“Famolo strano”, il capello. Le cantanti dalle tinte bizzarre

Christina Aguilera - Your body.jpgAntesignana del “famolo strano”, il capello, fu Pink, che nel lontano 2000 esordiva con un taglio alla maschietto tutto rosa nel video There you go, poi arrivò la moda di punte colorate di Beyoncé Knowles, le radici scure alla Shakira, e le extension rosso fuoco di Christina Aguilera. Ma la prima a capire il potenziale di un’acconciatura dal colore bizzarro, in epoca (musicale s’intende) recente, è stata Katy Perry che due anni fa, nel video di California Gurls sfoggiò un taglio lilla, seguita a ruota da Rihanna e la sua cresta leonina rosso fiammante, e Lady Gaga che ha addirittura tinto i suoi capelli di verde! Passando per i colori fluorescenti di Niki Minaj,  e le ciocche colorate (poco apprezzate dai fan) di Britney Spears.

Ultima, solo in ordine cronologico, ad aggiungersi alla lista delle cantanti dal “colore bizzarro” è Christina Aguilera, che, lontana da quelle extension rosse, le tinte platino e il nero corvino, ritorna, a due anni da suo ultimo album di inediti, Bionic, con una morbida acconciatura rosa, con punte fucsia. La cantante, già vista con i capelli tinti di viola alla presentazione della terza edizione di The Voice, talent dove lei è giudice, lo fa per il video di Your Body, singolo che, secondo quanto Christina ha confermato al Rolling Stone, anticipa il suo settimo attesissimo lavoro discografico, e che uscirà il prossimo settembre.

Un demo ufficiale del pezzo, prodotto da Shellback e Max Martin, è trapelato in rete qualche giorno fa, svelando un brano up tempo, in cui la cantante, nella explicit version, grida: «All I wanna do is fuck your body», “tutto ciò che voglio fare è scopare il tuo corpo”.

Sanremo 2011: la RAI in alto mare, è ripartito il toto-conduttore

antonella-clerici-massimo-ranieri-sanremo.jpegE dopo la pausa estiva ecco che si ritorna a parlare di Sanremo e conduzioni: archiviata la possibilità di una Antonella Clerici 2.0, che lascia al suo successore una pesante eredità, avendo superato nei numeri persino il festival di Paolo Bonolis, con i suoi oltre dodici milioni di telespettatori, la Rai è ancora in alto mare per il prossimo Sanremo 2011, ed ecco che subito riparte il toto-conduttore, che, se in un primo momento vedeva finalmente spuntare il nome di Carlo Conti in pole position, come logica conseguenza dell’edizione clericiana, si è finito invece col fare i nomi più disparati: da Ezio Greggio, da sempre volto e simbolo non soltanto di Striscia la Notizia, diretto concorrente del programma, ma di Mediaset, che ha prontamente smentito i roumors, alla coppia da spot pubblicitario Christian De SicaBelen Rodriguez, quest’ultima scartata per volontà del sindaco della città dei fiori, per aver ammesso durante un’inchiesta giudiziaria di aver fatto uso di cocaina. Insomma anche un anno dopo Sanremo non perdona, lo sa bene Morgan, che per aver dichiarato candidamente in un’intervista distorta di fare uso di droga, non solo è stato eliminato dalla gara, ma è stato bandito da X Factor. Ed è proprio in queste ore che il toto-conduttore è ripartito, proponendo i nomi più (im)probabili: dal giornalista Bruno Vespa, che ha elegantemente rifiutato l’offerta, «Lusingato, ma faccio altro mestiere – ha detto il noto conduttore di Porta a Porta dalle pagine del Corriere – non sarei in grado di gestire bene una prestigiosa macchina di spettacolo come il Festival di Sanremo», all’ultimo aggiunto alla lunga lista dei papabili, Massimo Ranieri. È proprio di queste ore infatti l’ANSA secondo la quale il popolare cantante ed attore partenopeo sarebbe sì “onorato”, ma non disdegnerebbe l’ipotesi di una conduzione del festival dove vinse nel 1988 con Perdere l’Amore, pur temendo un maggior rigore: «Ne sarei onorato, ma non sono proprio adatto – ha riportato l’agenzia – Non so quanto ti facciano sperimentare. Parlerò col direttore di Raiuno Mauro Mazza dopo le vacanze». E da qui parte oggi il nostro nuovo sondaggio: chi vorreste alla conduzione del Festival? Votate!

