Sanremo 2010: la rivincita dei talent. Valerio Scanu vince il Festival

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La sessantesima edizione del Festival di Sanremo è destinata a restare impressa negli annali della storia della televisione, non soltanto per l’enorme successo di pubblico riscontrato, con oltre undici milioni di telespettatori, ed una media di oltre dieci milioni a puntata, ma anche per le polemiche, e le sorprese, che la kermesse musicale italiana ha suscitato. Insomma una trasmissioe e una gara che fino a qualche anno fa sembrava sepolta e defunta, e che invece è ritornata ai fasti di un regno aureo che sembrava non tornare. Merito della conduzione genuina di Antonella Clerici, che con semplicità e discrezione, ha condotto un programma piacevole di cui è stata mera presentatrice, regalandoci al contempo spazi di autentica (auto)ironia, in cui ha divertito divertendosi. Merito anche della selezione dei brani che, da Nino d’Angelo a Marco Mengoni, ha saputo davvero raggiungere un vasto target di pubblico, per un festival straordinariamente variegato. Merito della futuristica scenografia di castelli che, alle tradizionali scale, ha invece posto una sorta di multiforme e multicolore navicella spaziale. Merito dei super ospiti, che nel corso di queste serate hanno saputo integrarsi nella kermesse rubando il giusto spazio a quella che è fondamentalmente una gara, offrendo in cambio intense intense interpretazioni, stralci di vita privata, o spettacoli coloratissimi e straordinari, trasformando il teatro dell’Ariston in un palco internazionale.

Anche, e soprattutto, quest’anno non sono mancate le polemiche: dalla clamorosa esclusione di Morgan, ai ripensamenti di Pupo, fino alle contestazioni e fischi per le eliminazioni e ripescaggi. Un festival ed un pubblico che, come ha detto lo stesso Pupo sul palco, è stato vivo e partecipe più che mai a dispetto dei dissensi.

Alla fine la vittoria è stata dei “talent”, i tre finalisti di questo Sanremo 2010, Valerio Scanu, il trio Pupo-Filiberto-Canonici e Marco Mengoni, provenivano erano tutti provenienti dal mondo televisivo e da quel pubblico fidelizzato nel tempo che li ha votati e sostenuti in tutte le loro precedenti esperienze TV e sul palco dell’Ariston: vincitore della scorsa edizione di Ballando con le Stelle, Emanuele Filiberto si era conquistato la simpatia del pubblico e dei fan a passi di danza e, a dispetto delle contestazioni da stadio in sala, è giunto fino al podio di questa importante gara canora; anche Marco Mengoni è stato sostenuto anche da quel pubblico che l’aveva già portato alla vittoria sul palco di X Factor 3, così come Valerio Scanu, secondo classificato nella scuola di Amici di Maria De Filippi. E a vincere è stato forse colui che alle spalle aveva il programma televisivamente più forte, quello che aveva già raggiunto un vasto pubblico votante, spesso giovane, che si è unito e l’ha sostenuto fino alla vittoria: sulle orme di un altro “ex amico”, Marco Carta, Valerio Scanu, sardo come il suo predecessore, ha vinto, un po’ a sorpresa, questa sessantesima edizione del festival, dopo l’eliminazione della seconda serata ed il ripescaggio della terza. Un solo vincitore, nessun argento e bronzo: tra il visibile dispacere di Mengoni, per la sconfitta subita, e i fischi per il trio, Antonella Clerici non ha annunciato le altre due posizioni del podio, forse per non suscitare ulteriori polemiche, né sono stati consegnati i tradizionali riconoscimenti degli altri due classificati. Pupo-Filiberto-Canonici sono comunque arrivati secondi, terzo invece Marco Mengoni, che, visibilmente dispiaciuto, ha lasciato il palco quasi subito, mentre Emanuele Filiberto, sportivamente si è comunque complimentato con i colleghi che, con lui hanno condiviso il podio.

Diversi invece i primi tre posti nel nostro sondaggio, che vede Marco Mengoni con la sua Credimi Ancora (21% dei voti), sul gradino più alto, al secondo posto invece proprio Valerio Scanu (16,8%), terzo invece Povia con La verità (11,2%).  

Un festival insomma che farà discutere anche l’indomani e che comunque sia resterà vivo nei ricordi degli italiani, come una leggenda un po’ confusa, per molto tempo.