Madonna: in queste ore a Firenze per il video di “Turn up the radio”

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Se per Like a Virgin la location fu Venezia, per Turn up the radio, terzo singolo estratto dall’album MDNA, Madonna ha scelto questa volta Firenze, allungando così il suo soggiorno in Italia, dopo l’ultimo concerto nella penisola proprio a Firenze lo scorso 16 Giugno. Secondo un’ANSA di poche ore fa infatti, la cantante di Girl Gone Wilde avrebbe ottenuto le autorizzazioni necessarie dal Comune del capoluogo toscano per girare nel cuore del centro storico della città, inclusa la zona a traffico limitato, nei pressi dei lungarni, le stradine fiorentine che costeggiano il fiume Arno. I permessi includono anche di poter effettuare le riprese con gli automezzi. La registrazione della clip avrà luogo da oggi, presumibilmente in mattinata presto, fino a domani sera, martedì 19. Secondo le prime indiscrezioni pare che dinanzi alla macchina da presa non ci sarà solo Madonna, ma anche una sua controfigura.

A dirigere l’artista sarà il fotografo di moda Tom Munro.

La controfigura de “Il Cigno Nero”: la Portman? Ha fatto solo il 5% dei balletti

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Ad un mese dalla premiazione degli Oscar, ecco le prime polemiche sulla vittoria (meritatissima!) di Natalie Portman per la sua interpretazione della ballerina Nina in “Il Cigno Nero”. A sollevare il polverone è la ballerina, e controfigura dell’attrice nel film, Sarah Lane, la quale lamenta che nel film solo il 5% delle scene di ballo è stato effettivamente girato dalla Portman, immeritevole, a suo dire, di aver intascato l’ambita statuetta per un ruolo che di fatto non ha saputo recitare: «La registrazione è giusto quella del volto e delle braccia – ha reclamato la ballerina dell’American Ballet Theatre in un’ampia intervista a Entertainment Weekly – quella è decisamente Natalie, ma che non mostra la danza vera e propria». La Lane ha precisato che per le sei settimane di riprese non le era stato promesso alcun accredito particolare, se non quello di semplice “controfigura”, eppure alla ballerina l’Oscar vinto dall’attrice al posto suo proprio non le è andato giù, specificando che Ari Handel, produttore del film, le aveva espressamente vietato di parlare alla stampa del lavoro svolto, anche se la ballerina sostiene che nel suo contratto non vi fosse alcuna clausola in merito, e così ecco il fiume in piena della sua rabbia: «Hanno voluto dare l’idea, nell’immaginario collettivo, che Natalie fosse una sorta di prodigio o così dotata nella danza per diventare una vera ballerina in un solo anno e mezzo per il film lavorando sodo – continua la Lane – è umiliante per la professione e non solo per me. Io faccio questo da ventidue anni: si può diventare un pianista in un anno e mezzo anche se a farlo è una star del cinema?».

Secondo la Lane gli effetti speciali avrebbero così sostituito il volto e la testa di Natalie sul suo corpo e continua dicendo che la trasformazione in una vera ballerina non è stata così impressionante come invece è stata raccontata: «Da ballerina professionista dico che lei non era una ballerina professionista – continua – e non riesce a stare sulle punte. Non riesce a muovere il suo corpo, è molto rigida».

Secondo la Lane la Portman sarebbe rea di aver sminuito il suo lavoro, dicendo di avere una controfigura solo per i passi più difficili, che in un solo anno e mezzo di studio non avrebbe mai potuto imparare.

Ma la ballerina tiene subito a precisare che la sua non è gelosia verso l’attrice: «Natali è di sicuro un’attrice straordinaria – dice in chiusura – so che non è una cosa personale contro di me. È solo una questione politica. È solo un peccato che io non abbia avuto i miei crediti».