Sanremo 2010: la rivincita dei talent. Valerio Scanu vince il Festival

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La sessantesima edizione del Festival di Sanremo è destinata a restare impressa negli annali della storia della televisione, non soltanto per l’enorme successo di pubblico riscontrato, con oltre undici milioni di telespettatori, ed una media di oltre dieci milioni a puntata, ma anche per le polemiche, e le sorprese, che la kermesse musicale italiana ha suscitato. Insomma una trasmissioe e una gara che fino a qualche anno fa sembrava sepolta e defunta, e che invece è ritornata ai fasti di un regno aureo che sembrava non tornare. Merito della conduzione genuina di Antonella Clerici, che con semplicità e discrezione, ha condotto un programma piacevole di cui è stata mera presentatrice, regalandoci al contempo spazi di autentica (auto)ironia, in cui ha divertito divertendosi. Merito anche della selezione dei brani che, da Nino d’Angelo a Marco Mengoni, ha saputo davvero raggiungere un vasto target di pubblico, per un festival straordinariamente variegato. Merito della futuristica scenografia di castelli che, alle tradizionali scale, ha invece posto una sorta di multiforme e multicolore navicella spaziale. Merito dei super ospiti, che nel corso di queste serate hanno saputo integrarsi nella kermesse rubando il giusto spazio a quella che è fondamentalmente una gara, offrendo in cambio intense intense interpretazioni, stralci di vita privata, o spettacoli coloratissimi e straordinari, trasformando il teatro dell’Ariston in un palco internazionale.

Anche, e soprattutto, quest’anno non sono mancate le polemiche: dalla clamorosa esclusione di Morgan, ai ripensamenti di Pupo, fino alle contestazioni e fischi per le eliminazioni e ripescaggi. Un festival ed un pubblico che, come ha detto lo stesso Pupo sul palco, è stato vivo e partecipe più che mai a dispetto dei dissensi.

Alla fine la vittoria è stata dei “talent”, i tre finalisti di questo Sanremo 2010, Valerio Scanu, il trio Pupo-Filiberto-Canonici e Marco Mengoni, provenivano erano tutti provenienti dal mondo televisivo e da quel pubblico fidelizzato nel tempo che li ha votati e sostenuti in tutte le loro precedenti esperienze TV e sul palco dell’Ariston: vincitore della scorsa edizione di Ballando con le Stelle, Emanuele Filiberto si era conquistato la simpatia del pubblico e dei fan a passi di danza e, a dispetto delle contestazioni da stadio in sala, è giunto fino al podio di questa importante gara canora; anche Marco Mengoni è stato sostenuto anche da quel pubblico che l’aveva già portato alla vittoria sul palco di X Factor 3, così come Valerio Scanu, secondo classificato nella scuola di Amici di Maria De Filippi. E a vincere è stato forse colui che alle spalle aveva il programma televisivamente più forte, quello che aveva già raggiunto un vasto pubblico votante, spesso giovane, che si è unito e l’ha sostenuto fino alla vittoria: sulle orme di un altro “ex amico”, Marco Carta, Valerio Scanu, sardo come il suo predecessore, ha vinto, un po’ a sorpresa, questa sessantesima edizione del festival, dopo l’eliminazione della seconda serata ed il ripescaggio della terza. Un solo vincitore, nessun argento e bronzo: tra il visibile dispacere di Mengoni, per la sconfitta subita, e i fischi per il trio, Antonella Clerici non ha annunciato le altre due posizioni del podio, forse per non suscitare ulteriori polemiche, né sono stati consegnati i tradizionali riconoscimenti degli altri due classificati. Pupo-Filiberto-Canonici sono comunque arrivati secondi, terzo invece Marco Mengoni, che, visibilmente dispiaciuto, ha lasciato il palco quasi subito, mentre Emanuele Filiberto, sportivamente si è comunque complimentato con i colleghi che, con lui hanno condiviso il podio.

