Madonna: quando il sesso non vende più

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A quasi cinquantaquattro anni suonati, li compirà il prossimo 16 Agosto, Madonna continua a comportarsi come una teen idol trasgressiva, e forse un po’ insicura. Consapevole di trovarsi in un mondo, quello dello showbiz, e musicale in particolare, dove giovinezza e bellezza sono le armi vincenti, per promuovere il suo ultimo album, MDNA, Miss Ciccone sembra voglia dimostrare di essere perfettamente in grado di rivaleggiare con tutte le Lady Gaga, Rihanna e Katy Perry di turno, nonostante gli anni che avanzano. Lo ha dimostrato confezionando un video, Give me all your luvin’, in cui, vestita da improbabile ragazza pon pon, cantava al fianco di due stelline del momento, Nicki Minaj e M.I.A., a suon di ammiccamenti e stacchetti; l’ha ribadito con il secondo singolo, Girl Gone Wild, nel video del quale, grazie alla regia degli straordinari Mert & Marcus, sembra non aver toccato nemmeno la pubertà, e l’ha confermato nell’imminente video di Turn up the radio, il terzo brano estratto da questa sua non fortunatissima ultima fatica discografica, in cui, con fascia nei capelli e due tette che sfidano la forza di gravità, fa il verso proprio a quelle ragazzette che oggi sono ai vertici delle classifiche di mezzo mondo.

Ma la Material Girl sa bene che, se vuole riconquistare i suoi fan, i videoclip da soli non bastano, e così per la seconda volta, sul palco della tappa parigina del suo MDNA Tour, dopo aver sfoggiato il fondoschiena, la cantante ha mostrato un seno, scostando il suo reggiseno di pizzo come ad Istanbul, e mostrando la schiena nuda con la scritta NO FEAR, niente paura.

Premessa: da sempre Madonna, salutista convinta, fervida seguace della Kabala e dello yoga, ha un corpo da fare invidia a molte delle starlette nate alla fine degli anni ’90 che, alla soglia dei trenta, si ritrovano svaccate e fuori forma. Ma quanto le sue sono ancora oggi provocazioni o semplicemente raschiare il fondo nel tentativo di riconquistare uno scettro, quello musicale, forse inavvertitamente ceduto alle nuove arrivate? Lady Gaga in primis.

Eppure le vendite del 2011 hanno dimostrato che il sesso non vende, non quanto agli inizi degli anni ’90 almeno. Il disco di maggior successo dello scorso anno è stato infatti 21, con i suoi oltre venti milioni di copie nel mondo, della burrosa Adele, che con la sensualità ha poco o niente a che fare, e che si è già riconfermata come l’artista più venduta in Inghilterra e negli States con un anno di primo posto (non consecutivo) nella Billboard Chart.

Tra le artiste emergenti del momento le più interessanti sono proprio quelle che puntano sulla vocalità, come la straordinaria Rebecca Ferguson, che con il suo Heaven è già disco di platino nel Regno Unito, e Emeli Sandé, che, con Our Version of Events, ha già superato il mezzo milione di copie vendute in UK.

Quanto conviene ancora puntare sul sesso, e quanto, superati gli “anta”, farlo è ridicolo? Eppure Madonna un riconoscimento quest’anno l’aveva già avuto: la sua Masterpiece, non a caso “capolavoro” [traduzione del titolo, ndr], una ballad quasi acustica, colonna sonora de suo secondo film da regista WE, aveva vinto il Golden Globes come miglior canzone. Perché non seguire un repertorio più di nicchia ma artisticamente più valido e maturo, anziché giocare ancora a fare la ragazzina con le tette al vento?

Le coca-girl al Festival di Sanremo: è l’Italia dei due pesi e delle due misure

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Reduce da due edizioni del Festival di Sanremo di successo, quella di Paolo Bonolis bis nel 2009 e la straordinaria edizione di quest’anno superbamente condotta da Antonella Clerici, la RAI, incassato il no da parte di Antonella per una seconda conduzione, un po’ in ritardo rispetto alla tradizionale tempistica, pensa al da farsi per la prossima edizione, ormai vicina. Ma se l’anno scorso mamma RAI ha prontamente proibito al cantautore Morgan di gareggiare sul palco dell’Ariston per aver confessato di fare un uso “terapeutico” di cocaina in un’intervista, quest’anno invece sembra disposta a chiudere un occhio, ed è pronta ad accogliere nel progetto di Sanremo 2011, che vedrebbe al timone Gianni Morandi affiancato da Elisabetta Canalis, anche la donna del momento, la bella Belen Rodriguez, anche lei rea confessa di aver sniffato polvere bianca ad un party. Certo, affermazioni fatte in circostanze diverse: un’intervista intima e provocatoria la prima, una testimonianza come persona informata sui fatti la seconda, nell’inchiesta sui locali milanesi Hollywood e The Club, eppure il reato, se di reato vogliamo parlare, è lo stesso: provare uno sballo momentaneo attraverso una sostanza stupefacente. Ma affermare di fare un uso (personale quanto sbagliato) terapeutico di coca e affermare di averne fatto uso con la consapevolezza di essere un personaggio pubblico ed un modello per tante persone non è in fondo la stessa cosa? È un po’ come confessare di aver ammazzato per divertimento, e di affermare di averlo fatto in un’aula di tribunale per il processo di un altro per un altro reato, circostanze diverse, ma ciò non toglie che uccidere sia pur sempre un reato. E se immediata fu la replica di Morgan al clamore suscitato dalle sue rivelazioni, facendo pubblica ammenda e pagando ulteriormente il suo sbaglio con l’esclusione dal talent di RaiDue, X Factor, per Belen invece si sono moltiplicati i contratti pubblicitari, aggiungendo agli spot ammiccanti in costume da bagno per telefonare, quelli nudi da censura per un paio di jeans ed un cine-panettone a fine anno. A proposito, anche Elisabetta Canalis, l’eterna fidanzata di George Clooney e regina dei settimanali di gossip, era stata accusata di sniffare nell’ambito dell’inchiesta dei due locali milanesi.

È l’Italia dei due pesi e delle due misure, pronta a condannare un capo di governo per una presunta (e non provata) avventura con una Escort, ma ad assolvere l’incontro videoregistrato di un governatore di sinistra con un trans, e Sanremo, fedele alla legge dell’audience e del successo, è lo specchio di questa società perbenista e contradditoria.