Cristian Imparato vince la prima edizione di «Io Canto»

Cristian Imparato.jpgA metà strada tra lo Zecchino d’Oro e il Festival di Sanremo, la finalissima di Io Canto, di sabato 20 marzo, si è data un’allure internazionale grazie a guest star musicali d’eccezione come la bellissima Katherine Jenkins e Lara Fabian, che hanno duettato sulle note dei loro successi insieme ad alcuni dei finalisti rimasti in gara: bellissimo il duetto di Katherine Jenkins con il piccolo tenore Mattia Rossi, che hanno cantato Time to say goodbye, versione inglese di Con te partirò di Andrea Bocelli.

Durante la serata c’è stato anche spazio per l’esibizione di Irene Grandi, che quasi spariva, tra le suggestive arie liriche che hanno allietato il pubblico e i telespettatori di Canale 5; la Grandi ha cantato i brani sanremesi La tua ragazza sempre (2000) e La cometa di Halley dell’ultimo fortunatissimo Sanremo di Antonella Clerici.

I sei finalisti rimasti in gara hanno potuto esibirsi, rigorosamente dal vivo, cantanto il brano con cui si sono aggiudicati la finale più un inedito ciascuno, scritti appositamente per loro: molto belli gli inediti di Cristian Imparato e Benedetta Caretta, che hanno cantato rispettivamente Bellamore e Magia sarà, già proposti al pubblico la scorsa settimana, mentre molto orecchiabile e simpatico era la canzone originale di Sara Musella, Adesso, che ha saputo interpretarla con ironia.

Ma è quasi mezzanotte quando Gerry Scotti annuncia una sorpresa ai telespettatori: lo spettacolo infatti non accenna a finire e di Io Canto … e poi, lo speciale post-show che tradizionalmente segue le puntate, tarda ad arrivare, quando il conduttore annuncia che il programma è trasmesso non in diretta, ma con un’ora di differita, così che i piccoli talenti dello show, possano “raggirare” in modo del tutto legale, la normativa vigente secondo la quale i minori non possono salire sul palco e fare televisione oltre la mezzanotte. Fatta la legge trovato l’inganno (legale) che ha permesso allo show di prolungarsi fino a l’una di notte. I tempi diluiti della trasmissione senza dubbio tolgono ritmo e suspence alla resa finale dello show, ma offrono anche momenti goliardici e di puro spettacolo, come la parentesi Disney dello spettacolo teatrale La Bella e la Bestia – il musical, o i personaggi Disney dello spettacolo Disney on Ice.

La vittoria però era probabilmente già annunciata da settimane, da quelle otto vittorie consecutive che Cristian Imparato ha portato a casa e che ne hanno fatto nella finalissima di ieri il re indiscusso della serata: il pubblico l’aveva forse immaginato quando il tredicenne palermitano ha intonato una profetica New York New York, propiziando il premio di un soggiorno-studio negli States, ma anche quando, insieme a Lara Fabian, ha cantato la canzone con cui ha conquistato l’Italia, Adagio, sfoderando la sua poderosa voce.

Premio speciale della giuria, eccezionalmente composta anche dagli stessi ragazzi esclusi dalla gara, a Chiara Speranza e un emozionatissimo Mirco Pio Coniglio, scioltosi letteralmente in lacrime.

Il dato è tratto, è lo stesso Gerry Scotti ad annunciare: «La prima edizione di Io Canto è stata vinta da Cristian Imparato, questo è l’inizio di una storia per lui e una storia per noi». Ma Gerry Scotti anticipa anche che il neo-vincitore sarà anche il super ospite nella prima puntata della seconda edizione a Gennaio 2011.

Chiusura infine “sanremo-clerici style” con scene tratte dal backstage, inquadrando la troupe, i cameramen e tutti quei professionisti invisibili che hanno reso possibile un grande spettacolo.