Diversi invece i primi tre posti nel nostro sondaggio, che vede Marco Mengoni con la sua Credimi Ancora (21% dei voti), sul gradino più alto, al secondo posto invece proprio Valerio Scanu (16,8%), terzo invece Povia con La verità (11,2%).  

Un festival insomma che farà discutere anche l’indomani e che comunque sia resterà vivo nei ricordi degli italiani, come una leggenda un po’ confusa, per molto tempo.

Valerio Scanu e Alessandra Amoroso, il duetto sanremese

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Uno dei protagonisti di questo sessantesimo Festival di Sanremo è lui, Valerio Scanu, che con il suo codino e viso pulito si è proposto al pubblico sanremese con il brano Per tutte le volte che…. Sulle orme del suo corregionale e vincitore di Amici, Marco Carta, Valerio, messo da parte il secondo posto conquistato nel talent show di Maria De Filippi, si è proposto al pubblico sanremese con un sound ed un look più maturo. Eliminato durante la seconda serata della kermesse, Scanu ha beneficiato di quello zoccolo duro di fan che l’hanno sostenuto sin dagli esordi nell’accademia più nota del piccolo schermo, e grazie al televoto è stato ripescato nella serata di giovedì, dove ha proposto una intensa interpretazione del suo brano con la vincitrice della passata edizione del programma Mediaset, Alessandra Amoroso, la quale si era già fatta apprezzare a sua volta al pubblico di RaiUno al fianco di Gianni Morandi. E in due in effetti “Per tutte le volte che…” sembra funzionare molto meglio, perdendo quella lentezza e monotonia che, al primo ascolto, possono non far apprezzare il pezzo ad un pubblico che ha visto salire sul palco canzoni dal facile ascolto come quella di Povia, Arisa, Cristicchi e persino Fabrizio Moro, quest’ultimo, a dispetto del tema impegnato, ha associato invece un ritornello molto orecchiabile e simpatico.

Anche ieri sera, nella serata dei duetti, Valerio ha interpretato il pezzo insieme alla Amoroso, guadagnandosi così la finale di questa sera. E forse la sua eliminazione è stata una manna dal cielo, non solo perché gli ha permesso di cantare un giorno in più il pezzo, rispetto ai colleghi già promossi alla serata di venerdì, ma di proporlo per due sere di seguito con la voce graffiante di Alessandra, che ha reso la canzone sicuramente più interessante da un punto di vista musicale ed interpretativo e molto più orecchiabile. E chissà che questo duetto non possa rientrare nella versione singola del brano. A voi il giudizio finale, ecco la performance. 

 

Jennifer Lopez regina del Festival di Sanremo

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Tony Maiello.jpgFanalini di coda per il Festival di Sanremo che, dopo quattro serata record, si avvia ora verso la fase finale. Ma le polemiche, a dispetto dell’enorme successo raccolto, non sono destinate a placarsi su questa (chiacchieratissima) sessantesima edizione: tra i big eliminati a sorpresa, o forse a tradimento, c’è Enrico Ruggieri con La notte delle fate, e Fabrizio Moro, che cantava invece i disagi del lavoro italiano con Non è una canzone. Riammesso clamorosamente in gara ieri sera, il trio Canonici-Pupo-Filiberto continua la sua corsa verso la vittoria con la patriottica, e poco cantata, Italia amore mio, brano che sin dall’inizio ha destato non poche critiche e che ancora una volta ha scatenato l’ira del pubblico in sala che l’ha fortemente contestata. L’Italia insomma sembra non ricambiare l’amore che il Principe le dichiara cantando (?).

