Sanremo 2010: la noiosa serata “celebrativa”, tra ingiustizie e contestazioni

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La terza serata del Festival di Sanremo, quella celebrativa, è stata prolissa e noiosa, a dispetto delle prime due, “quasi perfette”, è terminata fuori orario, all’una di notte circa, ed ha omaggiato i sessant’anni della canzone italiana annoiando il telespettatore con uno stanco effetto nostalgia, già proposto nelle recenti edizioni della kermesse della città dei fiori. Bella l’interpretazione di Grazie dei Fiori, prima vittoria sanremese di Nilla Pizzi, interpretata da Carmen Consoli, così come l’interpretazione della stessa Pizzi di Vola colomba che, all’età di novant’anni ha dimostrato ancora di avere una poderosa voce. Tra gli omaggi più riusciti quello di Francesco Renga che ha cantato L’immensità, brano originariamente di Johnny Dorelli, contenuto nel suo ultimo album di cover, e La voce del silenzio, brano quest’ultimo portato in auge dalla simpatica, quanto tenera interpretazione di Sara Musella nella trasmissione di Gerry Scotti, Io Canto.

Come prevedibile, tra le canzoni ripescate quella di Valerio Scanu, che ha offerto al pubblico sanremese un intenso duetto con la vera vincitrice di Amici, Alessandra Amoroso, che con la sua voce graffiante ha reso il brano molto più interessante di quanto non fosse in precedenza.

Clamorosa, e probabilmente anche vergognosa, invece l’uscita definitiva di Jammo Jà, unico brano in napoletano, in un festival che proprio quest’anno aveva fatto cadere il tabù dei dialetti, alla quale è stata preferita Italia amore mio, del trio Canonici-Pupo-Filiberto, una canzone per lo più “parlata” (sia la parte di Filiberto che quella di Pupo), sostenuta solo dal tenore Canonici, che esprime la vicenda personale di Emanuele Filiberto, fino a qualche anno fa costretto all’esilio e il suo grande amore per l’Italia. Una scelta che non convince, fortemente contestata e fischiata dal pubblico in sala tra l’imbarazzo della Clerici che tentava di chiudere la serata, e che resterà come una macchia su questo sessantesimo festival di sanremo.

Nino d’Angelo, insieme a Maria Nazionale, ha portato sul palco Le voci del Sud, interpretando il pezzo in tutti i principali dialetti del meridione, e Ambrogio Sparania, che ha accompagnato il brano con un suggestivo organetto, dando un tocco di folclore al già colorato pezzo di D’Angelo.

Sanremo 2010: la noiosa serata “celebrativa”, tra ingiustizie e contestazioniultima modifica: 2010-02-19T01:20:00+01:00da marianocervone
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