Nathalie Zeolla: «Nella vita c’è sempre un Rudy Zerbi»

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La sua storia ci ha commossi, la sua voce invece ci ha emozionati, Nathalie Zeolla, studentessa di 23 anni, che con il suo talento sognava di riscattare la sua famiglia, è stata una dei grandi protagonisti della prima edizione di Italia’s got Talent. Di origine filippina, ma italiana d’adozione, Nathalie ha sfidato l’emozione e ha intonato brani non facili come Luce e At last, misurandosi con mostri sacri della musica italiana e non come Elisa e Etta James. Ma se ha saputo conquistare il pubblico e noi di cosmomusic.it, Nathalie non è riuscita a far breccia nel cuore del severo Rudy Zerbi, che sin dall’inizio non ha nascosto le proprie perplessità, esprimendole in modo sin troppo esplicito, mostrandosi a tratti ostile al punto di meritarsi del “cafone” da Maria De Filippi. Ma è sportiva Nathalie, che accetta con il sorriso anche critiche negative e prosegue per la sua strada suonando nella sua città con la sua band. Cosmomusic l’ha agganciata, e la bella cantante si è raccontata con naturalezza al nostro sito.

posa.jpgQuando è nata la tua passione per la musica?

«La passione per la musica l’ho avuta da sempre, sin da quando ero piccolissima. Cantavo ogni singolo minuto, dal momento in cui mi svegliavo fino alla sera prima di dormire, e  mia madre mi ricorda tutt’ora che non stavo mai zitta un secondo. Nonostante cantassi sempre, ho iniziato a coltivare questa passione soltanto dopo che mia sorella, che ringrazio con tutto il cuore per il suo grande sostegno, mi ha fisicamente  spinta a prendere parte alle prove per la parte da solista nel coro del liceo qui a Verbania. Da quel momento ho capito che la musica, ed il canto in particolare, è davvero molto importante per me».

Perché “Italia’s got Talent e non un talent show come Amici o X Factor?

«È nato tutto come un gioco! Ho visto per caso un modulo d’iscrizione on-line, ancora non si sapeva che genere di talent show fosse, ma mi sono iscritta, convinta che l’avrei in qualche modo lasciata alle spalle come una delle tante cose fatte per caso durante la giornata».

Ed invece…

«Ed invece, non avrei mai pensato di fare un provino per partecipare ad un programma, nonostante i miei amici mi abbiano sempre consigliato di tentare, perché ho sempre creduto che fosse impossibile superare provini senza avere un minimo di aggancio nell’ambiente, ma mi sono ricreduta e ne sono felice»

Durante il programma hai presentato pezzi non facili, perché misurarsi con mostri sacri della musica e non scegliere invece pezzi più “ruffiani”?

«Luce l’ho scelta anche come portafortuna: nel 2005 avevo partecipato per la prima volta ad un piccolo concorso canoro a Verbania cantandola e avevo vinto, portandomi a casa un microfono come premio che uso tutt’ora per esibirmi nelle serate con il mio gruppo. At Last invece è stata amore a prima vista, o meglio al primo ascolto. La scelta di questi pezzi  è stata  semplicemente determinata da sensazioni che ho provato al momento: quando mi hanno chiesto di portare un pezzo da cantare in diretta, il mio primo pensiero è stato proporre il brano di Etta James, non ho pensato al fatto che potesse essere un pezzo non semplice da eseguire».

Le tue scelte musicali sono state fortemente contestate da Rudy Zerbi, credi sia stato il suo giudizio ad influenzare sul televoto da casa?

«Sì, penso che in minima parte abbia influenzato il pubblico da casa, anche se confido che la maggior parte abbia votato o meno, indipendentemente da quello che ha detto Zerbi. Sicuramente non ho cantato al massimo delle mie capacità, ne sono consapevole, ma non credo di essere stata “scadente”: de gustibus non disputandum est. Io comunque accetto sempre le critiche, soprattutto quelle costruttive, potrò  piacere a molti ma non a tutti, è fondamentale ricordarselo perché nella vita si avrà sempre a che fare con un Rudy Zerbi».

Oltre che per il talento, hai senza dubbio colpito per la tua storia personale, proverai ancora riscattare la tua famiglia con la tua voce?

«Beh, perché no? Tentar non nuoce! Se ci dovessi riuscire sarebbe un bellissimo traguardo, anche se ci sono altre strade per poter aiutare la propria famiglia, nel mio caso una laurea ed un lavoro, oltre ovviamente a gesti quotidiani di affetto e di amore che non devono mai mancare!»

Talento, ma anche bellezza, avresti potuto puntare sulla tua fisicità ed invece hai preferito la semplicità e voce: una mossa vincente o che non paga?

«Bellezza?! (ride, ndr) Sono alta un metro e mezzo, non mi prederebbero nemmeno come tavolino di un bar (scherza, ndr). A parte gli scherzi, non ho mai pensato di sbarcare il lunario nel mondo dello spettacolo “sfruttando” il mio aspetto fisico, forse perché ho sempre pensato di non avere i requisiti giusti o semplicemente perché ho sempre creduto che le vie per entrare nel mondo della televisione non sono mai larghe e diritte»

Pensi che avresti meritato la finale del programma?

«Per me era già una soddisfazione essere riuscita ad arrivare alle semifinali in diretta su canale nazionale con il primo provino della mia vita…».

Carmen Masola ha vinto la prima edizione del programma, concordi o pensi che qualcun altro, a parte te, avrebbe meritato di vincere?

«Concordo in pieno, stimo molto il suo talento».

phoniq22.jpgDove potremo rivedere Nathalie Zeolla?

«Nei locali di musica live del nord Italia dove mi esibisco con la mia band Phoniq. Ovviamente mi trovate anche su Facebook».

Quali i progetti di vita da portare assolutamente avanti?

«Spero la laurea e un lavoro per poter finalmente aiutare e ricambiare le persone che mi hanno sempre riempita di affetto e amore, e, perché no?, diventare una cantante professionista».

 

Un ringraziamento speciale da parte di Nathalie:

Volevo ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuta e che hanno pagato pur di votarmi e farmi andare avanti. Ringrazio in particolare mia sorella Daniela per tutto l’amore che mi ha sempre dato e continua a darmi e per avermi sempre appoggiata in qualsiasi decisione.

Un ringraziamento speciale va anche al mio gruppo Phoniq, compagni pazzi di avventure musicali! Grazie Max, Ernesto, Silvo e Sergio, i miei compagni di università, in particolare le due Martine e Simo, grazie per le basi! Un ringraziamento anche agli amici di Milano (non originari però),in particolare  Pol, Luca e coinquilini per l’ospitalità! Infine  i miei più cari amici Terry e Giobi, davvero grazie.

 

Nathalie Zeolla: «Nella vita c’è sempre un Rudy Zerbi»ultima modifica: 2010-08-08T10:30:00+02:00da marianocervone
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