La guest star più attesa della cinque giorni di musica sanremese era lei, Jennifer Lopez, apparsa in una forma smagliante, che ha regalato al pubblico italiano una energica performance di What is love?, brano che anticipa il suo nuovo lavoro discografico, Love?. Ma la bella e brava Jennifer ha anche concesso ad Antonella Clerici ed il pubblico di RaiUno un’ampia ed intima intervista, in cui ha parlato di sé stessa, della sua famiglia e di quanto la sua vita sia cambiata dopo  la nascita dei suoi gemelli, Emme e Max. Ed è stata proprio Jennifer Lopez la regina di questa penultima puntata del Festival, esibendosi nella seconda serata in un medley delle sue hit di maggior successo, da Jenny from the block a Waiting for Tonight, fino al latineggiante Let’s get loud, in un gioco di luci, colori e balli, strizzata in un completo di pelle nero che esaltava quelle curve che l’hanno resa celebre in tutto il mondo.

Anche Antonella Clerici, si è concessa un momento di ironico protagonismo, esibendosi in un rap con il Dj Bob Sinclair, che ha aperto la serata sulle note del successo World hold on.

A vincere nella categoria Nuove Proposte Tony Maiello, finalista della prima edizione di X Factor e protetto di Mara Maionchi che l’ha prodotto, con la canzone Il linguaggio della sera.

Domani sarà la volta del gran finale, per una serata divisa in due fasi: nella prima si esibiranno i dieci artisti rimasti ancora in gara, votati sia dalla giuria tecnica, composta dall’Orchestra del Festival, sia dal televoto: le tre canzoni più votate passeranno alla fase successiva, e godranno del solo televoto che ne decreterà la disposizione sul podio.

Sanremo 4, con J.Lo e Tokio Hotel

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Quarta serata per il festival dei record, quello di Antonella Clerici, che ha superato persino gli straordinari ascolti ottenuti dalla scorsa edizione dell’amico-collega Paolo Bonolis. Ricchissimo il parterre di gest star che animeranno questa quarta serata festivaliera, un nome in particolare fra tutti, quello di Jennifer Lopez, regina di Hollywood con le sue commedie romantiche e delle classifiche mondiali con i suoi album, che spaziano dalla musica latina all’R&B più puro. Non molti ricordano che J.Lo, come amano chiamarla i suoi fan, è legata al Festival di Sanremo da una sottile linea rossa: nel 1999, Jennifer Lopez inserì nel suo album di debutto, On the 6, la canzone No me ames, versione spagnola della canzone Non amarmi con cui Aleandro Baldi in coppia con Francesca Alotta vinse il Festival nel 1992, cantata in coppia con quello che sarebbe diventato suo marito, il cantante latino Marc Anthony.

Spazio anche per i giovanissimi con quella che è la band del momento, i Tokio Hotel, vera rivelazione della musica contemporanea, ma spazio anche a Bob Sinclair, noto Dj che negli ultimi anni ha incendiato le estati italiane ed internazionali con le sue hit divenute veri tormentoni, e Cristiana Capotondi, una delle più promettenti attrici del cinema italiano contemporaneo, che ritornerà sugli schermi RAI con l’attesa fiction Sissi.

Per quanto concerne invece la gara, delle dodici canzoni (10 finalisti + 2 ripescaggi) due dovranno abbandonare definitivamente la gara, mentre le altre dieci correranno verso la fase finale. Serata finale invece per la Nuova Generazione, ex Giovani: delle quattro canzoni giunte fino a qui, sarà finalmente proclamata quella vincitrice.

Sanremo 2010: la noiosa serata “celebrativa”, tra ingiustizie e contestazioni

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La terza serata del Festival di Sanremo, quella celebrativa, è stata prolissa e noiosa, a dispetto delle prime due, “quasi perfette”, è terminata fuori orario, all’una di notte circa, ed ha omaggiato i sessant’anni della canzone italiana annoiando il telespettatore con uno stanco effetto nostalgia, già proposto nelle recenti edizioni della kermesse della città dei fiori. Bella l’interpretazione di Grazie dei Fiori, prima vittoria sanremese di Nilla Pizzi, interpretata da Carmen Consoli, così come l’interpretazione della stessa Pizzi di Vola colomba che, all’età di novant’anni ha dimostrato ancora di avere una poderosa voce. Tra gli omaggi più riusciti quello di Francesco Renga che ha cantato L’immensità, brano originariamente di Johnny Dorelli, contenuto nel suo ultimo album di cover, e La voce del silenzio, brano quest’ultimo portato in auge dalla simpatica, quanto tenera interpretazione di Sara Musella nella trasmissione di Gerry Scotti, Io Canto.

