Whitney Houston uccisa per un grosso debito di droga

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Non è ancora trascorso un anno dalla sua morte, ma già si getta qualche ombra sulle cause del decesso: Whitney Houston potrebbe essere stata uccisa. Non sarebbe dunque un overdose e poi l’annegamento in una vasca da bagno di un hotel ad aver portato via una delle voci più belle degli ultimi vent’anni, ma un assassinio. A sostenere la tesi dell’omicidio Paul Huebl, investigatore privato, il quale, dopo aver analizzato il caso, ha detto che Whitney potrebbe aver trovato la morte dopo aver contratto un grosso debito di droga con gli spacciatori di 1.5 milioni di dollari: «Ho le prove sul fatto che Whitney possa essere stata vittima di trafficanti di droga molto potenti che hanno inviato i sicari per riscuotere l’enorme debito accumulato per il rifornimento di sostanze stupefacenti» ha rivelato l’investigatore al National Enquirer. La tesi dell’uomo sarebbe inoltre avvallata dalla presenza di alcuni video delle telecamere di sorveglianza del Beverly Hilton, albergo dove è stato rinvenuto il corpo della cantante, con alcuni strani individui, i quali si sarebbero intrufolati nella stanza della Houston. Paul non si trova d’accordo su quanto ha riportato invece il medico legale, che ha confermato la morte per cause accidentali: «Sul corpo di Whitney – ha continuato l’investigatore – ci sono delle ferite come se avesse lottato violentemente contro questi uomini per difendersi». Il mistero dunque si infittisce.

Whitney Houston, un duetto con R. Kelly e un “best of”

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Whitney Houston R Kelly I Look to you.jpgLa morte di un pittore fa, per ovvie ragioni, balzare alle stelle il valore delle sue opere, che diventano pezzi unici. In musica questo meccanismo non c’è, ma la scomparsa di un artista, soprattutto se di talento, conferisce un valore inestimabile a tutte quelle registrazioni e demo lasciate fuori dai suoi album ufficiali. E così fioccano i Box set e le Deluxe Edition di opere già edite. Se i fan della compianta Amy Winehouse infatti vedranno la pubblicazione di un ricco cofanetto, anche video questa volta, ad un anno dalla scomparsa della cantante britannica, il cui ricavato andrà alla fondazione omonima gestita dal padre, quelli di Michael Jackson hanno già visto ben due Anniversary Edition per i venticinque anni di Thriller, prima, e Bad, adesso, con tanto di tracce demo e rarità live.

Anche Whitney Houston, scomparsa solo da pochi mesi, avrà un album antologico postumo. Se è toccato al film-remake Sparkle darci l’ultima prova di attrice, e cantante per la colonna sonora insieme a Jordin Sparks, il Greatest Hits invece, oltre a far ascoltare un brano inedito ai suoi fan, ci dona anche un duetto virtuale di Whitney: si tratta del pezzo I Look to you, brano tratto dall’omonimo disco del 2009, che sancì il ritorno sulla scena musicale della Houston a sei anni di distanza dal suo ultimo disco di inediti. Una registrazione alternativa durante una sessione fuori programma per l’album, che la cantante incise dopo aver smesso di fumare per due settimane, e che la Sony ha chiesto di far registrare anche al rapper R. Kelly, il quale l’aveva cantata al funerale dell’artista.

I Will Always Love You: The Best of Whitney Houston, questo il titolo dell’album che uscirà il prossimo 13 Novembre, che in diciotto tracce ambisce ad essere la più completa retrospettiva di successi della Houston.

Whitney Houston: on-line “Celebrate”, l’ultimo brano dell’artista scomparsa

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A poco più di tre mesi dalla morte di Whitney Houston, spunta in rete il primo inedito. Come molti sapranno la cantante di I will always love you non stava lavorando ad un nuovo album, eppure la sua eredità ai fan l’ha tuttavia assicurata. Whitney infatti, nei mesi che hanno preceduto la sua morte, aveva completato le riprese del film musicale Sparkle, remake dell’omonimo film del 1976, che ripercorre la carriera delle Supremes. Il film, la cui uscita era già fissata per l’agosto di quest’anno (da noi a settembre), vede protagonista la vincitrice di American Idol, Jordin Sparks, di cui Whitney ne interpreta la madre, e di cui Whitney, com’era prevedibile ne ha inciso anche la colonna sonora.

