Kimbra: alla scoperta della voce femminile del successo dell’anno

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È inutile negarlo, è lui l’uomo del momento, Gotye, che con quella sua timbrica così tanto simile a Sting ha saputo conquistare le classifiche di tutto il mondo, sulle note della sua Somebody that I used to know. Ma dietro ogni grande uomo, si sa, si nasconde sempre una grande donna, e il successo del cantante australiano è dovuto in parte alla cantante neozelandese Kimbra.

Classe 1990, Kimbra Johnson, questo il nome completo, sulla scia del grande successo della sua collaborazione, debutta sul mercato discografico statunitense con l’album Vows, voti. Pubblicato in patria lo scorso anno, l’album ha avuto una riedizione qualche settimana fa per il mercato anglosassone e statunitense in particolare.

Il sound, vagamente retrò, memore dell’olandese Caro Emerald, evidenzia un disco di qualità, scevro dalle influenze di mercato, che ben si adatta alla timbrica della cantante. Sono già sei i singoli pubblicati, tra il 2005 e il 2011, che vengono a costituire adesso la tracklist del disco, ed è tra questi che si cela uno dei pezzi migliori di questa prima raccolta di inediti, Good Intent, che l’America ha ascoltato anche in uno degli episodi del noto medical drama Grey’s Anatomy.

Ultimo, solo in ordine cronologico, il singolo Warriors, incluso nella versione internazionale del disco, che vede Kimbra collaborare con Mark Foster. Il pezzo è stato anche scelto per la campagna promozionale del noto marchio di scarpe Converse. Segnatevi il nome, lettori di cosmomusic, perché di Kimbra ne sentirete ancora parlare.

Nilla Pizzi, la regina della canzone italiana non c’è più

240_0_1545856_3987.jpgIl mondo della musica italiana è in lutto: è morta questa mattina a Milano la cantante Nilla Pizzi, prima mitica vincitrice del Festival di Sanremo con il brano simbolo della manifestazione ancora oggi, Grazie dei Fiori. Ad annunciarlo l’agente della cantante Lele Mora. Appena lo scorso anno la Pizzi aveva preso parte alla sessantesima edizione del festival della canzone italiana in qualità di ospite, intonando lo storico successo con cui aveva conquistato il palco dell’Ariston la prima volta. Ma sono tante le volte in cui Nilla è ritornata nella città dei fiori incontrando sempre un grande successo di pubblico ed accrescendo negli anni la sua popolarità, con brani come L’edera, Vola colomba e Papaveri e papere.

Ma non tutti sanno che Nilla muove i primi passi nel mondo dello spettacolo prendendo parte, e vincendo, alla primordiale edizione del concorso di bellezza che negli anni sarebbe diventato Miss Italia, 5000 lire per un Sorriso nel 1937. Poi nel ’42 prende parte ad un concorso indetto dall’Eiar ed inizia così ad esibirsi con l’Orchestra Zeme. Durante il periodo fascina, la Pizzi viene allontanata dalla radio, la sua voce è infatti giudicata troppo sensuale. Nel ’51 la prima storica vittoria di Sanremo, dove vincerà anche l’anno successivo con Vola colomba. Lontana dalla figura contemporanea della storia recente della sua carriera, Nilla è stata anche oggetto di gossip per le sue love story, tra cui quella con il cantante Gino Latilla, il quale per lei tenterà addirittura il suicidio. Tra il 1952 e il 1977 la Pizzi gira anche venti film.

Nilla Pizzi resta un monumento della canzone e della cultura del nostro paese, ed una delle voci più belle che l’Italia possa vantare.

Victoria Silvestedt, più sexy che mai, canta “Saturday Night”

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Che fosse bella lo sapevamo già: Miss Svezia 1993, poi coniglietta per Playboy dal ’96 al 2003, ed una serie di calendari hanno immortalato il suo fisico mozzafiato, che avesse anche una personalità prorompente l’abbiamo sospettato quando ha iniziato a recitare in una serie di pellicole in cui si è divertita a interpretare ruoli leggeri, ma che sapesse anche cantare proprio no. Victoria Silvestedt, reduce da La Ruota della Fortuna con Enrico Papi, su Italia1, abbandonato momentaneamente il piccolo schermo, si è data alla musica. L’ex calen-diva ha infatti registrato la cover Saturday Night, originariamente cantata dalla modella danese Whigfield. Il risultato è un pezzo scanzonato e senza pretese, a metà strada tra dance ed elettronica, in cui la Silvestedt si diverte, e nella cui clip, ancora una volta, mostra senza remore il suo bellissimo corpo, seducendo l’ascoltatore.