Come prevedibile, tra le canzoni ripescate quella di Valerio Scanu, che ha offerto al pubblico sanremese un intenso duetto con la vera vincitrice di Amici, Alessandra Amoroso, che con la sua voce graffiante ha reso il brano molto più interessante di quanto non fosse in precedenza.

Clamorosa, e probabilmente anche vergognosa, invece l’uscita definitiva di Jammo Jà, unico brano in napoletano, in un festival che proprio quest’anno aveva fatto cadere il tabù dei dialetti, alla quale è stata preferita Italia amore mio, del trio Canonici-Pupo-Filiberto, una canzone per lo più “parlata” (sia la parte di Filiberto che quella di Pupo), sostenuta solo dal tenore Canonici, che esprime la vicenda personale di Emanuele Filiberto, fino a qualche anno fa costretto all’esilio e il suo grande amore per l’Italia. Una scelta che non convince, fortemente contestata e fischiata dal pubblico in sala tra l’imbarazzo della Clerici che tentava di chiudere la serata, e che resterà come una macchia su questo sessantesimo festival di sanremo.

Nino d’Angelo, insieme a Maria Nazionale, ha portato sul palco Le voci del Sud, interpretando il pezzo in tutti i principali dialetti del meridione, e Ambrogio Sparania, che ha accompagnato il brano con un suggestivo organetto, dando un tocco di folclore al già colorato pezzo di D’Angelo.

Sanremo 2010: al via questa sera le celebrazioni… e i ripescaggi!

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Tra polemiche, ascolti record e qualche (simpatica) gaff, il Festival di Sanremo è giunto alla terza serata, quella “celebrativa”, che questa sera, grazie a guest star d’eccezione come Carmen Consoli che, insieme alla prima vincitrice della kermesse canora, Nilla Pizzi, renderà omaggio a sessantanni di musica che hanno attraversato il nostro paese. Non salirà sul palco dell’Ariston invece Tiziano Ferro: protagonista di un  gossip, lanciato da Alessandro Cecchi Paone a Domenica Cinque di una sua presunta omosessualità già vociferata da tempo sui blog, Ferro avrebbe dovuto partecipare al Festival in veste di super ospite e duettare con una delle voci internazionali più belle, quella di Mary J Blige sulle note di Each Tear, ma è costretto a rinunciare a causa di una laringite su consiglio del suo medico curante che gli ha categoricamente vietato di viaggiare. Lo staff della Blige ha fatto sapere che la cantante invece si esibirà comunque da sola, così come già in programma.

Ma questa sera è una serata importantissima per le cinque canzoni finora eliminate, ovvero Nino d’Angelo con Maria Nazionale (Jammo jà), Valerio Scanu (Per tutte le volte che…), Sonohora (Baby), Toto Cutugno (Aeroplani) e Pupo-Filiberto-Canonico (Italia amore mio): attraverso il sistema misto televoto-giuria-tecnica le due canzoni più votate saranno riammesse alla gara e comporranno le dodici canzoni che si riesibiranno venerdì nella serata dei duetti.

Sicuramente tra i più papabili per il ripescaggio c’è Valerio Scanu, ex concorrente del talent Amici, è sicuramente un personaggio già avvezzo al televoto e sarà fortemente sostenuto da un pubblico giovane e fidelizzato, che lo voterà indipendentemente dal valore artistico della canzone che interpreta sul palco dell’Ariston.

