VIVA FOREVER, un musical e un (nuovo) film per le Spice

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Non solo un musical nell’immediato futuro delle Spice Girls, ma anche un nuovo film. Secondo le ultime indiscrezioni rivelate al Mail Online da Emma Bunton, la baby Spice oggi trentaquattrenne, oltre ad un musical ispirato alle canzoni delle cinque ragazze speziate, cui starebbe lavorando il regista Judy Craymer, già produttore del film Mamma mia!, ci sarebbe in programma anche una trasposizione cinematografica, proprio come già successo per lo spettacolo degli ABBA: «Siamo coinvolte nel nuovo film delle Spice Girls, che è stato fatto da Judy Craymer e lo stesso team che c’era dietro Mamma mia!» ha rivelato la Spice al giornale.

Per la band inglese si tratterebbe del secondo film dopo Spice World del 1997, pellicola a supporto dell’omonimo album, che pur riscuotendo un discreto successo al botteghino, con quasi cinquanta milioni di euro, non eccelse per la sceneggiatura, un po’ troppo confusa, a metà strada tra musical, docu-film e commedia e fu letteralmente fatto a pezzi dai critici. Ma la Bunton fa una inaspettata rivelazione. A dispetto dello scarso successo di critica e valore artistico del film, la cantante ha infatti detto al Mirror che un’idea per un secondo film era già in cantiere, ma fu subito accantonata per la promozione dell’album prima e l’improvviso abbandono di Geri Halliwell dopo, che volle lasciare il gruppo proprio quando era all’apice del successo: «Ci sarebbe piaciuto fare un altro film – ha detto la Bunton – ma dopo Spice World, ci fu un album, poi un tour e poi Geri lasciò il gruppo, e così non è successo».

Titolo dei due progetti dovrebbe essere Viva Forever. Tra le canzoni che comporranno lo spettacolo e la colonna sonora dell’adattamento cinematografico, dovrebbero esserci le storiche hit del gruppo, da Wannabe a 2 become 1, da Who do you think you are? a Say you’ll be there e sarà fatto sullo stesso modello del film premio Oscar Mamma mia! con Meryl Streep.

Il musical farà il suo debutto nel West End a Novembre: «Ci inviamo mail l’un l’altra – aggiunge Emma, confermando un effettivo coinvolgimento tra le Spice – e siamo felicissime che stia accadendo».

Caro Emerald, dall’Olanda il sound retrò anni ‘40

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In questo scorcio d’estate dominata ancora dal waka-waka-tormentone di Shakira, inizia il nostro viaggio musicale alla ricerca di quella hit fuori dal coro che potrebbe fare da colonna sonora sulle nostre spiagge. Capitati per caso su di un’emittente musicale, ci siamo imbattuti nella simpatia burrosa di Caro Emerald e la sua hit dal sound retrò Back it up, che giunge nel bel paese sulla scia del successo riscosso da Gramophonedzie, che ha ironicamente reinterpretato il celebre Why don’t you, cantata in origine dal cartoon-disney Jessica Rabbit.

La Emerald, cantante olandese, ci propone un video coloratissimo, un vero e proprio omaggio al cinema muto dell’America degli anni ’40. Il singolo è tratto dall’album d’esordio Deleted Scenes from the Cutting Room Floor, scene tagliate dalla sala di montaggio, pubblicato all’inizio del 2010 e subito primo nella classifica tedesca con centomila copie vendute, dal quale la cantante ha già tratto i singoli A night like this e That man, che si sono rispettivamente piazzati al secondo e al ventiduesimo posto della classifica teutonica. La trovata di sicuro non è delle più originali: da Michael Bublé a Christina Aguilera, passando proprio per Gramophonedzie, sono tanti gli artisti che si sono misurati con il mito dell’America del dopoguerra e quel sound retrò, ma il brio di Caro Emerald è davvero è trascinante, il suo album leggero e piacevole, e anche se non diventerà né un tormentone, né tantomeno una hit parade nella nostra classifica, satura di talent, è perfetto per la nostra estate.

Professor Green: il nuovo Eminem britannico

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Lo stile è fondamentalmente lo stesso: capelli corti castani, tatuaggi in vista, e un irriverente rap bianco, pur essendo fino ad una decade fa “roba da neri”. Parliamo di Professor Green, rapper emergente britannico, che tanto ci ricorda il più noto collega Eminem (nella foto a sinistra) agli esordi, che ha già collezionato una collaborazione con Lily Allen, Just be good to Green, e che adesso impazza nelle rotazioni musicali radiofoniche e televisive con I need you tonight, featuring Ed Drewett, su un campionamento della quasi omonima Need you tonight degli INXS. Il brano è il primo singolo estratto dal secondo album del cantante, Alive Till I’m Dead, vivo finché non sarò morto. Oltre ai due album da studio, attualmente la breve discografia del cantante annovera anche un EP. Ecco tutte le produzioni per conoscerlo meglio e comprenderne appieno l’evoluzione artistica e musicale:

 

2006 Lecture#1

2006 The Green (EP)

2010 Alive Till I’m Dead 

John Lennon rimasterizzato: a ottobre la discografia completa dell’ex Beatles

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Buone notizie per i fan di John Lennon: secondo un’ANSA diffusa ieri sul sito internet della nota agenzia news italiana, sono stati rimasterizzati gli album solisti dell’ex Beatles. Otto album in tutto, che sono stati oggetto non soltanto di un accurato restauro del suono, quanto di un vero e proprio lavoro discografico che ha spogliato alcuni brani di arrangiamenti e strumenti troppo ridondanti, puntando a scarnificare i pezzi stessi, facendo emergere la loro intima essenzialità, così da avere al contempo un suono più diretto.

