Manuela Villa ritorna con il singolo “Io sto qui”

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manuela villa io sto qui.jpgA cinque anni da Ascoltami, Manuela Villa ritorna alla musica con Io sto qui, in vendita su iTunes, brano proposto alla passata edizione del Festival di Sanremo, ma ufficialmente presentato al pubblico italiano durante la trasmissione televisiva di Lorella Landi, Le Amiche del Sabato: «La verità è che non scelgono i brani o l’artista in funzione di un pubblico che vuole ascoltare buona musica» ci ha detto la Villa in merito alla sua esclusione dalla rosa dei big della kermesse canora, senza tuttavia chiudere all’eventualità di una partecipazione futura sul palco dell’Ariston: «Non lo so» ha infatti risposto l’artista, che nel tempo ha saputo trarre la sua forza anche dalle piccole grandi sconfitte della vita, dimostrando a tutti il suo animo da guerriera, quando nel 2007 partecipò e vinse la quinta edizione de L’Isola dei Famosi. Oggi Manuela è un personaggio televisivo molto amato dal pubblico, ma resta soprattutto una cantante.

Qual è lo spirito di questo ritorno alla musica da protagonista?

«Non ho mai smesso di fare musica, ho solo aspettato il brano giusto per me. Propinare al pubblico qualcosa nella quale non credi fino in fondo non penso porti a risultati positivi. Quindi meglio aspettare, ma fare belle cose».

Cosa ci racconti adesso con “Io sto qui”?

«Che sarà molto difficile che io mi possa arrendere di fronte alla mediocrità artistica e quindi ci sono e ci sarò fino a quando Dio vorrà».

Durante una trasmissione televisiva hai raccontato che questo brano ti è stato inviato tramite e-mail: com’è andata?

«Emanuele Castrucci, un ragazzo bravissimo, mi ha inviato una mail con questo pezzo, l’ho ascoltato e me ne sono innamorata fino a decidere di produrlo».

Quali sono le difficoltà di un interprete che decide di auto-promuoversi e prodursi?

«La difficoltà maggiore è quella di doversi scontrare con alcune grandi radio, che fanno pappa e ciccia con le multinazionali, tutto il resto non passa, quindi la gente ascolta solo alcune cose e la nostra cultura musicale resta ad un palmo dal nostro naso».

A proposito di cultura musicale: è impossibile pensare a Manuela Villa senza ricordare il grande Claudio Villa: qual è l’insegnamento che Manuela porta di suo padre?

«Il grande rispetto verso il pubblico».

Dove potremo vedere Manuela Villa?

«Sarò in girò per l’Italia con “Io sto qui tour 2012”, e in teatro con una commedia dal titolo Il Gallo con Enrico Guarneri».

Qual è il sogno nel cassetto di Manuela Villa?

«Rompere il muro del preconcetto che da anni mi hanno messo sulle spalle, facendolo portare solo a me».

Quali invece ii progetti per il prossimo futuro?

«Tutto quello che da spazio all’espressione artistica e alle grandi emozioni per poterle condividere con il pubblico e con gli addetti ai lavori e basta, poi musica, teatro, insomma vita».

Nathalie Zeolla: «Nella vita c’è sempre un Rudy Zerbi»

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La sua storia ci ha commossi, la sua voce invece ci ha emozionati, Nathalie Zeolla, studentessa di 23 anni, che con il suo talento sognava di riscattare la sua famiglia, è stata una dei grandi protagonisti della prima edizione di Italia’s got Talent. Di origine filippina, ma italiana d’adozione, Nathalie ha sfidato l’emozione e ha intonato brani non facili come Luce e At last, misurandosi con mostri sacri della musica italiana e non come Elisa e Etta James. Ma se ha saputo conquistare il pubblico e noi di cosmomusic.it, Nathalie non è riuscita a far breccia nel cuore del severo Rudy Zerbi, che sin dall’inizio non ha nascosto le proprie perplessità, esprimendole in modo sin troppo esplicito, mostrandosi a tratti ostile al punto di meritarsi del “cafone” da Maria De Filippi. Ma è sportiva Nathalie, che accetta con il sorriso anche critiche negative e prosegue per la sua strada suonando nella sua città con la sua band. Cosmomusic l’ha agganciata, e la bella cantante si è raccontata con naturalezza al nostro sito.

posa.jpgQuando è nata la tua passione per la musica?

«La passione per la musica l’ho avuta da sempre, sin da quando ero piccolissima. Cantavo ogni singolo minuto, dal momento in cui mi svegliavo fino alla sera prima di dormire, e  mia madre mi ricorda tutt’ora che non stavo mai zitta un secondo. Nonostante cantassi sempre, ho iniziato a coltivare questa passione soltanto dopo che mia sorella, che ringrazio con tutto il cuore per il suo grande sostegno, mi ha fisicamente  spinta a prendere parte alle prove per la parte da solista nel coro del liceo qui a Verbania. Da quel momento ho capito che la musica, ed il canto in particolare, è davvero molto importante per me».

Perché “Italia’s got Talent e non un talent show come Amici o X Factor?

«È nato tutto come un gioco! Ho visto per caso un modulo d’iscrizione on-line, ancora non si sapeva che genere di talent show fosse, ma mi sono iscritta, convinta che l’avrei in qualche modo lasciata alle spalle come una delle tante cose fatte per caso durante la giornata».

Ed invece…

«Ed invece, non avrei mai pensato di fare un provino per partecipare ad un programma, nonostante i miei amici mi abbiano sempre consigliato di tentare, perché ho sempre creduto che fosse impossibile superare provini senza avere un minimo di aggancio nell’ambiente, ma mi sono ricreduta e ne sono felice»

Durante il programma hai presentato pezzi non facili, perché misurarsi con mostri sacri della musica e non scegliere invece pezzi più “ruffiani”?

