È morta Whitney Houston, il mondo della musica in lutto

whitney-houston-profile.pngIl mondo della musica è in lutto. A soli quarantotto anni è morta ieri, 11 Febbraio, Whitney Houston, una delle più grandi voci che la musica pop mondiale possa vantare. Innegabile la sua influenza per cantanti e intere generazioni, da Mariah Carey a Christina Aguilera, fino a interpreti giovani come Leona Lewis e Alexandra Burke.

Cantante, ma anche attrice, Whitney ha saputo, con un solo film, entrare di diritto anche nella storia del cinema, interpretando il ruolo della capricciosa cantante Rachel Marronn in La Guardia del Corpo (1992), che tanto le somigliava in quella ribellione alle regole.

Ma la Houston era soprattutto una donna, una donna tormentata che ricercava nell’alcol e, soprattutto, nelle droghe, quella felicità che quel matrimonio fallito con il marito violento Bobby Brown proprio non aveva saputo darle.

A dare notizie della scomparsa della cantante, le cui cause della morte e il luogo sono ancora sconosciute, l’addetto stampa Kristen Foster.

Whitney aveva venduto oltre cinquantacinque milioni di album nei soli Stati Uniti. Il suo ultimo disco, I Look to You risale al 2009, quando la cantante, dopo essersi curata, era ritornata sulla scena musicale con un lavoro di inediti, dopo sei anni di silenzio: «Il più grande demone sono io – aveva dichiarato la cantante in un’intervista del 2002 a Diane Sawyer – io sono sia la mia migliore amica che il mio peggior nemico» e questa volta il nemico sembra proprio aver vinto.

Morta Amy Winehouse, interprete del disagio del nostro tempo

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Il suo “imminente” album era già stato più volte rinviato. I problemi di tossicodipendenza ed alcolismo, l’hanno portata in un cono d’ombra dal quale di tanto in tanto provava con scarso successo ad uscire. La sua ultima apparizione pubblica a Belgrado, dove si è esibita praticamente ubriaca, tra i fischi dei ventimila presenti, resterà forse una delle tante macchie scure nella sua breve carriera, iniziata solo nel 2003 con l’album Frank. Amy Winehouse è stata trovata morta ieri, 23 luglio 2011, nella sua casa londinese di Camden Square. L’artista britannica aveva solo ventisette anni, forse un cocktail letale di quei farmaci e droghe di cui Amy non riusciva più a fare a meno. Più volte entrata in cliniche per disintossicarsi, la cantante secondo alcuni amici era ormai dipendente dalla bottiglia di vodka, che beveva fino a perdere i sensi, come ha rivelato uno di loro al Daily Telegraph. Dopo una serie di performance erratiche, l’artista britannica aveva annullato tutti i suoi impegni per il mese di giugno, continuando a rinviare l’uscita di quello che sarebbe stato il suo terzo album da studio. La sua ultima incisione ufficiale, resta dunque la cover di Lesley Gore, It’s my party, pubblicata nel novembre del 2010, trasformatasi nella più famosa reinterpretazione del brano. Con due album all’attivo e sette singoli ufficiali, Amy Winehouse resterà per sempre la straordinaria interprete del disagio del nostro tempo.

 

Album studio

 

2003 – Frank

2006 – Back to Black

 

Singoli

 

2003 – Stronger Than Me

2004 – Pumps / Help Yourself

2006 – Rehab

2007 – You Know I’m No Good

2007 – Back to Black

2007 – Tears Dry on Their Own

2007 – Love Is a Losing Game