Mads Langer ritorna in “cattive acque”

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Attivo dall’ormai lontano 2006, Mads Langer trova la fama soltanto nel 2009, con la cover in chiave acustica di uno dei maggiori successi dance degli anni ’90, You’re not alone degli inglesi Olive. Ma il cantante danese non è stato di certo con le mani in mano in questi anni, e ritorna con un nuovo lavoro di inediti dal titolo In these waters, in queste acque. E come si evince dalla copertina, in cui Langer è immerso nell’acqua, è proprio questo l’elemento che lega e caratterizza molti brani che vanno a comporre la raccolta, a partire dalla bellissima Dire Straits, manco a dirlo “cattive acque”, o lo stesso omonimo del disco. Per questo nuovo progetto Langer ai suoni acustici cui ci ha abituati da tempo, mescola anche sonorità elettroniche, ritmi solari ed estivi come Heartquake, che vanno a mescolarsi a tracce dance, lasciando spazio per delle bellissime ed introspettive ballad come Never forget You. L’amore è il filo conduttore di questi dodici brani che ripropongono un Langer molto più maturo, che non ha paura di cantare i propri sentimenti.

Anticipato dal singolo Elephant, il disco è di sicuro una delle migliori uscite di quest’anno, per scoprire una musica più introspettiva e sentita, e meno patinata.

I dieci decimi di Justin Timberlake: il ritorno alla musica con “20/20 Experience”

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I fan hanno atteso il suo terzo album da solista per ben sei anni, ma, vuoi un po’ per le sue tante collaborazioni e produzioni, vuoi per l’acquisto del social myspace e i tanti film da protagonista, Justin Timberlake è come se non fosse mai andato via, e adesso ritorna con un interessante lavoro discografico, che ne segna ufficialmente il ritorno alla musica, dopo un lungo periodo di latitanza. L’ex leader degli *nsync, ci propone questa volta un disco più sperimentale, lontano dalle canzoni pop di Justified, o dai falsetti sulla falsariga dell’idolo Michael Jackson di FutureSex/LoveSounds. The 20/20 Experience, questo il titolo, letteralmente l’esperienza dieci decimi, è un album che si compone di soli dieci brani, la cui durata media di ogni singolo pezzo si aggira intorno agli otto minuti. Meno radiofonico e commerciale, la 20 Experience risente ancora del forte influsso dell’amico-produttore Timbaland, con lunghissimi brani che oscillano tra ballad R&B e hip hop. Anticipato dal singolo Suit & Tie, che ha debuttato alla posizione numero quattro della billboard chart, e dalla bellissima Mirrors, il disco è un’evoluzione di Timberlake come artista, che trova una sua identità, e adesso guarda più alla sua musica e ciò che davvero desidera fare, piuttosto che al risultato nelle classifiche mondiali.

Tra i brani migliori Tunnel Vison e That Girl. La lunghezza dei brani a tratti può risultare eccessiva e ripetitiva, ma The 20/20 Experience potrebbe essere di sicuro la colonna sonora ideale per un party elegante.

La festa senza fine di Inna

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Nel suo precedente lavoro discografico si professava “Club Rocker”, ad un anno da quel disco e da un po’ di top nel mondo, la cantante rumena Inna ritorna con il suo nuovo album, ideale seguito del suo ultimo lavoro, Party Never Ends, festa senza fine. Sonorità dance ed elettroniche si mescolano in una varietà di linguaggi e sounds, dallo spagnoleggiante Caliente, primo singolo estratto la scorsa estate, all’orientaleggiante INNdiA, passando per J’Adore, sono tanti i pezzi che nel corso di questi mesi sono stati pubblicati sulla piattaforma digitale iTunes, accrescendo la popolarità dell’artista, che da vocalist di nicchia per discoteche, si è trasformata col tempo in vero fenomeno musicale.

Se in I Am the Club Rocker la cantante ha collaborato con Flo Rida, pensando ad un maggiore lancio nel mercato americano, anche quest’anno la bella Inna mette da parte un bel po’ di collaborazioni, da Daddy Yankee all’idolo latino Reik, passando per Brian Cross e la sua Boom Boom, brano che già impazza negli store digitali.