Concorso on-line per duettare nel prossimo album di Susan Boyle

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Figlia di un talent show, Susan Boyle, vincitrice di Britain’s got Talent, ha lanciato un concorso on-line per trovare la voce che duetterà con lei nel suo prossimo album. Se pensavate infatti che la signora Boyle fosse una meteora da sette milioni di copie per poi sparire all’orizzonte come nei romanzi, vi sbagliavate di grosso: Susan è infatti al lavoro sul seguito del fortunatissimo I Dreamed a Dream, la cui uscita, data la natura del concorso, è prevista per la fine dell’anno. La cantante inglese ha soprannominato questo bando on-line “The Susan Search”, la ricerca di Susan. Per partecipare e tentare la sorte sperando di duettare con lei, bisogna caricare su youtube un proprio video in cui si intona il brano Silent Night.

«L’anno scorso il mio sogno di diventare un’artista si è avverato dopo le audizioni di Britain’s got Talent – ha detto la cantante scozzese – da allora ho vissuto momenti fantastici. È stato un vero e proprio regalo e adesso vorrei passare questo regalo a qualcun altro».

Susan pensa infatti a quanti come lei sognano di cantare ma non ne hanno la possibilità: «Ci sono un sacco di persone là fuori che non hanno fiducia o i mezzi per entrare a far parte di un contest come Britain’s got Talent, quindi questo potrebbe essere molto meno scoraggiante per alcune persone, poiché si può registrare il brano nella privacy della propria abitazione. Spero che dia una possibilità a tutte quelle persone che hanno sempre voluto cantare e auguro a tutti buona fortuna!».

La colonna sonora di “Sex and the City 2”: tra atmosfere esotiche e musica lounge

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In linea con l’ambientazione esotica dell’omonimo film, la colonna sonora di Sex and the City 2, seconda pellicola tratta dalla nota serie della HBO, la cui uscita è prevista per il 25 maggio (appena qualche giorno prima del film, nelle sale il 28), è un tripudio di suoni arabeggianti e atmosfere esotiche, miste a beat R&B e glamour. Primo brano della tracklist quella che probabilmente sarà l’apertura del film, Rapture, con la suadente e calda voce di Alicia Keys, che campiona il jingle originale della sigla di Douglas J. Cuomo, alternandolo ad un sound orientaleggiante e parti rap. Con Everything to lose di Dido si respira invece un’atmosfera lounge in stile Buddha Bar, che ai motivi orientali mixa invece sonorità elettroniche.

Tra i brani più suggestivi della colonna sonora, quello del cantante funk/R&B Cee Lo, Language of Love, e Kidda di Natacha Atlas.

Ma non solo oriente, la soundtrack del film accontenta proprio tutti, e per gli amanti delle rarità c’è la riuscitissima reinterpretazione di Single Ladies (Put a ring on it) di Liza Minnelli, cover del noto brano di Beyoncé Knowles, ed un pezzo cantato (ed inciso) direttamente dalle quattro protagoniste del film, Sarah Jessica Parker, Cynthia Nixon, Kim Cattrall e Kristin Davis che ironicamente invece cantano il classico di Helen Reddy, I am woman.

E se l’attesissimo brano Love is your color, duetto di Jennifer Hudson e Leona Lewis, vi delude perché ricorda un po’ troppo True Colors di Cyndi Lauper, non preoccupatevi: a scanso di equivoci, nella original soundtrack c’è anche quella. In chiusura Aaron Zigman con Divas e Dunes, ennesima rivisitazione in salsa orientale della sigla d’apertura dell’omonimo serial cult.