Justin Timberlake parla di “The Social Network”

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Ha fatto il suo debutto nelle sale americane questa settimana, ma per vederlo in Italia bisognerà aspettare fino all’11 Novembre prima che The Social Network, film biografico sulla vita del giovanissimo Mark Zuckenberg, creatore e fondatore di una delle maggiori rivoluzioni del web degli ultimi anni, facebook. A interpretare l’imprenditore informatico l’attore Jesse Eisenberg, mentre nei panni dell’amico Sean Parker il cantante Justin Timberlake, passato da qualche anno dalla musica al cinema. Occhiali neri da secchione e giacca scura in stile New York, Justin ha parlato alle telecamere di mtv.com di questa nuova esperienza attoriale: «C’è stata una proiezione a Los Angeles e i miei amici sono stati molto contenti di vedere un film in cui c’ero io – ha detto Timberlake ad MTV News – così ho prenotato alcuni biglietti per la proiezione ed ho preso tutti loro, eravamo in otto».

Nel film Timberlake interpreta il fondatore di Napster, primo sito di filesharing gratuito. La pellicola è basata sul libro di Ben Mezrich The Accidental Billionaires (Miliardari per caso, edito anche in Italia da Sperling & Kupfer).

Nell’intervista Timberlake continua a parlare dell’entusiasmo dei suoi amici per il film, alla fine la pop-star ha concluso dicendo che ognuno aveva una propria opinione a riguardo, schierandosi ognuno con un personaggi diverso del film: «Ed ho pensato “Wow” – continua l’ex Nsync – questo è ciò che farà la gente quando vedrà il film».

Lady Gaga provoca ancora, carne cruda addosso e intanto esce una biografia shock

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Lady Gaga.jpgEnnesima provocazione di Lady Gaga, che ha posato senza veli per l’edizione giapponese di Vogue uomo, che così titola un articolo a lei dedicato “La nuda verità”, o forse sarebbe il caso di dire “la cruda verità”, sì perché è così questa volta che si è fatta ritrarre la provocatrice Gaga dal controverso fotografo Terry Richardson, con della carne cruda addosso a mo’ di costume a coprire le pudenda. Ma dispetto di questa ennesima provocazione della cantante di Alejandro, oggi Lady Gaga fa notizia per una biografia non autorizzata, scritta da Maureen Callahan, che svelerebbe retroscena inediti della celebre cantante, al secolo Stefani Germanotta, prima di diventare una delle nuove icone della musica contemporanea, rivelando una adolescenza più normale, quasi noiosa, di quanto la stessa Gaga non voglia far credere. «Non si drogava, o se lo faceva lo nascondeva bene. Era troppo concentrata sulla sua musica per potersi distrarre». Il ritratto che viene fuori da Poker face: the rise and rise of Lady Gaga, l’ascesa e l’ascesa di Lady Gaga, in uscita il 14 Ottobre negli Stati Uniti, è quello di una comune adolescente americana, insicura e con problemi di peso, distante anni luce dalla cantante magrissima e sexy, che sfoggia con sicurezza il suo corpo, ma già determinata a sbarcare il lunario. Secondo il libro di Callahan, che sin dalle prime pagine si domanda “Who is Lady Gaga?”, la cantante in realtà sarebbe una ventiquattrenne disturbata, che parla di se stessa in terza persona, volubile e con la paura di rimanere da sola anche un solo minuto. Basata su decine di interviste fatte ad amici, collaboratori ed esperti di musica, la lettura già promette di diventare il nuovo caso editoriale di fine anno.

Caro Emerald, dall’Olanda il sound retrò anni ‘40

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In questo scorcio d’estate dominata ancora dal waka-waka-tormentone di Shakira, inizia il nostro viaggio musicale alla ricerca di quella hit fuori dal coro che potrebbe fare da colonna sonora sulle nostre spiagge. Capitati per caso su di un’emittente musicale, ci siamo imbattuti nella simpatia burrosa di Caro Emerald e la sua hit dal sound retrò Back it up, che giunge nel bel paese sulla scia del successo riscosso da Gramophonedzie, che ha ironicamente reinterpretato il celebre Why don’t you, cantata in origine dal cartoon-disney Jessica Rabbit.

