “diplomatica” fosse dovuta ad un altro impegno artistico, e che i tempi per un incontro del genere non fossero ancora maturi. Il cantante pugliese si è persino rifiutato di parlare della ex moglie presente invece in studio perché, ha detto, ha voluto tener fede a quell’impegno preso con la trasmissione e gli italiani che l’hanno votata. Il Cantante di Cellino San Marco, anche quando ha raggiunto la trasmissione in diretta attraverso un collegamento telefonico, ha tuonato: «Pupo, non ci marciare!» avvertendo il conduttore, che un po’ forse sperava di avere lo scoop della sua vita, uno scontro, o quantomeno una riappacificazione in nome dei vecchi tempi, di non dare troppo spazio alla storia e parlare invece di musica. L’assenza di Carrisi ha senza dubbio deluso i telespettatori e sostenitori del cantante e, soprattutto, gli amanti del gossip che, almeno per una sera, avrebbero potuto sperare di rivedere i propri beniamini insieme e, magari, scontrarsi pacificamente a suon di musica. Ma alla fine il match, finanche virtuale che fosse, non c’è stato: Al bano, rimasto in gara “in contumacia” si è scontrato invece, secondo un sorteggio in diretta TV, con Catherine Spaak, mentre Romina Power ha dovuto vedersela con Don Backy, vincendo. Bellissima infatti la sua reinterpretazione di Acqua di mare, storico brano che la cantante ed attrice d’origine americana, cantava un tempo proprio con l’ex marito. Il video, molto raffinato diretto dalla figlia Cristel Carrisi, la vede piangere il suo amore su di una spiaggia solitaria, persa, come recita la canzone, nell’acqua di mare dei suoi occhi.

Come vuole un po’ la moda del momento, anche Ciak si canta è diventato una compilation, un doppio album dove è possibile ritrovare tutti i brani che per qualche settimana si sono scontrati. Cosmomusic sceglie Romina e la sua bellissima Acqua di Mare quale brano più bello di questa seconda edizione. 

Sanremo 2010: al via questa sera le celebrazioni… e i ripescaggi!

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Tra polemiche, ascolti record e qualche (simpatica) gaff, il Festival di Sanremo è giunto alla terza serata, quella “celebrativa”, che questa sera, grazie a guest star d’eccezione come Carmen Consoli che, insieme alla prima vincitrice della kermesse canora, Nilla Pizzi, renderà omaggio a sessantanni di musica che hanno attraversato il nostro paese. Non salirà sul palco dell’Ariston invece Tiziano Ferro: protagonista di un  gossip, lanciato da Alessandro Cecchi Paone a Domenica Cinque di una sua presunta omosessualità già vociferata da tempo sui blog, Ferro avrebbe dovuto partecipare al Festival in veste di super ospite e duettare con una delle voci internazionali più belle, quella di Mary J Blige sulle note di Each Tear, ma è costretto a rinunciare a causa di una laringite su consiglio del suo medico curante che gli ha categoricamente vietato di viaggiare. Lo staff della Blige ha fatto sapere che la cantante invece si esibirà comunque da sola, così come già in programma.

Ma questa sera è una serata importantissima per le cinque canzoni finora eliminate, ovvero Nino d’Angelo con Maria Nazionale (Jammo jà), Valerio Scanu (Per tutte le volte che…), Sonohora (Baby), Toto Cutugno (Aeroplani) e Pupo-Filiberto-Canonico (Italia amore mio): attraverso il sistema misto televoto-giuria-tecnica le due canzoni più votate saranno riammesse alla gara e comporranno le dodici canzoni che si riesibiranno venerdì nella serata dei duetti.

Sicuramente tra i più papabili per il ripescaggio c’è Valerio Scanu, ex concorrente del talent Amici, è sicuramente un personaggio già avvezzo al televoto e sarà fortemente sostenuto da un pubblico giovane e fidelizzato, che lo voterà indipendentemente dal valore artistico della canzone che interpreta sul palco dell’Ariston.