Che siate fan o meno della pellicola o del serial, se amate la musica glamour-lounge, e volete (ri)vivere l’atmosfera esotica, allora la colonna sonora di Sex and the City 2, film che mira a sfondare il tetto dei quattrocento milioni di euro realizzati dal primo capitolo cinematografico, è un pezzo che non può assolutamente mancare nella vostra collezione.

La nuova canzone di Laura Pausini

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Ne avevamo parlato qualche settimana fa in un precedente post, adesso però siamo in grado di farvela finalmente ascoltare. Stiamo parlando del nuovo brano cantato da Laura Pausini insieme a un ricco gruppo tra alcuni dei migliori artisti sudamericani del momenti, tra cui Shakira, Miguel Bosé e il canadese Michael Bublé. Il brano si intitola Gracias a la Vida ed è una delle canzoni-simbolo più care ai cileni, cantata in origine Violeta Parra. Il brano è già disponibile in formato digitale sulla piattaforma iTunes, il ricavato andrà ad Habitat for Humanity, associazione no-profit che opera in Cile dopo il terremoto dello scorso febbraio 2010. Come già annunciato in un precedente post, il produttore di questa operazione di beneficenza, cui ha partecipato con entusiasmo anche la nostra Laura Pausini, è Humberto Gatica, il quale ha curato la realizzazione del brano, su iniziativa del cantante cileno Beto Cuevas.

Questa la lista completa dei cantanti che hanno aderito all’iniziativa:

 

Juanes

Alejandro Sanz

Juan Luis Guerra

 Laura Pausini

 Fher (Maná)

Shakira

Michael Bublé

Miguel Bosé

 

Per maggiori informazioni ecco invece il link del sito ufficiale

Antonio Dognini: «Le case discografiche attingono solo dai talent. Io vado su internet per propormi direttamente al pubblico»

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Antonio Dognini - Felice di Essere (cover).jpgAppuntatevi il suo nome, cari amici di Cosmomusic, perché di Antonio Dognini, cantante emergente milanese, ne sentirete ancora parlare. Classe 1982, Dognini muove i primi passi nel mondo della musica attraverso una serie di interessanti progetti che provano a coniugare la musica alle altre arti e comunicazione come la fotografia: suo è infatti il progetto “Beyond Appearances” (2007), che ha sfruttato canali gratuiti, ma potenti, come YouTube e MySpace per una comunicazione, forse ancora di nicchia, ma globale. Ed è proprio Internet lo strumento principe con cui Antonio si fa conoscere al suo pubblico. Il brano che propone adesso si intitola “Felice di Essere”, in merito al quale dice: «Si realizza in concomitanza con un profondo percorso personale di ricerca interiore e risveglio del contatto con la dimensione perduta, dell’Essere». Ma non parlategli di ricerca: «Ricerca forse è troppo – dice – poiché presuppone già qualcosa di futuro a cui aspiriamo». Cosmomusic l’ha intervistato per voi:

“Felice di Essere”, il tuo singolo, è fortemente improntato su di una ricerca interiore, un risveglio del sé: ma qual è la tua ricerca?

«Beh, parlare di ricerca forse è un po’ troppo… la ricerca presuppone già un qualcosa di futuro a cui aspiriamo, che dobbiamo necessariamente raggiungere. Il percorso spirituale di cui “Felice di Essere” rappresenta una tappa fondamentale, fa più riferimento ad un’intenzione di vivere quello che c’è, quando c’è, stando sempre attenti al proprio aspetto interiore. Vivere il presente. Essere nel mondo ma non del mondo».

Del singolo hai anche registrato un videoclip…

«Si, “Felice di Essere” è un progetto che, seppur con delle caratteristiche molto personali, è in sintonia anche con quelli che sono i requisiti del mondo della musica pop. E il videoclip non poteva mancare. Tra l’altro, nella sua semplicità, integra perfettamente il messaggio della canzone. Mi piace molto unire la musica ad altre forme d’arte ed i video musicali ormai sono questo. A parte quelli standard, che fanno sempre dirigere agli stessi registi solo per esigenze commerciali ma non voglio entrare in polemica. Il video di “Felice di Essere” è nato davvero da una sintonia fortissima tra me e il regista, Mikeye, ci siamo confrontati molto, sia su quello che rappresenta per me l’essenza del brano, ma anche quello che avrei voluto trasmettere a chi l’avrebbe poi guardato. Mikeye ha colto in pieno il messaggio e ha aggiunto tutta la sua creatività scovando una location davvero bella. Spero che il video vi piaccia!».