Per il secondo ripescaggio, noi di Cosmomusic suggeriamo invece Jammo Jà, di Nino d’Angelo e Maria Nazionale. Durante il programma condotto da Maurizio Costanzo, Sanremo? Parliamonequestion time, è emerso il problema della traduzione (con proposta di sottotitoli) e, nonostante riteniamo un vero sacrilegio tradurre il napoletano (vera seconda lingua d’Italia, ascoltata in tutto il mondo grazie alla canzone classica) il nostro blog per ovviare questo problema, propone una traduzione a fronte integrale. Il testo proposto da Nino d’Angelo è un fedele quadro del problema del mezzogiorno in Italia; l’artista, in coppia con una grande interprete della canzone napoletana, Maria Nazionale, divenuta famosa per il ruolo da protagonista nel film Gomorra, ha sapientemente unito ad un testo impegnato un sound orientaleggiante molto orecchiabile che conquista sin dal primo ascolto.

Su via

 

Su via guadagniamoci il pane

Noi abbiamo il sudore nelle mani

E sappiamo cambiare

Su via facciamo presto

In quest’Italia di smog e stress

Noi siamo i furbi che si fanno imbrogliare

Siamo nati con due destini,

siamo la notte e siamo il mattino

siamo rose e siamo spine

ma siamo rami dello stesso giardino

Meridionali

Siamo terra piena di mare

Che nessuno può immaginare

Stiamo bene o stiamo male

Andiamo avanti così

Il lavoro è un regalo

E la speranza è partire

Su via diamoci una mano

Se stiamo insieme possiamo andare lontano

Non possiamo più aspettare

Su via che questa vita va di corsa

Noi siamo la casa dei baci e delle carezze

Ma fa notizia soltanto la spazzatura

La mafia ed il mandolino

Che da sempre ci etichettano addosso

Siamo la faccia di una cartolina

Che ci svende in tutto il mondo

Meridionali

Siamo voce in mezzo al mare

Che nessuno vuole ascoltare

Siamo l’erba bruciata

Di cui non si conosce il colpevole

Siamo lo specchio di un’autostrade

Che non finiscono mai

Dove il vento abbraccia il mare

E sono troppi i pensieri

E chi cresce con questo pane amare

È’ un italiano straniero

Se la giustizia se ne lava le mani

Sono bianche le bandiere

E chi non può pensare mai al domani

Nasce prigioniero…

Siamo nati con due destini

Siamo la notte e siamo il mattino

Siamo rose e siamo spine

Ma siamo rami dello stesso giardino

Meridionali

Siamo terra piena di mare

Che nessuno può immaginare

Stiamo bene o stiamo male

Andiamo avanti così

Il lavoro è un regalo

E la speranza è partire

I ragazzi dei vicoli di Napoli

Non saranno mai re

Nello “zen di Palermo” (è un quartiere) bevono il tempo

Per la sete di sapere

E non è mai facile dormire con i perché (dubbi)

Vivere con la pazienza è il più grande equilibrio

Per chi può cadere

Sanremo 2010: le eliminazioni della seconda serata

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Inizia teneramente la seconda serata del Festival di Sanremo, sulle note della nostalgica colonna sonora di Forrest Gump, e poi subito con lo straordinario corpo di ballo del Moulin Rouge. Rotto il ghiaccio della prima serata, Antonella Clerici è finalmente apparsa più distesa, sorridente ed ironica. I tempi di questa seconda manche di Sanremo 2010, sono stati vagamente più diluiti, lasciando spazio ad un’intima intervista con la principessa Rania di Giordania, che ha sorpreso platea e telespettatori per la sua semplicità, commossa dinanzi ai tre tenori, rivelazione della passata edizione di un altro successo della Clerici targato RaiUno, Ti lascio una Canzone, che si sono esibiti in una intensa interpretazione di O’Sole mio, ma in apertura aveva fatto un grande omaggio a Claudio Villa. Non sono mancati momenti di divertimento, come la trasformazione della simpatica conduttrice in Na’vi, le creature fantastiche create da James Cameron per il film Avatar, durante l’intervista di Michelle Rodriguez che ne è protagonista.