Per il secondo ripescaggio, noi di Cosmomusic suggeriamo invece Jammo Jà, di Nino d’Angelo e Maria Nazionale. Durante il programma condotto da Maurizio Costanzo, Sanremo? Parliamonequestion time, è emerso il problema della traduzione (con proposta di sottotitoli) e, nonostante riteniamo un vero sacrilegio tradurre il napoletano (vera seconda lingua d’Italia, ascoltata in tutto il mondo grazie alla canzone classica) il nostro blog per ovviare questo problema, propone una traduzione a fronte integrale. Il testo proposto da Nino d’Angelo è un fedele quadro del problema del mezzogiorno in Italia; l’artista, in coppia con una grande interprete della canzone napoletana, Maria Nazionale, divenuta famosa per il ruolo da protagonista nel film Gomorra, ha sapientemente unito ad un testo impegnato un sound orientaleggiante molto orecchiabile che conquista sin dal primo ascolto.

Su via

 

Su via guadagniamoci il pane

Noi abbiamo il sudore nelle mani

E sappiamo cambiare

Su via facciamo presto

In quest’Italia di smog e stress

Noi siamo i furbi che si fanno imbrogliare

Siamo nati con due destini,

siamo la notte e siamo il mattino

siamo rose e siamo spine

ma siamo rami dello stesso giardino

Meridionali

Siamo terra piena di mare

Che nessuno può immaginare

Stiamo bene o stiamo male

Andiamo avanti così

Il lavoro è un regalo

E la speranza è partire

Su via diamoci una mano

Se stiamo insieme possiamo andare lontano

Non possiamo più aspettare

Su via che questa vita va di corsa

Noi siamo la casa dei baci e delle carezze

Ma fa notizia soltanto la spazzatura

La mafia ed il mandolino

Che da sempre ci etichettano addosso

Siamo la faccia di una cartolina

Che ci svende in tutto il mondo

Meridionali

Siamo voce in mezzo al mare

Che nessuno vuole ascoltare

Siamo l’erba bruciata

Di cui non si conosce il colpevole

Siamo lo specchio di un’autostrade

Che non finiscono mai

Dove il vento abbraccia il mare

E sono troppi i pensieri

E chi cresce con questo pane amare

È’ un italiano straniero

Se la giustizia se ne lava le mani

Sono bianche le bandiere

E chi non può pensare mai al domani

Nasce prigioniero…

Siamo nati con due destini

Siamo la notte e siamo il mattino

Siamo rose e siamo spine

Ma siamo rami dello stesso giardino

Meridionali

Siamo terra piena di mare

Che nessuno può immaginare

Stiamo bene o stiamo male

Andiamo avanti così

Il lavoro è un regalo

E la speranza è partire

I ragazzi dei vicoli di Napoli

Non saranno mai re

Nello “zen di Palermo” (è un quartiere) bevono il tempo

Per la sete di sapere

E non è mai facile dormire con i perché (dubbi)

Vivere con la pazienza è il più grande equilibrio

Per chi può cadere

Sanremo 2010: le eliminazioni della seconda serata

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Inizia teneramente la seconda serata del Festival di Sanremo, sulle note della nostalgica colonna sonora di Forrest Gump, e poi subito con lo straordinario corpo di ballo del Moulin Rouge. Rotto il ghiaccio della prima serata, Antonella Clerici è finalmente apparsa più distesa, sorridente ed ironica. I tempi di questa seconda manche di Sanremo 2010, sono stati vagamente più diluiti, lasciando spazio ad un’intima intervista con la principessa Rania di Giordania, che ha sorpreso platea e telespettatori per la sua semplicità, commossa dinanzi ai tre tenori, rivelazione della passata edizione di un altro successo della Clerici targato RaiUno, Ti lascio una Canzone, che si sono esibiti in una intensa interpretazione di O’Sole mio, ma in apertura aveva fatto un grande omaggio a Claudio Villa. Non sono mancati momenti di divertimento, come la trasformazione della simpatica conduttrice in Na’vi, le creature fantastiche create da James Cameron per il film Avatar, durante l’intervista di Michelle Rodriguez che ne è protagonista.