Un disco, la cui uscita è fissata per il prossimo 1 Marzo, che si preannuncia pieno di sorprese, e che potrebbe consacrare Inna come una delle artiste rumene di maggior successo.

 

1.         “Crazy Sexy Wild”

2.         “J’Adore”

3.         “INNdiA” (featuring Play & Win)

4.         “More Than Friends” (featuring Daddy Yankee)

5.         “OK”

6.         “Alright”

7.         “In Your Eyes”   

8.         “World of Love”              

9.         “Party Never Ends”        

10.       “Dame Tu Amor” (featuring Reik)

11.        “Caliente”

12.       “Goodbye”

13.       “Shining Star”   

14.       “Impossible”      

15.       “Live Your Life”               

16.       “Be My Lover”   

17.       “Dame Mi Amor”            

18.       “Tonight”            

19.       “Boom Boom” (featuring Brian Cross)    

20.       “Gimme”            

21.       “Oare”  

La “Passione” di Andrea Bocelli

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A quasi quattro anni da uno dei suoi album di maggior successo, la strenna natalizia My Christmas, Andrea Bocelli ritorna con Passione. Un album che, come suggerisce il titolo, racconta uno dei sentimenti più potenti che agitano l’animo umano e, sulla scia di Amore (2006) e Incanto (2008), continua quel mix di musica italiana, successi internazionali e classici napoletani. E non potevano mancare i grandi nomi della musica di tutto il mondo, per il quattordicesimo album da studio del tenore toscano: da Jennifer Lopez, che ritorna a cantare in spagnolo nel duetto di Quizás, Quizás, Quizás, a Nelly Furtado che ritroviamo nella brano bossa nova Corcovado, passando per il trombettista-compositore Chris Botti, fino ad un duetto (virtuale) con l’indimenticata Edith Piaf con La vie en rose. Italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese e persino napoletano: Bocelli passa con nonchalance da un genere all’altro e da una lingua all’altra, regalandoci un album variegato, ma, al tempo stesso, coerente, uno scrigno con tante perle. Prodotto da David Foster, su etichetta Sugar, Passione sarà nei negozi di dischi e negli store digitali di tutto il mondo dal prossimo 29 Gennaio. Questa la tracklist completa:

 

1.         “Perfidia”

2.         “Roma Nun Fa’ La Stupida Stasera”

3.         “Champagne”

4.         “Anema e core”

5.         “Quizás, Quizás, Quizás” (Jennifer Lopez)

6.         “Era già tutto previsto”

7.         “Tristeza”

8.         “La Vie en rose” (Virtual duet with Edith Piaf)

9.         “Corcovado – Quite Nights Of Quiet Stars” (Nelly Furtado)

10.       “Sara’ Settembre (September Morn)”

11.        “Love In Portofino”

12.       “Garota De Ipanema”

13.       “Malafemmena”

14.       “Love Me Tender”

15.       “Il Nostro Incontro” (Chris Botti)

16.       “Senza Fine”

17.       “A mano a mano”

18.       “When I Fall in Love” (Botti, Helene Fischer)

Le Destiny’s Child ritornano dopo otto anni con l’album “Love Songs”