«Luce l’ho scelta anche come portafortuna: nel 2005 avevo partecipato per la prima volta ad un piccolo concorso canoro a Verbania cantandola e avevo vinto, portandomi a casa un microfono come premio che uso tutt’ora per esibirmi nelle serate con il mio gruppo. At Last invece è stata amore a prima vista, o meglio al primo ascolto. La scelta di questi pezzi  è stata  semplicemente determinata da sensazioni che ho provato al momento: quando mi hanno chiesto di portare un pezzo da cantare in diretta, il mio primo pensiero è stato proporre il brano di Etta James, non ho pensato al fatto che potesse essere un pezzo non semplice da eseguire».

Le tue scelte musicali sono state fortemente contestate da Rudy Zerbi, credi sia stato il suo giudizio ad influenzare sul televoto da casa?

«Sì, penso che in minima parte abbia influenzato il pubblico da casa, anche se confido che la maggior parte abbia votato o meno, indipendentemente da quello che ha detto Zerbi. Sicuramente non ho cantato al massimo delle mie capacità, ne sono consapevole, ma non credo di essere stata “scadente”: de gustibus non disputandum est. Io comunque accetto sempre le critiche, soprattutto quelle costruttive, potrò  piacere a molti ma non a tutti, è fondamentale ricordarselo perché nella vita si avrà sempre a che fare con un Rudy Zerbi».

Oltre che per il talento, hai senza dubbio colpito per la tua storia personale, proverai ancora riscattare la tua famiglia con la tua voce?

«Beh, perché no? Tentar non nuoce! Se ci dovessi riuscire sarebbe un bellissimo traguardo, anche se ci sono altre strade per poter aiutare la propria famiglia, nel mio caso una laurea ed un lavoro, oltre ovviamente a gesti quotidiani di affetto e di amore che non devono mai mancare!»

Talento, ma anche bellezza, avresti potuto puntare sulla tua fisicità ed invece hai preferito la semplicità e voce: una mossa vincente o che non paga?

«Bellezza?! (ride, ndr) Sono alta un metro e mezzo, non mi prederebbero nemmeno come tavolino di un bar (scherza, ndr). A parte gli scherzi, non ho mai pensato di sbarcare il lunario nel mondo dello spettacolo “sfruttando” il mio aspetto fisico, forse perché ho sempre pensato di non avere i requisiti giusti o semplicemente perché ho sempre creduto che le vie per entrare nel mondo della televisione non sono mai larghe e diritte»

Pensi che avresti meritato la finale del programma?

«Per me era già una soddisfazione essere riuscita ad arrivare alle semifinali in diretta su canale nazionale con il primo provino della mia vita…».

Carmen Masola ha vinto la prima edizione del programma, concordi o pensi che qualcun altro, a parte te, avrebbe meritato di vincere?

«Concordo in pieno, stimo molto il suo talento».

phoniq22.jpgDove potremo rivedere Nathalie Zeolla?

«Nei locali di musica live del nord Italia dove mi esibisco con la mia band Phoniq. Ovviamente mi trovate anche su Facebook».

Quali i progetti di vita da portare assolutamente avanti?

«Spero la laurea e un lavoro per poter finalmente aiutare e ricambiare le persone che mi hanno sempre riempita di affetto e amore, e, perché no?, diventare una cantante professionista».

 

Un ringraziamento speciale da parte di Nathalie:

Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuta e che hanno pagato pur di votarmi e farmi andare avanti. Ringrazio in particolare mia sorella Daniela per tutto l’amore che mi ha sempre dato e continua a darmi e per avermi sempre appoggiata in qualsiasi decisione.

Un ringraziamento speciale va anche al mio gruppo Phoniq, compagni pazzi di avventure musicali! Grazie Max, Ernesto, Silvo e Sergio, i miei compagni di università, in particolare le due Martine e Simo, grazie per le basi! Un ringraziamento anche agli amici di Milano (non originari però),in particolare  Pol, Luca e coinquilini per l’ospitalità! Infine  i miei più cari amici Terry e Giobi, davvero grazie.

 

Da Italia’s got Talent, il Duo Casadei-Colli: «Abbiamo vinto la nostra scommessa!»

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Casadei-Colli CD cover.jpgStanno artisticamente insieme dal 2008, ma è soltanto con la prima edizione di Italia’s got Talent che hanno trovato la fama, facendosi conoscere, ed apprezzare, dal grande pubblico italiano per il loro straordinario talento. Citano Debussy e Paganini, a dispetto della giovanissima età, sono già tanti i premi e i riconoscimenti che il duo classico formato da Alberto Casadei, violoncello, e Federico Colli, pianoforte, rispettivamente 23 e 22 anni, ha già raggiunto insieme: dal primo posto al prestigioso Concorso Internazionale di Musica da Camera Gaetano Zinetti nel 2009, alla finale del Premio Vittorio Gui quest’anno, fino alla semifinale del programma di Canale 5. La loro eliminazione da parte dei giudici Gerry Scotti e Rudy Zerbi, che hanno invece preferito la cover band Regina, è stata un po’ come un voltafaccia a quella musica colta che tentano con entusiasmo di proporre ad un pubblico di giovanissimi, ma sono stati la vera rivelazione di questa prima edizione dello show. Cosmomusic li ha incontrati e all’unisono rispondono alle nostre domande.

La prima domanda è d’obbligo: perché partecipare a Italia’s got Talent?

Attraverso la potenza mediatica della televisione, abbiamo sentito il desiderio di avvicinare il pubblico, soprattutto quello giovane, al mondo della musica classica; è viva in noi la convinzione che essa può creare attrazione anche nei confronti di coloro che non la praticano abitualmente o non la conoscono a fondo. Se proposta nella giusta maniera, può essere compresa da ogni persona in tutta la sua semplicità e grandezza. La televisione, in questo senso, è stata per noi la chiave giusta e speriamo nel giusto momento, per realizzare la nostra idea.