Come se fosse ancora ad X Factor, Marco Mengoni gioca con il look, sempre più eccentrico, come un “Re Matto” della sua canzone, mentre al secondo ascolto, la simpatica canzone di Arisa sembra convincere sempre più così come Irene Grandi, ma siamo ancora del parere che sia troppo lenta. Ma, alla luce del secondo ascolto, l’eliminazione di Nino d’Angelo che in coppia con Maria Nazionale ha cantato l’orientaleggiante Jammo Ja, abbiando alla lingua napoletana i suoi dell’est, sembra ancora una ingiustizia, nei confronti di chi in gara ancora c’è, con pezzi sicuramente non all’altezza di una manifestazione che festeggia quest’anno il sessantesimo compleanno.

Le ballerine del Moulin Rouge hanno aperto la serata sulle note di Dance Paris Dance, offrendo un tradizionale spettacolo del cabaret più famoso e prestigioso del mondo, mentre in chiusura Antonella Clerici, con la consueta ironia ed autoironia solo dei grandi, si è esibita in un colorato e tradizionale can can, indossando un abito tricolore.

Altre due canzoni, quelle dei big, hanno però dovuto abbandonare, momentaneamente, la gara, sperando nel ripescaggio di domani sera, durante il momento dei duetti, a cadere sotto il voto della giuria demoscopica sono stati Valerio Scanu con Per tutte le volte che…, e i Sonohora con Baby.

Sanremo 2010, la prima serata e le prime eliminazioni

clerici-antonella.jpgÈ stata la voce di Paolo Bonolis, insieme all’immancabile spalla Luca Laurenti, ad aprire la prima serata del sessantesimo Festival di Sanremo, e benché l’intervento di oltre venti minuti facesse presagire una interminabile serata tra sketch, ospiti ed interventi prolissi e noiosi, il festival condotto per la prima volta da Antonella Clerici, è stata invece una piacevole serata che ha posto la musica al centro dello spettacolo. Prima esibizione quella di Irene Grandi che ha proposto un brano, La cometa di Halley, roccheggiante molto radiofonico.

Tra le performance più attese quella di Valerio Scanu, uno degli “Artisti” (così è chiamata ora l’ex categoria dei Big), primo dei concorrenti proveniente dal mondo dei talent-reality: vincitore della passata edizione di Amici, Scanu ha proposto al pubblico Per tutte le volte che…, canzone scritta per lui da un concorrente dell’attuale edizione del talent di Maria De Filippi, davvero molto orecchiabile, benché ripetitiva e lenta, con un pianoforte molto intenso che ne riprendeva il motivo principale.

Nino d’Angelo ha proposto invece Jamme Ja, in coppia con la cantante partenopea Maria Nazionale, che ha ripreso i motivi arabeggianti che hanno caratterizzato un po’ tutte le canzoni sanremesi di D’Angelo.

Toto Cutugno ha interpretato invece Aeroplani, una canzone che, almeno al primo ascolto, sembra non aggiungere nulla alla produzione recente del cantautore.

Rivelazione nella categoria giovani della scorsa edizione del festival, Arisa, accompagnata dal Trio Marinetti, ha invece cantato Malamorenò, un pezzo davvero molto orecchiabile, forse il migliore di questa edizione, che restituisce le atmosfere delle canzoni degli anni ’40, ed è ritornata con un nuovo look un po’ maestrina severa vagamente sensuale.

Uno squillo di tromba ha annunciato alla fine di ogni performance, l’avvenuta votazione da parte della sola giuria demoscopica.