L’operazione naturalmente si è svolta sotto l’attenta supervisione della vedova del cantante, Yoko Ono, la quale ha lavorato a contatto, come si legge nella nota, con ingegneri londinesi del suono negli Abbey Road Studios, tanto cari al quartetto di Liverpool, a New York. I dischi, pubblicati su etichetta EMI, saranno sugli scaffali a partire dal prossimo 5 Ottobre.

 

Questa la discografia completa:

 

1970 – John Lennon/Plastic Ono Band

1971 – Imagine

1972 – Some Time in New York City (con Yoko Ono)

1973 – Mind Games

1974 – Walls and Bridges

1975 – Shaved Fish

1975 – John Lennon – Rock ‘n’ Roll

1980 – Double Fantasy (con Yoko Ono)

L’attesissimo ritorno di Lauryn Hill: «È il momento giusto per esibirmi ancora»

Lauryn Hill.jpgDopo oltre dieci anni di silenzio ritorna Lauryn Hill, l’ex Fugees che nell’ormai lontano 1998 pubblicò il suo album solista, The Miseducation of Lauryn Hill, con il quale riuscì a vendere ben diciotto milioni di copie, conquistando la critica ed il pubblico e portando a casa il numero record di ben cinque Grammy in una sola serata. Un’impresa impossibile per una cantante R&B/Soul, che ottenne invece con questo album di debutto un grandissimo successo commerciale. La Hill proverà a ritornare in punta di piedi con un album Unplugged prodotto da MTV, dove la cantante ha interpretato i suoi maggiori successi in chiave acustica, ma il disco non avrà altrettanta fortuna del suo primo lavoro discografico.

Oggi Lauryn ha 35 anni, ed ha spiegato ai microfoni della radio americana Zoe Chace i motivi di questa sua improvvisa sparizione proprio quando era all’apice della sua carriera: «Ci sono diverse ragioni – ha subito detto la cantante americana – il sistema di sostegno di cui avevo bisogno – prosegue la cantante – non era necessariamente in atto. C’erano cose su di me, della mia crescita personale, che ho dovuto affrontare per capire se ne valesse davvero la pena».

La Hill non ha mai fatto mistero di non amare particolarmente l’ambiente dello showbiz, in questi anni di silenzio infatti l’ex Fugees, come riporta US Magazine, si è presa cura della sua famiglia: «Non so se lo sapete ma io ho cinque figli [avuti da Rohan Marley, figlio del leggendario cantante reggae Bob Marley] – ha aggiunto la cantante – la più piccola adesso ha due anni, credo che sia abbastanza grande da poterla lasciare per un periodo di tempo e sapere che va tutto bene».

Pur non anticipando nulla dei suoi progetti per il futuro, è alla fine che la cantante annuncia la notizia che i fan ormai da tempo aspettavano di sentire: «Credo sia il momento giusto – dice in chiusura – per iniziare ad esibirmi ancora».

The Baseballs, dalla Germania in stile “Elvis”

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Dopo la cover in chiave rock dei Vanilla Sky, arriva adesso quella anni ’50, in puro stile Elvis, dei The Baseballs, che si divertono a reinterpretare con gusto retrò il celebre e fortunatissimo brano Umbrella del 2007. Ma contrariamente a quanto si può pensare, non sono l’ennesima boyband americana, i The Baseballs, nome a parte, sono infatti un gruppo tedesco, che hanno sbancato nel loro paese reinterpretando hit celebri come il brano di Rihanna o Hot’n’cold di Katy Perry. Il loro album di debutto, Strike del 2009, è una rivisitazione di famosi pezzi della recente storia musicale, che spaziano dalle Pussycat Dolls, con Don’t cha, a Jennifer Lopez con Let’s get loud. Brani che brillano sotto una luce nuova, come inediti. Tra i pezzi “mimetizzati” più riusciti la cover di Bleending Love, brano del 2007 di Leona Lewis.

Il video che accompagna il singolo di lancio del disco è interamente girato in bianco e nero, proprio come vecchie riprese di repertorio in bianco e nero di un concerto dal vivo, un po’ sgranate e confuse.