La Emerald, cantante olandese, ci propone un video coloratissimo, un vero e proprio omaggio al cinema muto dell’America degli anni ’40. Il singolo è tratto dall’album d’esordio Deleted Scenes from the Cutting Room Floor, scene tagliate dalla sala di montaggio, pubblicato all’inizio del 2010 e subito primo nella classifica tedesca con centomila copie vendute, dal quale la cantante ha già tratto i singoli A night like this e That man, che si sono rispettivamente piazzati al secondo e al ventiduesimo posto della classifica teutonica. La trovata di sicuro non è delle più originali: da Michael Bublé a Christina Aguilera, passando proprio per Gramophonedzie, sono tanti gli artisti che si sono misurati con il mito dell’America del dopoguerra e quel sound retrò, ma il brio di Caro Emerald è davvero è trascinante, il suo album leggero e piacevole, e anche se non diventerà né un tormentone, né tantomeno una hit parade nella nostra classifica, satura di talent, è perfetto per la nostra estate.

The Baseballs, dalla Germania in stile “Elvis”

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Dopo la cover in chiave rock dei Vanilla Sky, arriva adesso quella anni ’50, in puro stile Elvis, dei The Baseballs, che si divertono a reinterpretare con gusto retrò il celebre e fortunatissimo brano Umbrella del 2007. Ma contrariamente a quanto si può pensare, non sono l’ennesima boyband americana, i The Baseballs, nome a parte, sono infatti un gruppo tedesco, che hanno sbancato nel loro paese reinterpretando hit celebri come il brano di Rihanna o Hot’n’cold di Katy Perry. Il loro album di debutto, Strike del 2009, è una rivisitazione di famosi pezzi della recente storia musicale, che spaziano dalle Pussycat Dolls, con Don’t cha, a Jennifer Lopez con Let’s get loud. Brani che brillano sotto una luce nuova, come inediti. Tra i pezzi “mimetizzati” più riusciti la cover di Bleending Love, brano del 2007 di Leona Lewis.

Il video che accompagna il singolo di lancio del disco è interamente girato in bianco e nero, proprio come vecchie riprese di repertorio in bianco e nero di un concerto dal vivo, un po’ sgranate e confuse.

L’idea non è delle più originali, già qualche anno fa un’altra band teutonica, Max Rabbe e la Palast Orchester avevano interpretato nel loro inconfondibile stile alcuni tra i più grandi successi del pop e della dance, ma la selezione dei brani dei The Baseballs ci piace, e ci hanno regalato un album di quaranta minuti di godibile musica, per riascoltare vecchi successi e riscoprire uno stile sempreverde.

 

Tracklist completa dell’album:

 

1.     Umbrella

2.     Love in this club

3.     Hey there Deliah

4.     Bleeding Love

5.     Hot ‘n’ cold

6.     I don’t feel like dancin’

7.     Don’t cha

8.     Let’s get loud

9.     Angels

10.  Crazy in love

11.  This Love

12.  The Look 

Dall’Inghilterra arriva il “Piano B”

Plan B (cover).JPGVista l’inflazione di estrogeni nell’attuale panorama musicale e nel nostro blog, oggi parliamo di Plan B, cantante britannico che sta spopolando anche sulle nostre reti e radio italiane. Classe 1983, Benjamin Paul Ballance Drew, questo il nome completo dell’artista, esordisce nel 2006 con l’acclamato e discusso album di debutto Who Needs Actions When You Got Words, da cui trae il suo primo singolo che entra nella top ten della classifica anglosassone, End credits, titoli di coda.

Non solo musica nella carriera del cantante inglese, che è anche attore. Plan ha infatti recitato in un paio di pellicole, ed ha debuttato anche come regista, dirigendo un proprio film intitolato The Defamation of Strickland Banks, da cui trae origine il titolo del suo secondo album da studio, pubblicato nell’aprile di quest’anno. Il disco debutta nella classifica UK direttamente alla numero uno, da questo secondo lavoro discografico Plan estrae il singolo She said, con il quale è giunto anche nelle nostre rotazioni.

Il singolo è un pezzo soul dal suono vagamente retrò. Il video, che ci ha colpito da subito, vede protagonista il cantante alle prese con una corte, durante un processo. Protagonista femminile della clip l’attrice Kaya Scodelario, star del serial Skins. Buona visione, e buon ascolto!