Questa sera la finalissima di “Io Canto”

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Io Canto, programma del prime time di Canale 5 giunge all’ultima puntata. A dispetto delle puntate iniziali che stentavano a decollare, lo show  Mediaset, condotto dal mattatore Gerry Scotti, ha saputo invece, puntata dopo puntata, conquistare una vasta fetta di pubblico, combattendo e a volte vincendo egregiamente contro Milly Carlucci e la carrellata di stelle ballerine di Ballando con le Stelle su RaiUno. Ma, come direbbe un crupier al Casinò, les jeux sont faits, e i contenuti di questa attesa finalissima che andrà in onda questa sera sono per lo più stati già annunciati, come spiega lo stesso Scotti ai microfoni di Qui Mediaset: «Ci sono i nostri ragazzi finalisti, ci sono grandi ospiti musicali, e c’è la tensione della gara poiché la puntata finale un po’ di tensione ce l’ha».

Gioco a parte, i bambini sentono dunque il peso e la responsabilità di una puntata finale di successo, e l’adrenalina per il premio finale. Il vincitore infatti tra i sei finalisti (Cristian Imparato, Benedetta Caretta, Sara Musella, Dalia Di Palma e Michele Ferrauto, Francesco Pugliese e Mattia Rossi), avrà la possibilità di un soggiorno-studio negli States: «Abbiamo cercato – dice Gerry Scotti in merito alla tensione dei suoi piccoli talenti – di stemperarla, di farla vivere come una gara che si fa d’estate alle Olimpiadi al campeggio, abbiamo già spiegato loro, ma già lo sanno, che non è detto che chi non è arrivato qui, non diventerà tra dieci anni un cantante affermato».

I piccoli cantanti questa sera, proprio come un mini-festival di Sanremo, questa sera interpreteranno un brano inedito ed il brano con cui ognuno ha conquistato la finale.

Per i lettori del nostro blog vincitore assoluto di questa prima edizione del programma Mediaset, di cui già sono stati annunciati da TV Sorrisi e Canzoni i casting per la seconda edizione, è dunque Cristian Imparato, il tredicenne palermitano che sin dalla seconda puntata ha conquistato il pubblico, e che anche qui conquista il 58% dei voti; al secondo posto, forse un po’ a sorpresa, la simpaticissima Sara Musella, la mascotte napoletana dello show, che resta sul podio con il 15% dei voti, mentre solo terza l’angelica voce di Benedetta Caretta con il 13%. Probabilmente la finale di questa sera non differirà troppo dal nostro sondaggio, che vede ancora una volta Cristian Imparato superfavorito, ma non è detto che non possa riservare qualche sorpresa, tra cui un inedito Gerry Scotti che anticipa: «Se non finisco troppo tardi, magari canto anch’io!».

Sanremo 2010, la prima serata e le prime eliminazioni

clerici-antonella.jpgÈ stata la voce di Paolo Bonolis, insieme all’immancabile spalla Luca Laurenti, ad aprire la prima serata del sessantesimo Festival di Sanremo, e benché l’intervento di oltre venti minuti facesse presagire una interminabile serata tra sketch, ospiti ed interventi prolissi e noiosi, il festival condotto per la prima volta da Antonella Clerici, è stata invece una piacevole serata che ha posto la musica al centro dello spettacolo. Prima esibizione quella di Irene Grandi che ha proposto un brano, La cometa di Halley, roccheggiante molto radiofonico.

Tra le performance più attese quella di Valerio Scanu, uno degli “Artisti” (così è chiamata ora l’ex categoria dei Big), primo dei concorrenti proveniente dal mondo dei talent-reality: vincitore della passata edizione di Amici, Scanu ha proposto al pubblico Per tutte le volte che…, canzone scritta per lui da un concorrente dell’attuale edizione del talent di Maria De Filippi, davvero molto orecchiabile, benché ripetitiva e lenta, con un pianoforte molto intenso che ne riprendeva il motivo principale.

Nino d’Angelo ha proposto invece Jamme Ja, in coppia con la cantante partenopea Maria Nazionale, che ha ripreso i motivi arabeggianti che hanno caratterizzato un po’ tutte le canzoni sanremesi di D’Angelo.

Toto Cutugno ha interpretato invece Aeroplani, una canzone che, almeno al primo ascolto, sembra non aggiungere nulla alla produzione recente del cantautore.

Rivelazione nella categoria giovani della scorsa edizione del festival, Arisa, accompagnata dal Trio Marinetti, ha invece cantato Malamorenò, un pezzo davvero molto orecchiabile, forse il migliore di questa edizione, che restituisce le atmosfere delle canzoni degli anni ’40, ed è ritornata con un nuovo look un po’ maestrina severa vagamente sensuale.