Ed è il duetto Celebrate, in coppia con la Sparks, a regalarci l’ultima Whitney, molto più matura, intensa e vicina alla cantante che abbiamo (ri)conosciuto in I Look to You, il disco che ne segnò il ritorno sulle scene musicali dopo un lungo periodo di assenza nel 2009. Nessun artifizio del computer, nessun eccesso, un toccante ed emozionante duetto, che arriva a meno di ventiquattrore dall’omaggio live che la Sparks ha tributato ieri alla cantante, prematuramente scomparsa all’età di quarantotto anni, durante la cerimonia dei Billboard Music Awards 2012, intonando I will always love you. 

Michael Jackson: l’amore segreto per Whitney Houston

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Michael Jackson avrebbe avuto una breve liason amorosa con la cantante Whitney Houston, anch’essa, come il Re del Pop nel 2009, scomparsa prematuramente lo scorso febbraio, proprio alla vigilia dei Grammy Awards 2012. A scatenare il gossip che ha già fatto il giro del web e dei principali tabloid, è il trentaduenne Matt Fiddes, guardia del corpo di Jacko per ben undici anni. Il bodyguard ha infatti rivelato al Sun che l’amore tra i due sarebbe scoppiato nel 1991, quando entrambi erano all’apice del successo, ad un anno dal matrimonio di Whitney Houston con il marito Bobby Brown nel 1992.

La storia sarebbe durata, il condizionale è d’obbligo, solo un paio di settimane, vissuta in segreto nella sontuosa dimora di Jackson, Neverland: «Whitney si trasferì praticamente nel ranch di Michael e vissero una breve ma intensa storia, come qualsiasi altra giovane coppia. Ma Michael ha sempre sperato che il loro rapporto potesse andare oltre: sognava di sposarla».

Fiddes ha inoltre rivelato particolari intimi della vita del Re del Pop, confermando le voci di una presunta impotenza dell’artista, dovuta al consumo di alcol e droga, e dipingendolo come un simpatizzante nazista, ossessionato dalla calvizie, e con un disperato bisogno di attenzioni: «Era eccentrico, ma uno dei più bei ragazzi che potessi mai incontrare. Voleva che la gente pensasse di lui che fosse ‘asessuato’ per aggiungere mistero al suo personaggio.

Secondo Fiddes, molte delle leggende create intorno al mito di Michael, erano state create proprio dallo stesso artista, come quella di dormire in una bara d’ossigeno, rendendo pubblici anche alcuni scatti che avvallassero la fantomatica teoria.

Bobbi Kristina Brown: «Mia madre Whitney è sempre con me e mi parla»

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Ad un mese esatto dalla prematura scomparsa di Whitney Houston, avvenuta lo scorso 11 Febbraio in un hotel a Los Angeles, Bobbi Kristina parla della madre davanti alle telecamere di Oprah. Unica erede di un patrimonio che sarà completamente suo al compimento dei trent’anni, Kristina ha detto: «Mi sveglio e la sento dire “Va tutto bene, andiamo a casa adesso”».

La ragazza, oggi diciannovenne, ha raccontato di sentirsi confortata dallo spirito di sua madre, morta all’età di quarantotto anni: «Riesco a sentire la voce del suo spirito parlarmi: “continua a parlarmi, io ti ascolto” – ha detto la Brown – lei è sempre con me, e posso sempre sentirla. Posso sempre sentirla con me».

E se Whitney fosse Kelly Rowland?