Come se fosse ancora ad X Factor, Marco Mengoni gioca con il look, sempre più eccentrico, come un “Re Matto” della sua canzone, mentre al secondo ascolto, la simpatica canzone di Arisa sembra convincere sempre più così come Irene Grandi, ma siamo ancora del parere che sia troppo lenta. Ma, alla luce del secondo ascolto, l’eliminazione di Nino d’Angelo che in coppia con Maria Nazionale ha cantato l’orientaleggiante Jammo Ja, abbiando alla lingua napoletana i suoi dell’est, sembra ancora una ingiustizia, nei confronti di chi in gara ancora c’è, con pezzi sicuramente non all’altezza di una manifestazione che festeggia quest’anno il sessantesimo compleanno.

Le ballerine del Moulin Rouge hanno aperto la serata sulle note di Dance Paris Dance, offrendo un tradizionale spettacolo del cabaret più famoso e prestigioso del mondo, mentre in chiusura Antonella Clerici, con la consueta ironia ed autoironia solo dei grandi, si è esibita in un colorato e tradizionale can can, indossando un abito tricolore.

Altre due canzoni, quelle dei big, hanno però dovuto abbandonare, momentaneamente, la gara, sperando nel ripescaggio di domani sera, durante il momento dei duetti, a cadere sotto il voto della giuria demoscopica sono stati Valerio Scanu con Per tutte le volte che…, e i Sonohora con Baby.

Sanremo 2010: boom di ascolti per Antonella Clerici. E ora la seconda serata!

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È partito decisamente col botto il Festival di Sanremo di Antonella Clerici, che ha superato i dieci milioni di telespettatori (10.718.000): tante erano le aspettative per questa edizione celebrativa della kermesse e le promesse sono state decisamente mantenute, con un orario di chiusura dello spettacolo decisamente permissibile ed una conduzione sobria che non si è fatta infettare da smanie di protagonismo con gag lunghe e prolisse o interviste a ospiti stranieri noiose quanto inutili. Antonella Clerici ha adottato una conduzione asciutta, ha saputo mettersi da parte pur facendo sentire la sua emozionata ed emozionante presenza sul palco dell’Ariston. Non era facile raccogliere il testimone lasciatole da Paolo Bonolis, che ha aperto la serata di ieri sera insieme all’amico-compagno di avventure Luca Laurenti, ma la Clerici ce l’ha fatta, ed il suo è uno dei migliori risultati della storia recente del Festival. Unica pecca forse la presenza un po’ ingombrante di Antonio Cassano a “mo’ di valletto d’eccezione”, che ha raccontato stralci forse inutili della sua vita privata e calcistica.

La seconda serata è all’insegna dei giovani, ieri solo presentati con alcune clip dei ritornelli delle canzoni in gara quest’anno, ma anche dei restanti dodici vip, tre dei quali, come ieri sera, abbandoneranno la gara sperando tuttavia nel ripescaggio di giovedì, durante la serata dei duetti.

Tra gli ospiti di questa seconda e ricca serata ci sarà la principessa Rania di Giordania, ma anche Michelle Rodriguez, protagonista in questi giorni del film campione d’incassi Avatar.

Sarà poi la volta delle prime cinque canzoni della “nuova generazioni”, che verranno votate attraverso un sistema misto di giuria tecnica e televoto da casa, e le due meno votate dovranno abbandonare la gara.

E se ieri sera sul tardi, a scaldare gli animi ci ha pensato la regina del Burlesque Dita Von Teese, questa sera si esibiranno invece le ballerine del Moulin Rouge, per uno spettacolo assolutamente da non perdere!