E l’Italia scoprì la bellissima Katherine Jenkins

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Con la sua bellezza avrebbe potuto concorrere a Miss Universo ed invece è una delle soprano più amate e premiate. Anche l’Italia ha finalmente potuto conoscere Katherine Jenkins, cantante lirica gallese che ha fatto innamorare il bel paese oltre che per il suo aspetto, da fare invidia ad una modella affermata, per la sua straordinaria voce, grazie al programma Mediaset, Io Canto, condotto da Gerry Scotti, dove la cantante ha duettato con il piccolo tenore Mattia Rossi in una bellissima interpretazione di Time to say goodbye (versione inglese del brano Con te partirò di Andrea Bocelli). Ma chi è Katherine Jenkins?

Nata nel Galles (Inghilterra), classe 1980, Katherine è una cantante, sulla scia della collega inglese Sarah Brightman, che unisce sapientemente musica pop e classica, mixando al contempo le arie più note dalle maggiori opere e inni tradizionali.

Tra il 1990 e il 1996 la Jenkins fa parte della Royal School of Church Music Cathedral Singers, prestigiosa scuola di musica ecclesiastica per cantanti da chiesa, dove vince il Premio Santa Cecilia, massimo riconoscimento dell’Accademia per una corista. A diciassette anni Katherine vince una borsa di studio per la Royal Academy Music, dove studia l’italiano, il tedesco, il francese e persino il russo, diplomandosi con lode e ritirando un Diploma per Insegnante. Ma la sua bellezza è tale che non poteva esonerarsi dal partecipare ad un concorso di bellezza, diventando nel 2000 il volto ufficiale del Galles. Ma la vera passione di Katherine resta la musica, e così invia alcuni demo a diverse etichette discografiche. Il resto è storia: sei dei suoi sette Katherine Jenkins Believe (cover).jpgalbum raggiungono la prima posizione nelle classifiche di musica classica tra il 2004 e il 2008, vendendo un totale di quattro milioni di copie. Katherine diventa in breve tempo la prima artista femminile inglese ad avere ben due album alla prima posizione nello stesso anno, ed è anche la prima artista femminile a vincere due Classical Brit Awards consecutivi. Il suo disco Second Nature è il disco dell’anno ai Brit Awards 2005.

Katherine Jenkins omaggia l’Italia realizzando la celebre cover di Dolly Parton, I will always love you, in italiano, intitolato L’Amore sei tu.

Il suo terzo lavoro discografico, Living a Dream, mantiene la prima posizione per quasi un anno nella Classical Charts e raggiunge la quarta posizione nella pop charts inglese. Serenade del 2006 vende invece 50.000 copie nella sola prima settimana. Ma la popolarità di Katherine Jenkins aumenta quando canta nell’Abbazia di Westminster in onore del Papa Giovanni Paolo II nell’ottobre del 2003. Mentre nell’ottobre del 2007 duetta con il nostro Andrea Bocelli sulle note di Time to say goodbye.

Il suo ultimo lavoro discografico, pubblicato alla fine dello scorso anno, si intitola invece Believe.

Ecco la discografia completa dell’artista e tutti i link ufficiali per poterla apprezzare e conoscere meglio.

 

1.     Premiere [2004]

2.     Second Nature [2004]

3.     Living a Dream [2005]

4.     Serenade [2006]

5.     From the Heart [2007]

6.     Rejoice [2007]

7.     Sacred Arias [2008]

8.     Believe [2009]

 

http://www.katherinejenkins.co.uk/

http://www.myspace.com/katherinejenkins

 

 

Justin Bieber: dal web a MTV… Push!

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Justin Bieber - My World.jpgJustin Bieber è l’ultima stella, in ordine cronologico, nata dal web. Classe 1994, Bieber è nato in Canada. Inizia a muovere i primi passi sulla piattaforma YouTube dove carica alcuni video, ed è grazie al suo canale che Scooter Braun lo scopre e gli fa firmare un contratto con la casa discografica Island Record.

Lo scorso novembre Bieber ha pubblicato il suo album d’esordio, My World, già anticipato da singoli che ottengono ottime posizioni nella Billboard Hot 100.

My World uscirà in Italia il prossimo 26 Marzo, ma nel frattempo Justin Bieber è protagonista di MTV Push Italia, ecco qualche video e la cover dell’album per conoscerlo meglio.