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Kelly_Rowland_Short_Hairstyle_64672.jpgSe Sparkle, in uscita il prossimo Agosto, sarà la pellicola cinematografica che ci regalerà l’ultima performance di Whitney Houston, a due settimane dalla prematura scomparsa della cantante, già si parla di biopic, che ripercorrerà la vita della Houston, presumibilmente dagli esordi come modella fino alla consacrazione come diva mondiale della musica black. A darne notizia, secondo il Daily Mail, è Clive Davis, amico e boss dell’etichetta discografica di Whitney, che è a capo del progetto ed ha riferito di essere sul punto di completare una sceneggiatura il prima possibile, così da iniziare quanto prima le riprese.

In lizza per il ruolo di Whitney potrebbero esserci Rihanna, la quale, come la Houston con l’ex marito Bobby Brown, ha avuto una storia di violenza analoga con l’ex fidanzato Chris Brown, e Jennifer Hudson, cantante e attrice premio Oscar, la quale ben ha saputo interpretare il noto brano I will always love you alla passata cerimonia dei Grammy Awards.

Ma oltre alle due dive, chi altri potrebbe ricoprire il ruolo?

Noi di cosmomusic abbiamo fatto una piccola indagine fotografica, ed abbiamo ritrovato in Kelly Rowland un’altra possibile Whitney. L’ex Destiny’s Child infatti ha cambiato tanti look nel corso della sua carriera, ricordando, in più momenti, la compianta cantante scomparsa. Dall’ultima clip Keep it between us a Dilemma, dai tagli sfrangiati a quelli corti, Kelly somiglia molto a Whitney, e se a questa straordinaria somiglianza è aggiunta la sua bellissima voce, potrebbe essere la protagonista ideale per fare rivivere la diva sul grande schermo.

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Whitney Houston morta nella sua bara: la foto shock del National Enquirer

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Caduta di stile per il National Enquirer. Il tabloid di gossip americano, spesso al centro dell’attenzione per i suoi servizi scandalistici e politicamente scorretti, ha infatti pubblicato in copertina l’ennesima foto shock, che ha subito attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo: la salma di Whitney Houston.

La cerimonia, strettamente privata, trasmessa per i fan in diretta streaming, si è svolta sabato scorso in New Jersey, paese di origine della Houston, dove è stata riportata subito dopo l’autopsia che accertava che, a provocare la morte fosse stato un cocktail letale di alcol e droga.

Lo scatto del tabloid (e che per rispetto censuriamo), è stato evidentemente fatto da qualcuno presente alla funzione, mostra la camera ardente, che vede Whitney morta, distesa nella sua bara dorata, con ai piedi un pianoforte d’oro, e con indosso dei gioielli del valore di cinquecento mila dollari, ed un primo piano dell’artista morta lo scorso 11 Febbraio.

Immediata la protesta dei fan sul web che hanno trovato il gesto poco rispettoso e sicuramente di cattivo gusto.

Adele, regina dei Grammy Awards, eguaglia il record di Beyoncé

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Adele.jpgSi è svolta ieri a Los Angeles la cinquantaquattresima edizione dei Grammy Awards, i prestigiosi Oscar della musica che ogni anno premiano i migliori lavori discografici. Il 2012 passerà alla storia per aver visto la giovanissima Adele sbaragliare una agguerritissima concorrenza, tra cui la temibilissima Lady Gaga.

La cantante britannica ha infatti portato a casa ben sei statuette in una sola notte, eguagliando così il primato finora detenuto soltanto dall’ex Destiny’s Child, Beyoncé Knowles. Adele infatti si è aggiudicata il Grammofono d’Oro per l’album dell’anno, il suo 21 è in testa alle classifiche da oltre venti settimane, Rolling the deep (miglior canzone e miglior videoclip), per Someone like you, miglior performance pop di un’artista solista e miglior album vocale pop.

Altri vincitori della serata sono stati i Foo Fighters, che hanno portato a casa i premi come miglior abum rock e migliore canzone rock per Walk.

Tra le performance live da segnalare, quella di Katy Perry che ha eseguito il brano inedito Part of me che andrà a comporre la tracklist della riedizione del suo Teenage Dream.