Uno squillo di tromba ha annunciato alla fine di ogni performance, l’avvenuta votazione da parte della sola giuria demoscopica.

C’erano molte aspettative sul brano di Marco Mengoni, vincitore dell’ultima edizione di X Factor, e secondo cantante in gara proveniente da un talent, ma la sua canzone, Re matto, ha forse deluso: distante dalle atmosfere rarefatte con cui si è fatto notare nello show di RaiDue, Mengoni ha portato un urlato, visionario e chiassoso, così come Simone Cristicchi, che ha cantato, o meglio protestato, contro la società contemporanea, scagliandosi contro la premiere dame di Francia, Carla Bruni, in una canzone dal ritornello ripetitivo.     

Malika Ayane ha portato un pezzo raffinato che però, come lo scorso anno per la sua Come foglie, dovrà essere metabolizzato dal pubblico con più ascolti.

È stato fischiato l’annuncio del trio Pupo-Savoia-Canonico, prim’ancora dell’esibizione: Italia amore mio, epopea patriottica cantata di una nazione, sembra invece insultare gli italiani con quella partecipazione, quella del “Principe” decisamente offensiva ed oltraggiosa, e difatti Emanuele Filiberto è decisamente negato per il mondo della musica: Canonico, con la sua voce tenorile, è riuscito tuttavia a nobilitare la scarsa interpretazione, l’esecuzione è stata celebrata dal pubblico in sala con alcuni tricolori nascosti sventolati comunque alla fine della non entusiasmante performance.

Secondo la scaletta del festival dopo Italia amore mio, sarebbe stato il turno di Morgan, il grande escluso del 2010, cui Antonella Clerici ha dedicato un piccolo omaggio, leggendo uno stralcio del brano La sera, che avrebbe dovuto concorrere in questa edizione.

Prolisso invece l’intervento di Antonio Cassano che ha dispensato i suoi imperdibili (?) aforismi, in una colloquiale conversazione con la Clerici.

1735^ canzone eseguita sul palco dell’Ariston, durante il festival, quella dei Sonohora, vincitori nella categoria giovani nel 2008, che confermano quella che è forse la tendenza di questa edizione, proponendo, così come Ruggieri, Grandi, un brano, Baby, decisamente roccheggiante.

Una delle ultime esibizioni quella di Povia che ha cantato La verità, uno dei brani protagonisti delle polemiche prefestivaliere che, come ormai tradizione del cantastorie italiano, affianca ad un testo impegnato, quest’anno sull’eutanasia, un motivo facile ma che fonda più sulla gestualità e l’interpretazione scenica piuttosto che sulla canzone stessa.

Tra gli ultimi performer della serata, Noemi, vincitrice morale della seconda edizione di X Factor e terza ed ultima concorrente proveniente dal mondo dei talent, che ha cantato Per tutta la vita, sulla falsariga dei brani anni ’60, in stile night, che riprende via via lo stile grintoso delle produzioni con cui l’artista si è fatta conoscere ed apprezzare, come la hit di debutto Briciole, e L’Amore si odia, in coppia con Fiorella Mannoia.

A chiudere la serata Fabrizio Moro, con il secondo testo impegnato della kermesse, sulle morti bianche, quelle dei lavoratori, con Non è una canzone, un rap di protesta molto arrabbiato.

Tra contestazioni, fischi e proteste, i primi tre eliminati di questa prima serata sono stati, in ordine alfabetico: Toto Cutugno, con la canzone Aeroplani, e non ha convinto nemmeno lunico brano in dialetto, Jamme Ja, di Nino D’Angelo con Maria Nazionale, così come la patriottica Italia amore mio, di Pupo-Savoia-Canonico.

La serata si è conclusa esattamente a mezzanotte e ventotto, un orario decisamente accessibile anche a chi, l’indomani deve andare a lavoro e può comunque seguire, in una settimana prevalentemente lavorativa, il festival senza problemi. Emozionatissima Antonella Clerici che ha saputo fronteggiare con maestria anche i piccoli inconvenienti della diretta, conducendo un festival sobrio, che ha fatto spazio con moderazione agli ospiti, ponendo, finalmente, in primo piano la musica. Brava!