Nella clip del tuo singolo indossi un braccialetto rosso, segno distintivo della Kabbalah, la dottrina “lanciata” da Madonna: scelta spirituale o curiosità verso una fede di moda?

«La Kabbalah per me ha rappresentato una sorta di iniziazione verso un percorso di consapevolezza, più che un segno distintivo, la “Red String” è uno strumento che serve per la protezione da parte della negatività degli altri… e di noi stessi, indossarla mi ricorda quanto la nostra visione esterna del mondo e degli altri sia in essenza una proiezione del nostro stato di coscienza personale, ad osservare ciò che si muove dentro noi quando andiamo in quella densità. Sono consapevole del fatto che ci sia molta moda dietro tutto ciò, ma va bene anche questo. È un percorso che, in ogni caso, in un modo o nell’altro, tutti dobbiamo compiere».

Secondo alcuni critici del tempo, quella della stampa nel XV secolo era l’invenzione capace di risvegliare le coscienze: qual è secondo te un’invenzione moderna che ha avuto lo stesso effetto?

«Secondo me nell’era moderna più che di invenzione si può parlare di “distruzione”: oggi non stiamo attraversando una crisi morale, politica, religiosa o economica, no, niente del genere, noi siamo in una crisi evolutiva. Le invenzioni sono state tante ma, seppur sempre più elaborate ed innovative, a quanto pare le cose non stanno andando sempre meglio per tutti, e non mi riferisco solo ai paesi poveri ma anche alle grandi città. È evidente ormai che non saranno altre invenzioni a salvarci, ma sarà proprio questa crisi a darci la possibilità di passare a qualcosa di diverso. Quando tutto crolla che cosa resta? Non dobbiamo ricoprire le nostre gabbie con dell’oro, è il momento di romperle. E la gioia di Essere penso e spero che sarà la nuova grande scoperta».

Sono sempre di più gli artisti che provano a promuoversi attraverso internet, abbandonando audizioni e demo presso le case discografiche: è una scelta di tendenza o un’esigenza dovuta allo snobismo delle etichette discografiche?

«Le case discografiche hanno preso tutto quello che c’era da prendere, adesso, almeno in Italia, stanno attingendo ragazzi dai “Talent”, ma il fatto è che non sempre c’è una linea artistica, non sempre il vero talento e le personalità dei singoli cantanti vengono valorizzate e fatte crescere: per far crescere un artista ci vuole spesso del tempo mentre ormai è tutto molto frenetico. La gente continua a chiedermi come mai non vado ad Amici o ad altri programmi del genere, la visione collettiva ormai è corrotta da questi programmi e la gente pensa che siano l’unico modo per fare musica. Ecco da cosa nasce per me la necessità e la voglia di utilizzare internet: voler fare quello che voglio, come voglio e proporlo direttamente al pubblico».

Quindi tra un tra un talent e la possibilità di partecipare al Festival di Sanremo…

«Ovviamente sceglierei Sanremo anche se anche lì i giovani stanno diventando delle “comparsate” costrette a doversi esibire in seconda serata inoltrata».

Un cantante o un artista con cui ti piacerebbe duettare o collaborare…

«Tra gli artisti italiani sceglierei Neffa o Max Gazzé, tra quelli stranieri punterei più sulle donne: Tina Arena o Lara Fabian, mi piace molto anche Anggun, mi affascina da sempre oltre ad avere una bellissima voce e una grande personalità».

Ritornando al tuo ultimo lavoro discografico: come nasce “Felice di Essere”?

 «“Felice di Essere” rappresenta le fondamenta della mia musica, del mio messaggio e della mia crescita artistica ma anche personale: la gioia di Essere e l’accettazione sono il presupposto principale da cui poter decidere o anche di cambiare. La resa o l’accettazione non sono mai passive. Il brano nasce da una riscoperta di tutto questo, da un contatto con una quiete che, anche nella sofferenza più acuta, è sempre lì. Dalla voglia di tornare a casa».