Sul red carpet è stato il nero a farla da padrone, con abiti lunghi e molto sexy. La vincitrice della serata Adele, si è presentata con un look più fresco ed un nuovo tono di biondo, affidandosi allo stilista italiano Armani, con una inedita manicure in stile Louboutin, grigio-perla sopra, rosso sotto.  

Nel corso della cerimonia è stata anche ricordata Whitney Houston, la cantante trovata morta in una stanza di un albergo alla vigilia della premiazione, e il cui omaggio è stato affidato dalla cantante (e attrice premio Oscar) Jennifer Hudson, che ha eseguito una commossa interpretazione di I will always love you, brano della Houston, colonna sonora del film La Guardia del Corpo di cui era protagonista.

Whitney Houston: ad Agosto la cantante rivivrà sul grande schermo

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Morta da nemmeno ventiquattrore, per la compianta Whitney Houston, ritrovata ieri in una stanza di un lussuoso albergo di Los Angeles, già si parla di progetti postumi. Se per molti artisti scomparsi di recente si è parlato di lavori discografici più o meno inediti, a far rivivere la cantante sarà un film, la cui uscita è già fissata per Agosto di quest’anno. Non si tratta di un biopic, ma di un film che avrebbe segnato il ritorno dell’artista, a distanza di sedici anni dal suo ultimo film, Uno sguardo dal Cielo del 1996.

Il film, di cui la Houston ne aveva acquistato i diritti oltre dieci anni fa, s’intitola Sparkle, ed è il remake dell’omonima pellicola del 1976, ispirato alla storia delle Supremes, gruppo che ha lanciato Diana Ross.

A rivelarlo un portavoce della Sony al sito news mtv.com al quale affida il suo cordoglio: «Come tutti quelli che la conoscevano e l’amavano, siamo scioccati e rattristati, il mondo ha perso un talento ineguagliabile. In questo momento il nostro pensiero va alla figlia, alla sua famiglia e ai suoi amici».

Protagonista di questa nuova versione del film, di cui la Houston è interprete e anche produttrice, è l’ex concorrente di American Idol, Jordin Sparks, di cui Whitney interpreta la madre Emma.

Trattandosi tuttavia di una pellicola fondamentalmente musicale, sarà facile intuire però che avrà anche una colonna sonora, presumibilmente cantata anche dalla stessa Whitney, e che, come tutti i precedenti film della star, offrirà ai fan qualche altro brano da includere negli annali della storia musicale di una stella immortale.

È morta Whitney Houston, il mondo della musica in lutto

whitney-houston-profile.pngIl mondo della musica è in lutto. A soli quarantotto anni è morta ieri, 11 Febbraio, Whitney Houston, una delle più grandi voci che la musica pop mondiale possa vantare. Innegabile la sua influenza per cantanti e intere generazioni, da Mariah Carey a Christina Aguilera, fino a interpreti giovani come Leona Lewis e Alexandra Burke.

Cantante, ma anche attrice, Whitney ha saputo, con un solo film, entrare di diritto anche nella storia del cinema, interpretando il ruolo della capricciosa cantante Rachel Marronn in La Guardia del Corpo (1992), che tanto le somigliava in quella ribellione alle regole.

Ma la Houston era soprattutto una donna, una donna tormentata che ricercava nell’alcol e, soprattutto, nelle droghe, quella felicità che quel matrimonio fallito con il marito violento Bobby Brown proprio non aveva saputo darle.

A dare notizie della scomparsa della cantante, le cui cause della morte e il luogo sono ancora sconosciute, l’addetto stampa Kristen Foster.

Whitney aveva venduto oltre cinquantacinque milioni di album nei soli Stati Uniti. Il suo ultimo disco, I Look to You risale al 2009, quando la cantante, dopo essersi curata, era ritornata sulla scena musicale con un lavoro di inediti, dopo sei anni di silenzio: «Il più grande demone sono io – aveva dichiarato la cantante in un’intervista del 2002 a Diane Sawyer – io sono sia la mia migliore amica che il mio peggior nemico» e questa volta il nemico sembra proprio aver vinto.