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Da quando si sono sciolte nell’ormai lontano 2004, le Destiny’s Child hanno sempre negato le voci di una imminente reunion, voce che più volte s’è rincorsa sul web e sui giornali. Nei loro otto anni di carriera solista, Beyoncé, Kelly Rowland e Michelle Williams hanno avuto i loro successi e insuccessi, alternando hit planetarie a flop o brani e lavori con un minor riscontro di pubblico: ultimo, in ordine cronologico, 4, album della leader del gruppo, che il prossimo febbraio salirà sul palco del SuperBawl, durante il mitico intervallo, e proporrà ai fan qualcosa di nuovo. Oggi la bella Knowles ha annunciato attraverso il suo sito ufficiale che la fantomatica reunion delle bambine del destino ci sarà. Le tre infatti pare che ritorneranno con l’album Love Songs, canzoni d’amore, in uscita il 29 Gennaio, e che è già possibile pre-ordinare, il primo in otto anni dal loro addio alle scene come gruppo: «Sono così fiera di annunciare la prima musica nuova delle Destiny’s Child in otto anni!» ha infatti scritto Beyoncé sul suo sito internet. Ciò tuttavia non deve subito far presagire ad una vera e propria reunion a discapito della carriera solista. Beyoncé infatti, in vista del SuperBowl e del suo quinto album da studio, è più intenzionata che mai ad affermarsi come cantante, piuttosto che come leader del suo storico gruppo, anche se in un momento “critico” come il flop del suo disco, ed il mancato film (per sua scelta certo) con Clint Eastwood, il remake di È nata una stella, le occorrerebbe un rilancio planetario, ricordando i fasti di quando era in vetta alle classifiche mondiali con le sue colleghe. D’altronde la stessa Rowland, la cui carriera, a parte qualche momento felice non è mai decollata, e la Williams, relegata ai musical di Broadway, potrebbero con questo ritorno ricordare ai fan le proprie potenzialità e rilanciare anche un proprio percorso indipendente.

Rihanna: un duetto con Chris Brown scritto da Michael Jackson per “Unapologetic”

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Non smette di scioccare i suoi fan Rihanna, che ritorna con il suo nuovo album di inediti, Unapologetic, a fine anno. Se quest’anno infatti la bella cantante delle Barbados aveva scandalizzato producendo un remix, Birthday Cake, insieme al suo ex violento Chris Brown, che qualche anno fa l’aveva percossa, per il suo settimo album da studio RiRi va oltre, e memore del “perdona e dimentica”, ha deciso addirittura di includere un nuovo duetto insieme. Rihanna ha infatti reso nota, via twitter, la tracklist che andrà a comporre questo capitolo musicale, nella quale si legge che il brano Nobodies Business, pezzo scritto da Nash, Carlos McKinney e Michael Jackson, vede il featuring proprio di Chris Brown.

Ma quello con Brown non è la sola collaborazione che i Navy, nomignolo dei fan dell’artista, andranno a ritrovare in questo disco. Lungo la tracklist infatti c’è anche il nome di Eminem, con il quale l’artista ritorna a duettare dopo il grandissimo successo di Love the way you lie, brano del 2010 contenuto nel disco del rapper bianco di Detroit, che con Numb, scritto da Kanye West, pare ora restituire il favore. Ma in questo disco trovano spazio altri due duetti, meno “illustri”, quello con il rapper Future, e con Mikky Ekko.

Unapologetic, anticipato dal singolo Diamonds, sarà composto da quattordici brani, quindici se consideriamo la Deluxe Edition, che vede il pezzo Half of Me in chiusura, scritto per l’artista dalla cantante Emeli Sandé e Adele.

Un album ricchissimo di collaborazioni vocali e, soprattutto, autorali e produttive, che mostrerà di sicuro una Rihanna più matura, ma non per questo, priva della verve degli inizi.

 

1. ”Fresh Out The Runway”

2. ”Diamonds”

3. ”Numb” (featuring Eminem)

4. ”Pour It Up”

5. ”Loveeeeeee Song” (featuring Future)

6. “Jump”

7. ”Right Now”

8. ”What Now”

9. ”Stay” (featuring Mikky Ekko)

10. ”Nobodies Business” (featuring Chris Brown)

11. ”Love Without Tragedy / Mother Mary”

12. ”Get It Over With”

13. ”No Love Allowed”

14. ”Lost In Paradise”

15. “Half of Me” (Bonus track)

Barbra Streisand (quasi) inedita con “Release me”

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L’autunno del 2012 è senza dubbio uno dei più ricchi di uscite discografiche degli ultimi tempi. Ad aggiungersi al già affollato parterre che, da Christina Aguilera a Rihanna, vede quanto mai grandi ritorni e attesi inediti si aggiunge anche Barbra Streisand. L’attrice e cantante americana è uscita infatti in questi giorni con Release me, liberami, compilation di brani rari e mai pubblicati prima, registrati dall’ex Funny Girl nel corso della sua carriera, e che trovano con questo lavoro discografico la degna collocazione che gli mancava. Undici tracce, da È nata una stella a The Wiz, per ripercorrere le pellicole musicali, ma soprattutto i brani, registrati da Barbra. Un album per appassionati, e per chi vuole (ri)scoprire una Barbra inedita, che vede la multi-edizione in LP, compact e, naturalmente, versione digitale iTunes.