Il tuo singolo ha avuto un ottimo riscontro di pubblico su iTunes, a quando un album e cosa puoi anticiparci a riguardo?

«È vero! L’hanno scaricato davvero in tanti e vorrei approfittare di questo spazio per ringraziare tutte le persone che l’hanno acquistata! Per l’album non so ancora, ma sicuramente il progetto “Felice di Essere” non è finito. Vorrei proporlo anche all’estero visto che, a quanto ho potuto notare dai responsi del web, c’è un forte interesse sia del pubblico americano che europeo. Incrociamo le dita».

Quali le date da segnare in agenda per ascoltarti dal vivo?

«Questo sabato, il 27, sarò a Sedriano vicino a Milano per una manifestazione di beneficenza organizzata da due associazioni: “Azione Musica Onlus” e “Marco e i suoi Amici”, insieme per sostenere il piano di emergenza alimentare a favore dei bambini di Cordoba e a sostegno delle attività per diversamente abili di Sedriano e dei paesi limitrofi. Poi stiamo fissando delle date per l’estate oltre a degli appuntamenti di promozione radiofonica, ma se volete essere sempre aggiornati aggiungetemi su Facebook e diventate miei “fans”».

 

Link dell’artista:

www.antoniodognini.com

www.myspace.com/antoniodognini

le foto utilizzate nell’articolo sono di Alessandro Congiu

Sabato 27 ritorna “Ti lascio una canzone”

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È proprio il caso di dire “morto un papa se ne fa un altro”: conclusa solo da qualche giorno la finalissima di Io Canto, il programma Mediaset che ha visto trionfare il palermitano Cristian Imparato, gli appassionati del genere, orfani di Gerry Scotti che ritonerà il prossimo anno, potranno ora rifarsi con Ti lascio una canzone, format originale di RaiUno, da cui ha avuto origine l’omologo di Canale 5, che sarà condotto anche per questa seconda edizione da Antonella Clerici in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli e che ritornerà da sabato 27 marzo per otto puntate sulla rete ammiraglia RAI.

Protagonisti trentacinque nuovi giovanissimi di età compresa tra i sette e i quindici anni, che si contenderanno la vittoria finale, che provengono dalle scuole ed accademie di canto di tutta Italia. I piccoli talenti di Antonella Clerici, che avranno il doppio compito di sostituire i beniamini della prima edizione e i simpatici talenti di Gerry Scotti, saranno accompagnati ogni settimana da un’orchestra di trenta elementi, che sarà diretta dal maestro Leonardo De Amicis.

Invariato il meccanismo del programma, identico tra l’altro a quello di Cologno Monzese, che vedrà una giuria in studio esprimere opinioni e consegnare premi di qualità, ed il pubblico da casa televotare decretando la vittoria finale dei concorrenti e delle loro canzoni in gara.

Siederanno tra i giurati l’attrice Barbara De Rossi, che messe da parte le scarpette da ballo, avrà il non facile compito di valutare i ragazzi in gara insieme all’ex Pooh Stefano D’Orazio, compositore e produttore musicale. Guest-star della serata, in veste di giurata d’eccezione, l’attrice Claudia Gerini. Molto ricco invece il parterre vip degli ospiti musicali che si esibiranno e duetteranno con i ragazzi: da Claudio Baglioni, recentemente visto nel programma di Gigi D’Alessio “Questo sono io”, ma anche ad Io Canto, a Valerio Scanu vincitore di Amici e dello scorso Festival di Sanremo condotto proprio da Antonella Clerici. Ma ci sarà spazio anche per la cantante Sylvie Vartan, e i tre piccoli Gianluca, Ignazio e Piero, concorrenti della prima edizione dello show, che tanto successo hanno riscosso anche dopo la fine del programma, vantando anche una presenza come ospiti sul palco dell’Ariston.