Non avete tuttavia superato la semifinale…

Il nostro animo è sempre stato sereno, nella consapevolezza di essere riusciti a gettare in moltissimi ascoltatori il seme della curiosità. Portare le emozioni della musica classica nelle case di milioni di italiani era e rimane la nostra scommessa! Una scommessa che abbiamo decisamente vinto, viste le decine e decine di messaggi ricevuti in tal senso anche da tantissime persone che non sono abituate ad ascoltare i Compositori classici. Gli importanti impegni che ci attendono non ci permettono alcuna titubanza: nuovi ed ambiziosi obiettivi ci stimolano a perseguire altri entusiasmanti risultati.

Di recente, lo show “Amici” di Maria De Filippi ha aperto le porte alla lirica: pensate possa accadere lo stesso anche per la musica classica?

Claude Debussy amava dire: “La vera musica non è mai difficile da capire”. La musica classica, come qualsiasi altra forma d’Arte, avverte la necessità di stare al passo coi tempi e, in questo senso, noi musicisti abbiamo il dovere di leggere meglio di altri il tempo in cui viviamo. Essa ha ora il vitale bisogno di uscire dalle teche dei Musei e dalle oligarchie. Non dimentichiamo che dalla musica classica e dalle sue continue innovazioni traggono origine tutte le attuali e moderne forme musicali, dalla musica pop al rock e, se proposta in modi nuovi e accattivanti, ha molto da trasmettere. Lo show “Amici” è, in questo senso, un bell’esempio di come il pubblico, soprattutto giovane, risponde positivamente se avvicinato nel giusto modo.

Dopo il casting a Italia’s got Talent il pubblico italiano ha potuto apprezzarvi anche su IRIS, durante un concerto dedicato a Chopin, un’atmosfera decisamente più rilassata…

L’atmosfera era quella che normalmente regna nelle Sale da concerto: grande silenzio, luci soffuse, palchi spesso desolati, deserti se non fosse per l’immenso pianoforte. Tutto ciò crea la giusta dimensione per contemplare la Musica assoluta. Tuttavia, l’attuale modo di porsi della musica classica spesso scoraggia il grande pubblico, che per lo più la rifugge in ragione di un contesto culturale che deve trovare un nuovo modo di esistere e di interessare. Quest’anno ricorre il bicentenario della nascita di Chopin ed il concerto proposto a Milano, e ripreso da Mediaset, si inserisce in un progetto di grande attualità promosso dall’Accademia musicale di Imola. Ed è stato pensato per creare una stimolante convergenza di forze e di idee tra l’Istituzione musicale e la televisione, al fine di proporre un prodotto di buona qualità artistica e culturale.

01OfficialPHOTODUO.jpgCome nasce il duo Casadei-Colli?

Ci siamo conosciuti al Teatro Politeama di Palermo nella Primavera del 2008, nell’ambito della Rassegna “Nuove Carriere”. È nato sin da subito un reciproco interesse musicale che, da allora, ha assunto la caratteristica di una vera e propria collaborazione professionale, diventata nel tempo sempre più intensa. Abbiamo già avuto alcune belle soddisfazioni, sia durante importanti concerti, come quello tenuto a Spoleto per il “Festival dei due Mondi”, che durante lo svolgimento di concorsi, come la vittoria al “Concorso internazionale di Musica da Camera Gaetano Zinetti” di Mantova e Verona. Abbiamo anche inciso un CD con musiche di Beethoven,  Brahms e Debussy, che è stato recentemente distribuito in allegato alla Rivista “Suonare news”: decisamente una gran bella esperienza!

A quanti anni avete iniziato a suonare?

Eravamo entrambi piccoli, 4 o 5 anni, e ciò che allora ci appariva come un gioco è diventato adesso il nostro lavoro quotidiano. Per mantenere una forma strumentale sempre ad alti livelli, dobbiamo studiare quasi tutta la giornata e tutti i giorni. Paganini diceva: “Se non studi per un giorno, solo tu te ne puoi accorgere; se non studi per due giorni, tutti i musicisti se ne accorgeranno; se non studi per tre giorni, allora tutto il mondo se ne accorgerà”.

Quando suonate, siete letteralmente estasiati, come in un’altra dimensione spazio-temporale: che significato ha per voi la musica?

Le rispondiamo con un’altra domanda: che significato ha per lei respirare?

Chi sceglie i brani da eseguire?

Ognuno di noi si trova talvolta a proporre all’altro un brano ritenuto interessante; la valutazione è fatta comunque insieme, e naturalmente insieme si sceglie, anche e soprattutto sentendo il parere dei nostri Maestri. Molte volte la scelta è vincolata dalle esigenze della Manifestazioni o del Concorso a cui partecipiamo e così è avvenuto anche per i brani scelti per Italia’s got Talent: brevi, secondo le esigenze della trasmissione, ma di forte impatto emotivo.

Come la maggior parte delle discipline rigorose la musica classica richiede sacrificio…

Sacrificio e abnegazione, tenacia, pazienza, umiltà. Molte delle nostre giornate sono interamente dedicate allo studio e la vita quotidiana è necessariamente condizionata nelle scelte, perché spesso, prima di un importante concerto o di un grande concorso, dobbiamo mantenere un comportamento doverosamente disciplinato e rigoroso. Nonostante ciò, il nostro tempo libero non è tanto diverso da quello dei nostri coetanei.

Chi scrive, canta o fa musica commerciale sogna generalmente di diventare ricco e famoso: cosa sogna chi esegue musica classica?

Coloro che propongono musica commerciale vivono ancorati al mondo terreno, perdendosi spesso nei propri vizi. La musica classica è la musica dell’anima, in essa vive la purezza del mondo celeste, la stessa purezza e limpidezza dalla quale prende corpo un universo trascendente, metafisico, assoluto. A differenza della musica commerciale, essa deve essere veramente interpretata: il Musicista è l’interprete che vitalizza e rende possibile la comprensione di ciò che il compositore ha scritto. Il nostro sogno è credere oggi nelle potenzialità della musica pura per non essere dimenticati domani.