C’erano molte aspettative sul brano di Marco Mengoni, vincitore dell’ultima edizione di X Factor, e secondo cantante in gara proveniente da un talent, ma la sua canzone, Re matto, ha forse deluso: distante dalle atmosfere rarefatte con cui si è fatto notare nello show di RaiDue, Mengoni ha portato un urlato, visionario e chiassoso, così come Simone Cristicchi, che ha cantato, o meglio protestato, contro la società contemporanea, scagliandosi contro la premiere dame di Francia, Carla Bruni, in una canzone dal ritornello ripetitivo.     

Malika Ayane ha portato un pezzo raffinato che però, come lo scorso anno per la sua Come foglie, dovrà essere metabolizzato dal pubblico con più ascolti.

È stato fischiato l’annuncio del trio Pupo-Savoia-Canonico, prim’ancora dell’esibizione: Italia amore mio, epopea patriottica cantata di una nazione, sembra invece insultare gli italiani con quella partecipazione, quella del “Principe” decisamente offensiva ed oltraggiosa, e difatti Emanuele Filiberto è decisamente negato per il mondo della musica: Canonico, con la sua voce tenorile, è riuscito tuttavia a nobilitare la scarsa interpretazione, l’esecuzione è stata celebrata dal pubblico in sala con alcuni tricolori nascosti sventolati comunque alla fine della non entusiasmante performance.

Secondo la scaletta del festival dopo Italia amore mio, sarebbe stato il turno di Morgan, il grande escluso del 2010, cui Antonella Clerici ha dedicato un piccolo omaggio, leggendo uno stralcio del brano La sera, che avrebbe dovuto concorrere in questa edizione.

Prolisso invece l’intervento di Antonio Cassano che ha dispensato i suoi imperdibili (?) aforismi, in una colloquiale conversazione con la Clerici.

1735^ canzone eseguita sul palco dell’Ariston, durante il festival, quella dei Sonohora, vincitori nella categoria giovani nel 2008, che confermano quella che è forse la tendenza di questa edizione, proponendo, così come Ruggieri, Grandi, un brano, Baby, decisamente roccheggiante.

Una delle ultime esibizioni quella di Povia che ha cantato La verità, uno dei brani protagonisti delle polemiche prefestivaliere che, come ormai tradizione del cantastorie italiano, affianca ad un testo impegnato, quest’anno sull’eutanasia, un motivo facile ma che fonda più sulla gestualità e l’interpretazione scenica piuttosto che sulla canzone stessa.

Tra gli ultimi performer della serata, Noemi, vincitrice morale della seconda edizione di X Factor e terza ed ultima concorrente proveniente dal mondo dei talent, che ha cantato Per tutta la vita, sulla falsariga dei brani anni ’60, in stile night, che riprende via via lo stile grintoso delle produzioni con cui l’artista si è fatta conoscere ed apprezzare, come la hit di debutto Briciole, e L’Amore si odia, in coppia con Fiorella Mannoia.

A chiudere la serata Fabrizio Moro, con il secondo testo impegnato della kermesse, sulle morti bianche, quelle dei lavoratori, con Non è una canzone, un rap di protesta molto arrabbiato.

Tra contestazioni, fischi e proteste, i primi tre eliminati di questa prima serata sono stati, in ordine alfabetico: Toto Cutugno, con la canzone Aeroplani, e non ha convinto nemmeno lunico brano in dialetto, Jamme Ja, di Nino D’Angelo con Maria Nazionale, così come la patriottica Italia amore mio, di Pupo-Savoia-Canonico.

La serata si è conclusa esattamente a mezzanotte e ventotto, un orario decisamente accessibile anche a chi, l’indomani deve andare a lavoro e può comunque seguire, in una settimana prevalentemente lavorativa, il festival senza problemi. Emozionatissima Antonella Clerici che ha saputo fronteggiare con maestria anche i piccoli inconvenienti della diretta, conducendo un festival sobrio, che ha fatto spazio con moderazione agli ospiti, ponendo, finalmente, in primo piano la musica. Brava!