 

“We are the World” in spagnolo per aiutare Haiti

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Si intitola Somos el mundo la versione spagnola di We are the world, registrata su iniziativa di Emilio Estefan e sua moglie Gloria, che ha riunito molti dei maggiori artisti latini, per raccogliere fondi per le vittime del terremoto di Haiti. Il ricavato del singolo andrà alla We are the World Foundation.

Manca dunque soltanto l’Italia, tra le grandi nazioni della musica, a non aver prodotto né aver unito artisti in favore di Haiti. Somos el mundo, arriva infatti dopo Everybody’s Hurt, cover di una canzone dei REM realizzata dai grandi artisti britannici famosi nel mondo, e We are the World 25 for Haiti, “remake” della celeberrima canzone che Michael Jackson incise ben venticinque anni fa in favore dell’Africa. L’Italia però sembra latitare: da sempre poco avvezzi alle collaborazioni, tanto care invece al mercato discografico anglosassone, i grandi cantanti-interpreti italiani, almeno per il momento non hanno realizzato alcun progetto comune per aiutare l’isola di Haiti.

Tra gli artisti che hanno partecipato al progetto latino Paulina Rubio, Carlos Santana, Jose Feliciano e persino l’attore Andy Garcia.

Sanremo 2010: al via questa sera le celebrazioni… e i ripescaggi!

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Tra polemiche, ascolti record e qualche (simpatica) gaff, il Festival di Sanremo è giunto alla terza serata, quella “celebrativa”, che questa sera, grazie a guest star d’eccezione come Carmen Consoli che, insieme alla prima vincitrice della kermesse canora, Nilla Pizzi, renderà omaggio a sessantanni di musica che hanno attraversato il nostro paese. Non salirà sul palco dell’Ariston invece Tiziano Ferro: protagonista di un  gossip, lanciato da Alessandro Cecchi Paone a Domenica Cinque di una sua presunta omosessualità già vociferata da tempo sui blog, Ferro avrebbe dovuto partecipare al Festival in veste di super ospite e duettare con una delle voci internazionali più belle, quella di Mary J Blige sulle note di Each Tear, ma è costretto a rinunciare a causa di una laringite su consiglio del suo medico curante che gli ha categoricamente vietato di viaggiare. Lo staff della Blige ha fatto sapere che la cantante invece si esibirà comunque da sola, così come già in programma.

Ma questa sera è una serata importantissima per le cinque canzoni finora eliminate, ovvero Nino d’Angelo con Maria Nazionale (Jammo jà), Valerio Scanu (Per tutte le volte che…), Sonohora (Baby), Toto Cutugno (Aeroplani) e Pupo-Filiberto-Canonico (Italia amore mio): attraverso il sistema misto televoto-giuria-tecnica le due canzoni più votate saranno riammesse alla gara e comporranno le dodici canzoni che si riesibiranno venerdì nella serata dei duetti.

Sicuramente tra i più papabili per il ripescaggio c’è Valerio Scanu, ex concorrente del talent Amici, è sicuramente un personaggio già avvezzo al televoto e sarà fortemente sostenuto da un pubblico giovane e fidelizzato, che lo voterà indipendentemente dal valore artistico della canzone che interpreta sul palco dell’Ariston.

Per il secondo ripescaggio, noi di Cosmomusic suggeriamo invece Jammo Jà, di Nino d’Angelo e Maria Nazionale. Durante il programma condotto da Maurizio Costanzo, Sanremo? Parliamonequestion time, è emerso il problema della traduzione (con proposta di sottotitoli) e, nonostante riteniamo un vero sacrilegio tradurre il napoletano (vera seconda lingua d’Italia, ascoltata in tutto il mondo grazie alla canzone classica) il nostro blog per ovviare questo problema, propone una traduzione a fronte integrale. Il testo proposto da Nino d’Angelo è un fedele quadro del problema del mezzogiorno in Italia; l’artista, in coppia con una grande interprete della canzone napoletana, Maria Nazionale, divenuta famosa per il ruolo da protagonista nel film Gomorra, ha sapientemente unito ad un testo impegnato un sound orientaleggiante molto orecchiabile che conquista sin dal primo ascolto.