 

Siti ufficiali:

www.duocasadeicolli.eu (sito ufficiale del duo, da cui è tratta la cover dell’album)

www.albertocasadei.it

www.federicocolli.eu

 

Jacopo Sarno, protagonista di High School Musical, si confessa: «Adesso canto, ma reciterò in un cine-panettone con Boldi»

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Jacopo Sarno (High School Musical).JPGConsacrato dal musical teatrale tratto dalla saga televisiva-cinematografica “High School”, Jacopo Sarno è oggi uno dei teen idol più amati, protagonista di sit-com come Quelli dell’Intervallo e Fiore e Tinelli, in cui ha preso parte come guest d’eccezione, Jacopo ha preso parte anche ad alcune produzioni americane come Zack e Cody sul Ponte di Comando, con i gemelli Dylan e Cole Sprouse, ma ha anche felicemente alternato alla carriera di attore quella di cantante. Sarno è infatti uscito nei negozi con un EP omonimo, suo secondo disco dopo 1989 pubblicato lo scorso anno, in cui propone cinque brani molto orecchiabili, sfidando un mercato discografico, quello italiano, in cui a dominare le classifiche sono soprattutto i concorrenti dei talent show. Ma Jacopo non dimentica il primo amore, la recitazione e, in un’intervista esclusiva ci svela che farà parte del cast di un cine-panettone con Massimo Boldi.

Debutti giovanissimo in una sit-com: come nasce questa passione per le luci della ribalta per un bambino di poco più di sei anni?

«Per me recitare era un gioco, e in un certo senso lo è ancora, perché ogni approccio ad un nuovo personaggio è un lavoro di immedesimazione e riscoperta delle emozioni di quando ero piccolo, in modo che il testo non sia mai a servizio di chi lo interpreta, ma avvenga il contrario…».

Hai fatto anche un cameo nella serie Disney americana “Zack e Cody”, quali sono le principali differenze tra le produzioni italiane e straniere?

«Per prima cosa la lingua, recitare in inglese è una bella sfida, è stato divertentissimo… e poi i tempi a disposizione per preparare e girare una puntata: negli Stati Uniti per ogni episodio di una sit-com ci sono cinque giorni di prove e allestimento, e le riprese sono tutte “buone alla prima” dal momento che nell’ultimo giorno della settimana c’è il pubblico sul set. In questo senso le sit-com americane sono molto più simili al teatro rispetto a quelle italiane, gli attori e i registi sono bravi come lo sono molti dei nostri, non abbiamo nulla da invidiare agli USA»

Dopo tanta gavetta, a dispetto della giovanissima età, la popolarità ha però inizio con le sit-com in onda su Disney Channel, veri cult tra i giovanissimi: ma Jacopo guardava i cartoni animati da bambino?

«Certo! E li guardo tuttora! Il mio preferito è “La Spada nella Roccia”».

La consacrazione arriva con il primo ruolo da protagonista nella trasposizione teatrale di High School Musical, dove sei diventato la risposta italiana a ZacEfron…

«Devo tantissimo alla Compagnia della Rancia, e a Saverio Marconi che ha creduto in me e mi ha affidato il ruolo di Troy Bolton… è stata dura studiare la parte (soprattutto per quanto riguarda la danza) per essere all’altezza dei performers che sono poi diventati i miei compagni di viaggio. Ho imparato tanto da loro e dalla Compagnia».

Nel frattempo ti sei dedicato anche ad una carriera parallela, la musica, partecipando anche a Castrocaro. Ma Jacopo Sarno si sente più attore o cantante?

«Non lo so, mi è sempre piaciuto scrivere canzoni, e continuo a farlo, mi piacerebbe vedere pubblicato un album di canzoni scritte da me. Recitare mi viene meglio, forse perché non sono propriamente Freddie Mercury [ride, ndr]».

Il tour di MTV cui avresti dovuto prendere parte è saltato: annullato o semplicemente posticipato?

«Mi hanno detto che alla fine è stato annullato del tutto… non so i motivi, ma peccato, avevo una voglia pazzesca di suonare dal vivo con la mia band…».

Quali saranno gli altri eventi dove poter vedere Jacopo Sarno cantare dal vivo?

«Per ora non ci sono concerti in programma, ma ci spero, continuo a mettercela tutta e non vedo l’ora di suonare».

Oltre che attore sei anche un doppiatore, ma ci sarà un debutto cinematografico o nella fiction televisiva?

«Ho appena finito di girare “A Natale mi sposo”, con Massimo Boldi e spero di essere stato all’altezza della situazione. Comunque è stata un’esperienza pazzesca, ho dato il massimo e ho imparato molto… e non vedo l’ora di vedere il film quando sarà pronto».

Jacopo Sarno - Jacopo Sarno.jpgSei uscito in tutti i negozi con il tuo secondo lavoro discografico, l’EP omonimo Jacopo Sarno: cosa troveranno i tuoi fan in questo nuovo lavoro?

«È un EP composto di cinque brani, quattro dei quali sono una selezione di canzoni dal mio primo album 1/9/89 e un inedito, intitolato “Tommy e la sedia vuota”: ho scritto  questo brano a quattro mani con Niccolò Agliardi, cantautore e autore (appena premiato Ascap Award negli Stati Uniti per “Invece No” di Laura Pausini), che era già autore di Vent’anni, presente nel mio ptimo disco, e mio grande amico».

Ci sarà un album di soli inediti?

«Ci sto lavorando, ma  per ora non so se finirà nei negozi o a casa di mia nonna… in entrambi i casi, se riesco a realizzarlo e viene come spero, sarò molto felice e soddisfatto e andrò a festeggiare con gli amici, e con la nonna!».