Sanremo 2010, la prima serata e le prime eliminazioni

clerici-antonella.jpgÈ stata la voce di Paolo Bonolis, insieme all’immancabile spalla Luca Laurenti, ad aprire la prima serata del sessantesimo Festival di Sanremo, e benché l’intervento di oltre venti minuti facesse presagire una interminabile serata tra sketch, ospiti ed interventi prolissi e noiosi, il festival condotto per la prima volta da Antonella Clerici, è stata invece una piacevole serata che ha posto la musica al centro dello spettacolo. Prima esibizione quella di Irene Grandi che ha proposto un brano, La cometa di Halley, roccheggiante molto radiofonico.

Tra le performance più attese quella di Valerio Scanu, uno degli “Artisti” (così è chiamata ora l’ex categoria dei Big), primo dei concorrenti proveniente dal mondo dei talent-reality: vincitore della passata edizione di Amici, Scanu ha proposto al pubblico Per tutte le volte che…, canzone scritta per lui da un concorrente dell’attuale edizione del talent di Maria De Filippi, davvero molto orecchiabile, benché ripetitiva e lenta, con un pianoforte molto intenso che ne riprendeva il motivo principale.

Nino d’Angelo ha proposto invece Jamme Ja, in coppia con la cantante partenopea Maria Nazionale, che ha ripreso i motivi arabeggianti che hanno caratterizzato un po’ tutte le canzoni sanremesi di D’Angelo.

Toto Cutugno ha interpretato invece Aeroplani, una canzone che, almeno al primo ascolto, sembra non aggiungere nulla alla produzione recente del cantautore.

Rivelazione nella categoria giovani della scorsa edizione del festival, Arisa, accompagnata dal Trio Marinetti, ha invece cantato Malamorenò, un pezzo davvero molto orecchiabile, forse il migliore di questa edizione, che restituisce le atmosfere delle canzoni degli anni ’40, ed è ritornata con un nuovo look un po’ maestrina severa vagamente sensuale.

Uno squillo di tromba ha annunciato alla fine di ogni performance, l’avvenuta votazione da parte della sola giuria demoscopica.

C’erano molte aspettative sul brano di Marco Mengoni, vincitore dell’ultima edizione di X Factor, e secondo cantante in gara proveniente da un talent, ma la sua canzone, Re matto, ha forse deluso: distante dalle atmosfere rarefatte con cui si è fatto notare nello show di RaiDue, Mengoni ha portato un urlato, visionario e chiassoso, così come Simone Cristicchi, che ha cantato, o meglio protestato, contro la società contemporanea, scagliandosi contro la premiere dame di Francia, Carla Bruni, in una canzone dal ritornello ripetitivo.     

Malika Ayane ha portato un pezzo raffinato che però, come lo scorso anno per la sua Come foglie, dovrà essere metabolizzato dal pubblico con più ascolti.

È stato fischiato l’annuncio del trio Pupo-Savoia-Canonico, prim’ancora dell’esibizione: Italia amore mio, epopea patriottica cantata di una nazione, sembra invece insultare gli italiani con quella partecipazione, quella del “Principe” decisamente offensiva ed oltraggiosa, e difatti Emanuele Filiberto è decisamente negato per il mondo della musica: Canonico, con la sua voce tenorile, è riuscito tuttavia a nobilitare la scarsa interpretazione, l’esecuzione è stata celebrata dal pubblico in sala con alcuni tricolori nascosti sventolati comunque alla fine della non entusiasmante performance.

Secondo la scaletta del festival dopo Italia amore mio, sarebbe stato il turno di Morgan, il grande escluso del 2010, cui Antonella Clerici ha dedicato un piccolo omaggio, leggendo uno stralcio del brano La sera, che avrebbe dovuto concorrere in questa edizione.