Su via

 

Su via guadagniamoci il pane

Noi abbiamo il sudore nelle mani

E sappiamo cambiare

Su via facciamo presto

In quest’Italia di smog e stress

Noi siamo i furbi che si fanno imbrogliare

Siamo nati con due destini,

siamo la notte e siamo il mattino

siamo rose e siamo spine

ma siamo rami dello stesso giardino

Meridionali

Siamo terra piena di mare

Che nessuno può immaginare

Stiamo bene o stiamo male

Andiamo avanti così

Il lavoro è un regalo

E la speranza è partire

Su via diamoci una mano

Se stiamo insieme possiamo andare lontano

Non possiamo più aspettare

Su via che questa vita va di corsa

Noi siamo la casa dei baci e delle carezze

Ma fa notizia soltanto la spazzatura

La mafia ed il mandolino

Che da sempre ci etichettano addosso

Siamo la faccia di una cartolina

Che ci svende in tutto il mondo

Meridionali

Siamo voce in mezzo al mare

Che nessuno vuole ascoltare

Siamo l’erba bruciata

Di cui non si conosce il colpevole

Siamo lo specchio di un’autostrade

Che non finiscono mai

Dove il vento abbraccia il mare

E sono troppi i pensieri

E chi cresce con questo pane amare

È’ un italiano straniero

Se la giustizia se ne lava le mani

Sono bianche le bandiere

E chi non può pensare mai al domani

Nasce prigioniero…

Siamo nati con due destini

Siamo la notte e siamo il mattino

Siamo rose e siamo spine

Ma siamo rami dello stesso giardino

Meridionali

Siamo terra piena di mare

Che nessuno può immaginare

Stiamo bene o stiamo male

Andiamo avanti così

Il lavoro è un regalo

E la speranza è partire

I ragazzi dei vicoli di Napoli

Non saranno mai re

Nello “zen di Palermo” (è un quartiere) bevono il tempo

Per la sete di sapere

E non è mai facile dormire con i perché (dubbi)

Vivere con la pazienza è il più grande equilibrio

Per chi può cadere

Sanremo 2010, la prima serata e le prime eliminazioni

clerici-antonella.jpgÈ stata la voce di Paolo Bonolis, insieme all’immancabile spalla Luca Laurenti, ad aprire la prima serata del sessantesimo Festival di Sanremo, e benché l’intervento di oltre venti minuti facesse presagire una interminabile serata tra sketch, ospiti ed interventi prolissi e noiosi, il festival condotto per la prima volta da Antonella Clerici, è stata invece una piacevole serata che ha posto la musica al centro dello spettacolo. Prima esibizione quella di Irene Grandi che ha proposto un brano, La cometa di Halley, roccheggiante molto radiofonico.

Tra le performance più attese quella di Valerio Scanu, uno degli “Artisti” (così è chiamata ora l’ex categoria dei Big), primo dei concorrenti proveniente dal mondo dei talent-reality: vincitore della passata edizione di Amici, Scanu ha proposto al pubblico Per tutte le volte che…, canzone scritta per lui da un concorrente dell’attuale edizione del talent di Maria De Filippi, davvero molto orecchiabile, benché ripetitiva e lenta, con un pianoforte molto intenso che ne riprendeva il motivo principale.

Nino d’Angelo ha proposto invece Jamme Ja, in coppia con la cantante partenopea Maria Nazionale, che ha ripreso i motivi arabeggianti che hanno caratterizzato un po’ tutte le canzoni sanremesi di D’Angelo.

Toto Cutugno ha interpretato invece Aeroplani, una canzone che, almeno al primo ascolto, sembra non aggiungere nulla alla produzione recente del cantautore.

Rivelazione nella categoria giovani della scorsa edizione del festival, Arisa, accompagnata dal Trio Marinetti, ha invece cantato Malamorenò, un pezzo davvero molto orecchiabile, forse il migliore di questa edizione, che restituisce le atmosfere delle canzoni degli anni ’40, ed è ritornata con un nuovo look un po’ maestrina severa vagamente sensuale.

Uno squillo di tromba ha annunciato alla fine di ogni performance, l’avvenuta votazione da parte della sola giuria demoscopica.