 

La foto in alto è tratta dal myspace ufficiale dell’artista: www.myspace.com/jacoposarno

 

Musica, Teatro, Cinema: Fiordaliso si confessa: «Ho tanta energia: canto Wojtyla e sogno un duetto con Mina, ma andrei all’Isola dei Famosi»

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Non riposa di certo sugli allori Fiordaliso, che da quasi trent’anni regala emozioni agli italiani. Più di una volta nella sua carriera ha saputo mettersi in gioco e, a dispetto di tante colleghe che si ostinano a proporre canzoni di repertorio, Marina Fiordaliso, questo il nome completo dell’artista, continua invece a sorprendere i suoi fan sperimentando con la sua musica, rinnovandosi, pur restando sempre fedele a sé stessa. Da sempre canta con coraggio le sue emozioni ed il suo vissuto, ma non chiedetele se ha mai avuto paura di esporre troppo i suoi sentimenti, perché categorica vi risponderà «Mai!». Fiordaliso infatti nelle sue canzoni ci mette l’anima, e le sue interpretazioni vengono dal cuore. Sentimenti forti, talvolta malinconici, ma anche una verve brillante e carica di autoironia, che le ha permesso di portare felicemente a teatro successi come Menopause The Musical (ovunque sold-out) e di recente Anima Rock. Chiusa la parentesi teatrale, che potrebbe riaprirsi presto, Fiordaliso ritorna al primo amore, la musica:  la sua ultima produzione discografica si intitola Canto del Sole, brano che anticiperà il suo prossimo disco di inediti, in cui si odono echi di una spiritualità profonda, nato da una preghiera del grande Papa Karol Wojtyla.

Da qualche settimana è calato il sipario sul musical “Anima Rock”, in cui lei interpretava il fantasma della cantante Gianna Corvino, un personaggio decisamente stravagante. Ma quanto di Marina Fiordaliso c’era in Gianna?

«Il personaggio è stato scritto su di me, perciò Gianna rappresenta l’ “Anima Rock” che c’è in me e che in questo spettacolo ho tirato fuori alla grande!»

Agli inizi dello scorso anno, ha registrato sold-out in tutta Italia con lo spettacolo “Menopause”, dove invece interpretava l’attrice di una soap che, pur avendo superato l’età, si ostina ad interpretare una ragazzina ingenua pur non essendo credibile, un ruolo che poteva spaventare ed invece…

«Sì, abbiamo portato in scena per quattro anni con grande successo “Menopause the Musical” che vorremmo riprendere il prossimo anno, sicuramente la voglia di non invecchiare c’era tutta, ma tutti i personaggi erano caratterizzati dall’autoironia, che aveva un ruolo fondamentale, ed io giocavo a fare la vamp».

Fiordaliso 2.jpgA proposito di musica e forma fisica, lei ha prestato il suo volto e la sua voce, con il singolo “M’amo non m’amo” al progetto “Rimanere Giovani”, un DVD con preziosi consigli di esperti sul benessere e la cura del corpo a donne che hanno superato gli “anta”, ma diciamo la verità ai lettori, e soprattutto lettrici, nel nostro blog: Fiordaliso ha fatto un patto col diavolo…

Chi ha visto il DVD lo sa … nessun patto se non con me stessa: vado a correre 5 giorni a settimana almeno un’ora e in palestra almeno 4 giorni a settimana, curo l’alimentazione sono perennemente a dieta, bevo molta acqua, prendo vitamine …insomma e’ un po un secondo lavoro…ci vuole molta costanza.

Musica, teatro, televisione: lei è senza dubbio una delle poche Artiste complete. Ma ha mai pensato di debuttare anche nel mondo del cinema o della fiction come ha già fatto qualche sua collega?

«Grazie, non mi dispiacerebbe affatto. A breve sarò sul set di un film per un “cameo” come si suol dire, farò una piccola partecipazione, in un film di un regista giovane ma molto interessante e se arrivasse una bella proposta, sicuramente accetterei».

Nella sua carriera non manca la partecipazione al reality Music Farm, quanto un reality può realmente aiutare o comunque giovare la carriera di un artista?

 «A dire il vero ne ho fatti due (sorride, ndr): Music farm è stato un vero reality, facevamo la nostra professione e sicuramente mi ha aiutato a tornare in televisione, dopo infatti sono stata due anni a Piazza Grande (RaiDue, ndr). Fare il reality è sicuramente un modo per avere visibilità, oltre ovviamente che per l’aspetto economico inutile negarlo. Il secondo, La Talpa, è stata davvero una sfida innanzitutto con me stessa. Io farei ad occhi chiusi l’Isola dei famosi, non mi spaventano né la fame né le prove, alla Talpa sono uscita troppo presto, prima di fare prove molto toste come il Bungee Jumping».

Gli ultimi due Festival di Sanremo sono stati vinti da due ex concorrenti del talent Amici: da qualche anno a questa parte sembra che la musica passi solo attraverso la televisione…

«Io penso che il Festival si sia adeguato alla TV e ai nostri tempi: sicuramente ci sono giovani talentuosi, ma il rischio è che arrivino al grande successo senza essere davvero preparati; avere una bella voce o un timbro originale non basta, senza una gavetta vera, l’esperienza, è difficile poi restare a galla».

Ritornerebbe a Sanremo?

«Purtroppo per fare Sanremo non basta più avere una bella canzone, ma sicuramente Sanremo è Sanremo, se capita…»

Tanto lavoro, ma anche impegno per il sociale: lo scorso anno era tra le protagoniste di “Amiche per l’Abruzzo”, concerto per raccogliere fondi per le zone abruzzesi colpite dal terremoto dello scorso aprile…

«Lo scorso anno sono andata anche a New York per raccogliere fondi per l’Abruzzo con tre concerti grazie ad una onlus italo-americana, abbiamo raccolto quasi centomila euro per il comune di Villa Sant’Angelo e poi la bellissima esperienza di Amiche per l’Abruzzo di cui il 21 giugno uscirà il DVD che Laura Pausini sta preparando con il suo staff proprio in questi giorni».