Ecco la tracklist completa:

 

1.     Being Good Isn’t Good Enough (from Hallelujah, Baby!)

2.     Didn’t We

3.     Willow Weep For Me

4.     Try To Win A Friend

5.     I Think It’s Going To Rain Today

6.     With One More Look At You (from A Star Is Born)

7.     Lost In Wonderland

8.     How Are Things In Glocca Morra? / Heather On The Hill (from Finian’s Rainbow / Brigadoon)

9.     Mother And Child

10.  If It’s Meant To Be

11.  Home (from The Wiz)

Leona Lewis ritrova finalmente se stessa con l’album “Glassheart”

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A quasi tre anni dal suo ultimo album, Echo, Leona Lewis ritorna con Glassheart, attesissimo lavoro discografico la cui uscita è stata più volte rinviata. Se il suo secondo disco non aveva sortito il successo sperato, adesso la Lewis cambia ricetta: nessuna cover, com’era invece successo per i suoi precedenti lavori, né una virata estrema verso la dance, se si eccettuano il primo singolo Trouble featuring Gambino, che ritroviamo anche in una solo version, e la titletrack. La vincitrice della terza edizione di X Factor UK sfodera di nuovo la voce, e ci regala un disco variegato, ma coerente. Sono soprattutto le ballads a catturare l’attenzione dell’ascoltatore, pezzi come Lovebird e Fireflies, i quali, forse non faranno epoca, ma mostrano una Leona più matura e consapevole delle sue potenzialità vocali. La Lewis evita adesso i tentativi dance mal riusciti, come il deludente singolo Collide, lasciato fuori dalla raccolta, per far spazio a tracce ritmate senza dubbio meglio riuscite, tra i quali l’omonimo Glassheart, prossimo singolo estratto.

Dodici pezzi in tutto, tra i quali si distinguono anche Stop the Clock e, in chiusura, Fingerprint.

Ripetere lo stesso successo del debutto con Spirit (2007) è impossibile, ma con questo terzo disco Leona potrà di sicuro far dimenticare ai fan il pasticcio di Echo, di cui nulla o poco rimane, e EP sperimentali vari, per portare a casa qualche soddisfazione, ritrovando il suo pubblico, ma, soprattutto, se stessa.

Susan Boyle: la cantante a novembre omaggia Broadway con “Standing Ovation”

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Formula che vince non cambia. Se con soli due album, Susan Boyle è riuscita a vendere quattordici milioni di copie nel mondo, l’ex rivelazione di Britain’s got Talent ci riprova adesso con Standing Ovation, terzo lavoro discografico, che arriva a due anni da The Gift. Ed è di nuovo al mercato natalizio quello cui la cantante britannica mira, fissando la data d’uscita di questo nuovo album al prossimo 19 Novembre, già numero uno nella classifica dei pre-orders di Amazon UK. Un nuovo disco di cover quello della Boyle, che questa volta omaggia gli ABBA (con una superba interpretazione della power ballad The Winner takes it all) e Barbra Streisand con la bellissima Memory e i grandi brani di Broadway. Ma Standing Ovation è un disco che riserba non poche sorprese ai fan dell’artista, che, su undici brani della tracklist, riserba ben tre duetti, dei quali due con l’ex teen idol Donny Osmond, con il quale canta All I ask of you e This is the moment, mentre in The music of the night la Byle ritrova la voce dell’attore e cantante inglese Michael Crawford.

Una strenna confezionata per vendere sì, ma nell’insegna della qualità, delle grandi interpretazioni e delle emozioni soprattutto che solo il talento di Susan Boyle sa darci.