C’erano molte aspettative sul brano di Marco Mengoni, vincitore dell’ultima edizione di X Factor, e secondo cantante in gara proveniente da un talent, ma la sua canzone, Re matto, ha forse deluso: distante dalle atmosfere rarefatte con cui si è fatto notare nello show di RaiDue, Mengoni ha portato un urlato, visionario e chiassoso, così come Simone Cristicchi, che ha cantato, o meglio protestato, contro la società contemporanea, scagliandosi contro la premiere dame di Francia, Carla Bruni, in una canzone dal ritornello ripetitivo.     

Malika Ayane ha portato un pezzo raffinato che però, come lo scorso anno per la sua Come foglie, dovrà essere metabolizzato dal pubblico con più ascolti.

È stato fischiato l’annuncio del trio Pupo-Savoia-Canonico, prim’ancora dell’esibizione: Italia amore mio, epopea patriottica cantata di una nazione, sembra invece insultare gli italiani con quella partecipazione, quella del “Principe” decisamente offensiva ed oltraggiosa, e difatti Emanuele Filiberto è decisamente negato per il mondo della musica: Canonico, con la sua voce tenorile, è riuscito tuttavia a nobilitare la scarsa interpretazione, l’esecuzione è stata celebrata dal pubblico in sala con alcuni tricolori nascosti sventolati comunque alla fine della non entusiasmante performance.

Secondo la scaletta del festival dopo Italia amore mio, sarebbe stato il turno di Morgan, il grande escluso del 2010, cui Antonella Clerici ha dedicato un piccolo omaggio, leggendo uno stralcio del brano La sera, che avrebbe dovuto concorrere in questa edizione.

Prolisso invece l’intervento di Antonio Cassano che ha dispensato i suoi imperdibili (?) aforismi, in una colloquiale conversazione con la Clerici.

1735^ canzone eseguita sul palco dell’Ariston, durante il festival, quella dei Sonohora, vincitori nella categoria giovani nel 2008, che confermano quella che è forse la tendenza di questa edizione, proponendo, così come Ruggieri, Grandi, un brano, Baby, decisamente roccheggiante.

Una delle ultime esibizioni quella di Povia che ha cantato La verità, uno dei brani protagonisti delle polemiche prefestivaliere che, come ormai tradizione del cantastorie italiano, affianca ad un testo impegnato, quest’anno sull’eutanasia, un motivo facile ma che fonda più sulla gestualità e l’interpretazione scenica piuttosto che sulla canzone stessa.

Tra gli ultimi performer della serata, Noemi, vincitrice morale della seconda edizione di X Factor e terza ed ultima concorrente proveniente dal mondo dei talent, che ha cantato Per tutta la vita, sulla falsariga dei brani anni ’60, in stile night, che riprende via via lo stile grintoso delle produzioni con cui l’artista si è fatta conoscere ed apprezzare, come la hit di debutto Briciole, e L’Amore si odia, in coppia con Fiorella Mannoia.

A chiudere la serata Fabrizio Moro, con il secondo testo impegnato della kermesse, sulle morti bianche, quelle dei lavoratori, con Non è una canzone, un rap di protesta molto arrabbiato.

Tra contestazioni, fischi e proteste, i primi tre eliminati di questa prima serata sono stati, in ordine alfabetico: Toto Cutugno, con la canzone Aeroplani, e non ha convinto nemmeno lunico brano in dialetto, Jamme Ja, di Nino D’Angelo con Maria Nazionale, così come la patriottica Italia amore mio, di Pupo-Savoia-Canonico.

La serata si è conclusa esattamente a mezzanotte e ventotto, un orario decisamente accessibile anche a chi, l’indomani deve andare a lavoro e può comunque seguire, in una settimana prevalentemente lavorativa, il festival senza problemi. Emozionatissima Antonella Clerici che ha saputo fronteggiare con maestria anche i piccoli inconvenienti della diretta, conducendo un festival sobrio, che ha fatto spazio con moderazione agli ospiti, ponendo, finalmente, in primo piano la musica. Brava!