Eppure il panorama musicale italiano, a dispetto di quello anglosassone, è poco avvezzo alle collaborazioni. Ha mai rifiutato o le hanno mai rifiutato una collaborazione?

«No, ho fatto moltissime collaborazioni soprattutto negli anni ’90, quelli sono stati anni di grandi duetti per la musica italiana e internazionale».

C’è un artista con cui vorrebbe duettare?

«Due: Mina e Tina Turner»

Il suo ultimo lavoro discografico si intitola “Canto del sole inesauribile”, titolo decisamente spirituale. Come nasce e di cosa parla il testo della canzone?

«Ero in studio con Fio Zanotti per un altro pezzo per il mio album, e lui mi fece ascoltare il provino della versione pop (la versione Lirica è stata cantata da Andrea Bocelli e Placido Domingo); il testo è tratto da una poesia di Papa Wojityla, e racconta dell’incontro tra il sole e l’anima che si fondono in una cosa sola, è bellissimo, mi sono emozionata e ho subito accettato la sua proposta, è stata una scelta per niente commerciale, davvero una scelta fatta col cuore, come si evince dalla copertina del CD».

Il singolo anticipa il suo prossimo lavoro di inediti, cosa può svelare in merito ai fan e lettori che fremono per il suo nuovo album?

«Sì, sono tanti anni che i miei fans aspettano e mi chiedono un disco di inediti, io ci sto lavorando ma senza fretta: ascolto decine di provini, e solo quando una canzone mi emoziona molto  la incido; abbiamo già quattro o cinque pezzi pronti,  ma ormai slitta tutto al prossimo autunno perché tra un mese parto in tournée».

In chiusura: progetti futuri ed appuntamenti da segnare in agenda per vedere Fiordaliso…

«Sicuramente tanti concerti da fine aprile a metà settembre,  si spera presto il disco e ancora teatro e TV, ho tanta energia come sai».

 

Sotto il player ufficiale per ascoltare ed acquistare l’ultimo singolo di Fiordaliso

Le foto di Fiordaliso sono tratte dal sito web ufficiale dell’artista

www.fiordalisoweb.it 

 

Veronica Rubino: l’ex Lollipop è adesso una discografica di successo e svela che…

Veronica Rubino.jpgDopo il grande successo ottenuto con le Lollipop, Veronica Rubino ha fondato una propria etichetta musicale, la Deependence, ed ha dimostrato di non essere soltanto bella e brava, ma anche intelligente, creando un proprio spazio nel difficile mercato discografico contemporaneo. Adesso è lei a promuovere musica ed artisti con la sua casa discografica, invertendo quel ruolo che la vedeva nei panni della cantante emergente, e adesso discografica affermata. Anche Veronica Rubino ci ha parlato del suo dopo-Lollipop.

Sei passata dalle Lollipop ad una tua etichetta discografica: come è cambiato il modo di fare e percepire musica?

L’impegno e la passione sono sempre gli stessi, anzi forse sono cresciuti nel tempo, è il genere di appartenenza diverso: prima ero pop, adesso invece produco Djs che fanno pezzi di musica house e deep.

Un discografico è anche un talent scout: dove trovi i Djs da reclutare?

I nostri artisti provengono un po’ da tutta europa, sono italiani, tedeschi, spagnoli, sono loro a contattarci mandando promo, oppure siamo noi a cercare tra i vari contest: viaggiando e amando sempre le nuove tendenze viene tutto da sé.

È di questi giorni la notizia che EMI, una delle major discografiche mondiali, è sull’orlo del collasso: le cause sarebbero da ritrovarsi nella pirateria on-line e l’acquisto (legale) delle sole canzoni singole da internet a discapito degli album…

Un po’ tutto il mercato discografico è in crisi, ma io sono convinta che chi ami davvero la musica compri sempre l’originale, ed io ne sono un esempio.

In che modo una piccola casa discografica produce e promuove i suoi artisti?

Al di là della crisi, le grandi case devono aspettare gli investimenti dei grandi azionisti, noi etichette indipendenti ci sponsorizziamo da sole, concentrando le energie soprattutto sui prodotti migliori, credendoci e con propri investimenti, senza aspettare terzi che producano il pezzo o l’album.

Quale la difficoltà maggiore di essere una etichetta indipendente?

Fortunatamente non ho riscontrato alcuna difficoltà, i miei artisti piacciono molto, e realizziamo sempre cose molto originali ed apprezzate dal pubblico.

Ti abbiamo rivista insieme alle “Lollipop” su Italia1, Marcella dalle pagine del nostro blog, ha parlato di una possibile reunion: progetto possibile o fantasia irrealizzabile?

Io e Marcella stiamo lavorando molto a questo progetto, e speriamo di farcela, ma non anticipo nulla… di più si saprà in seguito.

Marcella ha detto che il gruppo si è sciolto risentendo della crisi del mercato discografico: pensi siano state davvero le vendite a decretare la fine delle Lollipop?

Forse è stata anche la crisi ad influire sulle sorti del gruppo, anche se il problema era un po’ di fondo nel senso che la promozione per quell’album [Together ndr] non fu fatta quasi per nulla e quindi finì tutto un po’ così, eravamo giovani e ognuna di noi voleva prendere una strada diversa, ma le sorprese non finiscono qui!

Quali i progetti per il futuro?

Stiamo continuando con il tour della DEEPENDENCE, i nostri artisti saranno a Napoli per la grande festa in maschera che abbiamo organizzato per carnevale. Ora i miei impegni sono legati all’etichetta organizzando eventi di vario genere e scovando nuovi artisti, oltre le mie esibizioni dal vivo visto che il canto non l’ho mai abbandonato!