L’idea non è delle più originali, già qualche anno fa un’altra band teutonica, Max Rabbe e la Palast Orchester avevano interpretato nel loro inconfondibile stile alcuni tra i più grandi successi del pop e della dance, ma la selezione dei brani dei The Baseballs ci piace, e ci hanno regalato un album di quaranta minuti di godibile musica, per riascoltare vecchi successi e riscoprire uno stile sempreverde.

 

Tracklist completa dell’album:

 

1.     Umbrella

2.     Love in this club

3.     Hey there Deliah

4.     Bleeding Love

5.     Hot ‘n’ cold

6.     I don’t feel like dancin’

7.     Don’t cha

8.     Let’s get loud

9.     Angels

10.  Crazy in love

11.  This Love

12.  The Look 

Dall’Inghilterra arriva il “Piano B”

Plan B (cover).JPGVista l’inflazione di estrogeni nell’attuale panorama musicale e nel nostro blog, oggi parliamo di Plan B, cantante britannico che sta spopolando anche sulle nostre reti e radio italiane. Classe 1983, Benjamin Paul Ballance Drew, questo il nome completo dell’artista, esordisce nel 2006 con l’acclamato e discusso album di debutto Who Needs Actions When You Got Words, da cui trae il suo primo singolo che entra nella top ten della classifica anglosassone, End credits, titoli di coda.

Non solo musica nella carriera del cantante inglese, che è anche attore. Plan ha infatti recitato in un paio di pellicole, ed ha debuttato anche come regista, dirigendo un proprio film intitolato The Defamation of Strickland Banks, da cui trae origine il titolo del suo secondo album da studio, pubblicato nell’aprile di quest’anno. Il disco debutta nella classifica UK direttamente alla numero uno, da questo secondo lavoro discografico Plan estrae il singolo She said, con il quale è giunto anche nelle nostre rotazioni.

Il singolo è un pezzo soul dal suono vagamente retrò. Il video, che ci ha colpito da subito, vede protagonista il cantante alle prese con una corte, durante un processo. Protagonista femminile della clip l’attrice Kaya Scodelario, star del serial Skins. Buona visione, e buon ascolto!

Adam Labert, l’idol(o) del rock!

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Adam Lambert - For your entertainment (cover).jpgPer questa seconda parte del nostro fine settimana, oggi parliamo di Adam Lambert, una delle voci protagoniste delle rotazioni radiofoniche con Whataya want from me e, da l’altro ieri anche televisive, grazie alla premiere esclusiva su MTV Italia, durante il programma Hits List Italia.

Originario di San Diego, in California, Adam Mitchell Lambert, questo il suo nome completo, è il secondo classificato all’ottava edizione del talent americano American Idol, ed è il primo artista dichiaratamente omosessuale (nel caso la copertina dell’album avesse lasciato qualche dubbio!) ad aver iniziato alla sua carriera con una major discografica.

Lo scorso novembre, Lamber ha pubblicato il suo primo album, intitolato For Your Entertainment, che ha debuttato direttamente alla terza posizione della prestigiosa Billboard Chart 200, vendendo quasi duecentomila copie nella sola prima settimana.

Lo stile di Adam è fondamentalmente rock. Prima di ottenere questo straordinario successo con il suo secondo singolo, Lambert aveva estratto dal disco il brano omonimo, For you entertainment, il quale, nonostante avesse riscosso qualche consenso all’estero, raggiungendo anche posizioni alte in paesi come la Finlandia o la Nuova Zelanda, non aveva invece ottenuto altrettanto successo ed interesse in patria, fermandosi solo al sessantunesimo posto in classifica. Secondo il blog americano zap2it, il terzo singolo ufficiale sarà If I had you, un pezzo rock ed arrabbiato, molto orecchiabile, che rappresenta una fondamentale prova del nove, che lo consacrerà nel firmamento della musica o dimostrerà che il suo è soltanto un successo passeggero. 

Arrivano gli “Hot Chip”, i nuovi Blue

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Morto un gruppo se ne fa un altro. Se negli anni ’90 a farla da padroni erano i Backstreet Boys e agli inizi del 2000 c’erano invece i Blue, il gruppo del nuovo millennio questa volta si chiama Hot Chip. Un gruppo non proprio di primo pelo comunque, gli Hot Chip infatti, cinque ragazzi londinesi che provano a scalare le classifiche a suon di elettro-pop, si sono in realtà formati agli inizi del 2000 ed hanno già all’attivo ben quattro album, di cui l’ultimo, One life stand, pubblicato agli inizi del 2010, è giunto fino al bel paese, la cui hit I feel better è in rotazione radiofonico-televisiva su Radio Deejay. Molto originale l’idea del video: quattro dei cinque componenti del gruppo si esibiscono su di un palco circondati da orde di ragazzine in delirio, fino all’arrivo di Alexis Taylor, leader e voce del gruppo, che sopraggiunge a mo’ di divinità egizia, e distrugge i quattro per formare una sorta di nuova band.

Ecco la discografia completa e la clip ufficiale del singolo I feel better:

 

Coming on Strong (2004)

The Warning (2006)

Made in the Dark (2008)

One life stand (2010)