Prolisso invece l’intervento di Antonio Cassano che ha dispensato i suoi imperdibili (?) aforismi, in una colloquiale conversazione con la Clerici.

1735^ canzone eseguita sul palco dell’Ariston, durante il festival, quella dei Sonohora, vincitori nella categoria giovani nel 2008, che confermano quella che è forse la tendenza di questa edizione, proponendo, così come Ruggieri, Grandi, un brano, Baby, decisamente roccheggiante.

Una delle ultime esibizioni quella di Povia che ha cantato La verità, uno dei brani protagonisti delle polemiche prefestivaliere che, come ormai tradizione del cantastorie italiano, affianca ad un testo impegnato, quest’anno sull’eutanasia, un motivo facile ma che fonda più sulla gestualità e l’interpretazione scenica piuttosto che sulla canzone stessa.

Tra gli ultimi performer della serata, Noemi, vincitrice morale della seconda edizione di X Factor e terza ed ultima concorrente proveniente dal mondo dei talent, che ha cantato Per tutta la vita, sulla falsariga dei brani anni ’60, in stile night, che riprende via via lo stile grintoso delle produzioni con cui l’artista si è fatta conoscere ed apprezzare, come la hit di debutto Briciole, e L’Amore si odia, in coppia con Fiorella Mannoia.

A chiudere la serata Fabrizio Moro, con il secondo testo impegnato della kermesse, sulle morti bianche, quelle dei lavoratori, con Non è una canzone, un rap di protesta molto arrabbiato.

Tra contestazioni, fischi e proteste, i primi tre eliminati di questa prima serata sono stati, in ordine alfabetico: Toto Cutugno, con la canzone Aeroplani, e non ha convinto nemmeno lunico brano in dialetto, Jamme Ja, di Nino D’Angelo con Maria Nazionale, così come la patriottica Italia amore mio, di Pupo-Savoia-Canonico.

La serata si è conclusa esattamente a mezzanotte e ventotto, un orario decisamente accessibile anche a chi, l’indomani deve andare a lavoro e può comunque seguire, in una settimana prevalentemente lavorativa, il festival senza problemi. Emozionatissima Antonella Clerici che ha saputo fronteggiare con maestria anche i piccoli inconvenienti della diretta, conducendo un festival sobrio, che ha fatto spazio con moderazione agli ospiti, ponendo, finalmente, in primo piano la musica. Brava!

 

 

Sanremo 2010, la scaletta della prima serata

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Sarà Irene Grandi la prima a salire sul palco dell’Ariston, la sua cometa di Halley sarà infatti il brano che inaugurerà questa sessantesima edizione del Festival di Sanremo, a chiudere invece questa prima puntata Fabrizio Moro con Non è una canzone. Ad annunciarlo, un’ansa di poche ore fa che ha presentato la scaletta completa della prima serata del festival.  Confermati dunque Paolo Bonolis e Luca Laurenti, che debutteranno questa volta in veste di ospiti subito dopo la cantante fiorentina, a metà serata invece ci sarà la performance di Susan Boyle e in chiusura, Dita Von Teese, che proporrà un elegante spogliarello in stile burlesque, per il quale era appunto doveroso una seconda serata. Come prevedibile, la canzone di Povia, La verità, sul delicato tema dell’eutanasia, una delle più attese per le polemiche suscitate in queste settimane, sarà una delle ultime performance live, dopo i Sonhora e prima di Irene Fornaciari con i Nomadi.  In chiusura Antonella Clerici annuncerà le 12 canzoni che passeranno il turno e presenterà i giovani cantanti della categoria “nuova  generazione”. Una programmazione molto ricca e trasversale, che tenterà di accontentare un vasto pubblico e bissare il successo dell’edizione dello scorso anno.

Per consultare l’intera scaletta della serata e la lista dei cantanti concorrenti rimandiamo direttamente al link ANSA: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2010/02/09/visualizza_new.html_1701593960.html