Marcella Ovani: «È il momento di condividere ancora qualcosa con le Lollipop»

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L’abbiamo (ri)rivista qualche settimana fa nel noto programma di Italia1, Matricole&Meteore, Marcella Ovani, frizzante e piena di energia come agli esordi, è infatti ritornata in video insieme alle sue compagne di avventura, Marta Falcone, Roberta Ruiu e Veronica Rubino, nel fortunato show televisivo Mediaset, insieme costituivano le Lollipop, prima girl-band italiana, sulla falsariga dei gruppi anglosassoni, nata da un talent show. Insieme al gruppo ha scalato le clssifiche, vendendo 120.000 copie del solo singolo di debutto, Down Down Down, ha partecipato al Festival di Sanremo, con Batte forte (primo brano italiano delle Lollipop) e ha inciso la colonna sonora de Il libro della Giungla 2, Credi a me,classico della Walt Disney. Sciolto il gruppo nel 2004, Marcella intraprende una brillante carriera televisiva, conducendo un programma suo su Sky chiamato Free Pass, di cui ha inciso anche la simpatica sigla, Sorridimi. Marcella Ovani ritorna più matura e sicura di sé, e Cosmomusic l’ha intervistata per voi.

Il progetto “Lollipop” si scioglie, dopo tre anni di successi, nel 2004. Cosa secondo te non ha funzionato?

Bella domanda! Onestamente non so di preciso cosa non abbia funzionato,  anche perchè il successo che abbiamo avuto è stato davvero grande: credo che il fattore scatenante sia avvenuto nel 2004 , anno in cui i dischi venivano scaricati da internet e il mondo discografico si è ritrovato un po’ in crisi.

Dopo l’esperienza del gruppo, hai avuto una parentesi televisiva come conduttrice di un programma musicale su Sky…

Sììì, un’esperienza fantastica che rifarei volentieri, è stata per me una soddisfazione personale, non credevo di esserne all’altezza ed invece ha rappresentato per me una grande scuola e colgo dunque l’occasione per ringraziare tutto il team di “Free Pass” e di “IT.TV” per questa grande opportunità.

Hai mai pensato, dopo questa esperienza, di reinventarti come Vj di una rete musicale?

No, non ci ho mai pensato, ma se ne avessi la possibilità mi piacerebbe provarci, mi piace mettermi in gioco e sfidare le mie capacità.

Del programma che conducevi hai inciso anche la sigla, “Sorridimi”, in molti però si aspettavano forse un lavoro solista che invece non è arrivato…

Sì, Sorridimi è davvero una canzone carina ed allegra. Un lavoro solista non c’è mai stato, non perché non ami cantare, anzi, ma sono molto ambiziosa, miro in alto, e il giorno in cui deciderò di cantare da solista, lo farò perché avrò una casa discografica che crede realmente in me: non amo vendermi in digitale, non è presunzione la mia, ma perché tengo troppo alle mie passioni e vorrei che, semmai decidessi di farlo, venissero fuori alla grande.

Recentemente ti abbiamo rivista insieme alle “Lollipop”: l’alchimia e l’entusiasmo sembravano gli stessi degli esordi, nuovi progetti comuni all’orizzonte?

Sì, ci ho pensato e ci sto pensando, credo che sia arrivato il momento di condividere ancora qualcosa insieme, per noi stesse, ma soprattutto per i nostri fan, tutte quelle persone che continuano a seguirci e credono ancora nel gruppo.

L’album “Together” dava tuttavia già qualche avvisaglia di un protagonismo individuale da parte dei membri del gruppo…

Sì, ma noi abbiamo scelto delle canzoni solistiche per poter dare un tocco originale all’album.

Hai mai pensato di riproporti al pubblico magari attraverso la partecipazione di un reality show come ad esempio “L’Isola dei  Famosi”?

A dire la verità non ci ho mai pensato, ma non nego che se ne avessi l’occasione forse lo farei!

Oltre a voce e talento, anche un fisico straordinario: hai mai pensato invece ad una carriera come modella o attrice?

Modella nooo… non credo di avere l’altezza adatta e non mi ci vedo in quel ruolo. Attrice, perché no?, d’altronde ho studiato per tre anni dizione e recitazione, e mi piacerebbe provarla come esperienza.

Un sogno che Marcella Ovani vorrebbe diventasse realtà…

Vorrei intraprendere una carriera professionale come solista, come dicevo prima, o magari mi piacerebbe anche condurre un programma.

Quali invece i tuoi progetti per il futuro?

Beh, sono davvero tanti al momento i progetti che ho, alcuni personali, altri invece “Lollipoppiani”! Adesso che il gruppo si è ritrovato, mi piacerebbe poter condividere certe emozioni a stretto contatto con i nostri fan e forse dedicar loro un tour. Chissà…

Intervista esclusiva a Marta Falcone: l’ex “Lollipop” si racconta a Cosmomusic

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L’ex Lollipop Marta Falcone è ritornata con un nuovo calendario ed un nuovo lavoro discografico, Never Alone. Una canzone, questa, che segna il ritorno dell’artista al testo inglese, dopo la felice parentesi con Vera e Severa, una ritmata salsa in italiano, con la quale Marta ha dimostrato le sue potenzialità di autrice ed interprete dei suoi pezzi, prendendo forse le distanze dal pop scanzonato che l’aveva resa celebre nei primi anni del 2000 insieme al primo gruppo italiano nato da uno show televisivo. Marta oggi è cresciuta, e con lei la sua musica, con la quale dimostra di non essere soltanto la bella di una band girl, ma di avere talento e spessore artistico, doti che spesso non appartengono nemmeno ai più blasonati cantanti di maggior fama.

Grazie alle potenzialità del web, la Falcone ha pubblicato il suo nuovo lavoro sulle principali piattaforme digitali, consentendo ai suoi fan di godere di un pezzo orecchiabile e piacevole, ma allo stesso tempo di un testo da non sottovalutare, che lancia un forte messaggio sulla guerra e sull’amore. Il brano però è altresì disponibile su di un cd fisico, che prende la forma di un vero e proprio EP con chicche e rarità, di cui ci parla la stessa autrice: Marta infatti racconta il suo nuovo lavoro dalle pagine di Cosmomusic, regalando in anteprima, solo per i fan del nostro blog, degli inediti scatti realizzati dal fotografo Gianni Nuzzi, parlando anche del suo rapporto con l’obiettivo:

Anche quest’anno hai realizzato un bellissimo calendario…

«Premetto che amo farmi fotografare, ma la scelta del calendario è stata mia, per divertirmi e autopromuovermi. Sia il progetto dello scorso anno, che questo sono stati auto prodotti, quindi ho pensato al modo più facile e divertente per farmi pubblicità. Ho contattato il mio amico e fotografo Emiliano Bertaggia, che con la sua professionalità e tenacia, mi ha aiutata nella promozione del progetto».

In tanti associano ancora il nome di Marta Falcone al progetto Lollipop, gruppo nato da un programma televisivo: quali secondo te le differenze tra gli attuali talent show rispetto a “Popstar”?

«“Popstar” è stato il primo talent show nato in Italia, il primo reality musica e forse l’originalità viene apprezzata e, perché no?, anche ricordata nel tempo: a livello umano è stato un programma molto ricco, era una sorta di “Grande Fratello della Musica”, ci siamo divertite tantissimo ed abbiamo fatto divertire tante persone; ma se vogliamo soffermarci soltanto sulla musica, non è certo da paragonare ad X Factor o Amici, lì sì che i ragazzi studiano e si danno da fare, soprattutto per quanto concerne il programma della De Filippi».

L’accademia della musica…

«Quella sì che è una scuola completa e non mi vergogno a dire che il nostro è stato un programma improntato più che altro sullo show televisivo, prendendo cinque ragazze amanti della musica ma con poca esperienza per cercare di formare un gruppo con il sapore delle “Spice Girls all’italiana”.

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Hai mai pensato di riproporti attraverso uno di questi talent?

«Non solo… mi sono informata per entrambi format, ma nulla di fatto: ad X Factor mi è stato detto che avendo già fatto parte delle Lollipop non mi avrebbero presa, mentre per Amici invece ero fuori età, e mi dispiace molto perché credo che siano due talent artisticamente molto forti».

Quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi di essere stata una “Lollipop”?

«Non credo che il nome “Lollipop” mi abbia creato degli svantaggi, anzi… se non avessi fatto quello che ho fatto probabilmente non sarei qui: l’esperienza Popstar mi ha dato molte opportunità, sia per il fatto di aver conosciuto persone, artisti e musicisti di alto livello con i quali ancora oggi sono in contatto e ho collaborato negli anni, sia perché mi ha aperto un mondo nuovo, un mondo meraviglioso che è quello della musica che, pur essendo molto difficile, sa regalarmi momenti unici che a volte non hanno prezzo».

Tra poche settimane ricomincerà Sanremo, esperienza che tu hai vissuto in gruppo, ma Marta Falcone parteciperebbe al Festival?

Marta parteciperebbe al Festival di corsa! Ma avendo già partecipato come Lollipop, nella categoria dei “Big”, non posso rientrare nelle nuove proposte e per entrare nuovamente nell’ “alta” categoria, dovrei vendere tante e tante copie con i miei singoli… ecco forse abbiamo trovato uno svantaggio di essere stata una Lollipop!».

Sei ritornata dopo qualche anno di silenzio con “Vera e severa”, una salsa, genere diverso dal pop delle Lollipop, cosa ha influenzato la tua musica?

«Ho sempre amato ballare e da sempre sono affascinata dal mondo sudamericano: ho iniziato ad appassionarmi di Salsa, Cha Cha Cha e della musica caraibica in genere, sei anni fa e da allora non ho mai smesso. Nei miei anni di silenzio mi sono detta spesso “se un giorno dovessi tornare a fare musica voglio che sia come dico io, indipendentemente se possa piacere o meno” e così è stato».

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Ritorni adesso sulla scena musicale con “Never Alone”. Come è nata?

«Never Alone rappresenta una tappa importante, non era in programma, ma nella vita non si può mai prevedere nulla: ho vissuto l’esperienza di questa canzone solo in parte, il resto è frutto dell’immaginazione e forse desiderio di una donna adulta innamorata».

Di cosa parla il testo?

«Parla della difficoltà di accettare la separazione obbligata da una persona cara: lui deve partire per la guerra, lei soffre invece tra le mura di casa e in una notte fredda immagina tutto quello che accade sul fronte: in una città fantasma, tra la polvere, il rumore degli spari e delle bombe, le urla e le lacrime dei bambini, e si domanda il perché di questa scelta e se realmente ne valga la pena: entrambi non saranno mai soli, lei lo incita a tornare e iniziare una nuova vita, perché a casa, ad aspettarlo, non c’è solo una donna innamorata, ma il loro bambino che sta per nascere».

Ed è già possibile acquistarla su diverse piattaforme…

«Sì, è un singolo, acquistabile sui principali portali digitali (da iTunes a Napster ndr), ma ho fatto anche un CD fisico in cui ho inserito oltre alla versione strumentale del brano, anche due versioni di “Vera e severa” quella in italiano-salsa e quella in franvese bossa nova».

Ci sarà anche un album di inediti?

«Sì, ce la metterò tutta per realizzare un album entro la fine dell’anno».

Quali gli appuntamenti da non perdere?

«Sto preparando un live, un’apparizione televisiva non da sola e tra qualche mese ci sarà il prossimo singolo che è già in cantiere!».

 

Le foto sono state realizzate da Gianni Nuzzi

www.myspace.com/falconemarta

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