Mika pubblica “Songbook Vol. 1”: nel best of il giudice di X Factor duetta con Chiara

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Tempo di festa, tempo di best of. Come ormai risaputo il Natale è il periodo dell’anno più adatto per pubblicare un antologico, che ripercorra la carriera e si trasformi nel perfetto regalo per amici e parenti. Se sul fronte italiano Laura Pausini, con il suo 20 Greatest Hits, ha catalizzato su di sé l’attenzione, su quello internazionale sono tanti gli artisti che hanno deciso di tirare il punto della situazione. Tra questi Mika, che, diventato giudice di X Factor Italia, pubblica adesso Songbook Volume 1, tirando le somme di questi primi sei anni di carriera. Probabilmente per un best of è un po’ prestino, e tre album in archivio sono forse un po’ pochi da riassumere, ma mai momento fu (mediaticamente) migliore. Celebri infatti sono le citazioni del cantante libano-inglese sul web, in un italiano spesso azzardato, confuso e divertente. Il disco è in compenso il modo ideale per (ri)scoprire l’artista dal debutto con Grace Kelly a Relax, da Rain a Happy Ending. Tante le collaborazioni collezionate dall’artista in questi anni da Pharrell Williams che ritroviamo in Celebrate a Ariana Grande in Popular Song, fino al produttore Benny Benassi. Nel disco trova posto anche un duetto con Chiara, ultima vincitrice di X Factor, che canta con lui Stardust. Songbook è infatti un disco X-Factor-centrico e orientato forse più al pubblico italiano che all’estero, ma l’ideale per apprezzare la musica del cantante.

Laura Pausini: “20 – Greatest Hits”, vent’anni di musica italiana nel mondo

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Protagonista del giorno è lei, Laura Pausini, che pubblica oggi l’attesissimo 20 – Gretest Hits, raccolta antologica che, come suggerisce lo stesso titolo, celebra i primi vent’anni di carriera dell’artista italiana più amata e conosciuta nel mondo. Ma “twenty” non è un semplice florilegio dei migliori brani della cantante romagnola, ma una reinterpretazione, in chiave moderna, delle canzoni più note dell’artista, arricchite di collaborazioni inedite e nuovi arrangiamenti: dalla rarefatta La solitudine, che trova gli archi di Ennio Morricone, alla salsa di Non c’è con (l’amico di sempre) il cantante latino Marc Anthony, passando per le nuove versioni di Gente, Strani Amori, Incancellabile. Ma non sono solo gli esordi a ritrovare nuova linfa vitale in questo progetto discografico, che passa con nonchalance dall’italiano allo spagnolo, dal francese all’inglese, giungendo fino alle ultime produzioni di Primavera in Anticipo e Inedito. A far compagnia a Laura tanti cantanti e cantautori della musica contemporanea e non solo, come James Blunt e Michael Bublé fino ad arrivare a Ray Charles e Charles Aznavour, al nostro Andrea Bocelli e persino Madonna, autrice per Laura del brano Mi abbandono a te.

Uno scrigno di sorprese, che omaggia i fan di brani rari, ma non meno importanti, come Prendo te, precedente bonus track dell’edizione speciale di Resta in Ascolto.

Un progetto che sprigiona positività e la gioia dell’essere diventata mamma, così come dimostrano le registrazioni (forse un po’ smancerose, ma del tutto comprensibilissime) Ramaya e l’omonimo Paola, dove si può ascoltare la voce della figlia della cantante nata lo scorso febbraio.

Il disco di Laura è un manifesto, atto a dimostrare quanto la cantante italiana si sia fatta largo nel mondo, imponendosi sulla scena musicale (anche) internazionale.

La versione Deluxe vede l’aggiunta di un DVD con la traccia video del documentario sulla carriera dell’artista, 20 – My Story.

L’artwork di copertina è curato dallo stilista Giorgio Armani, che ha vestito la Pausini, creando un look che è già un’icona per i fan, così come quest’album che è già un’icona dell’Italia(na) nel mondo. 

Giorgia torna “senza paura”

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Giorgia Todrani, in arte semplicemente Giorgia, torna con Senza paura, nono album da studio, che arriva a due anni dal successo di Dietro le apparenze. Quindici brani di cui l’artista romana è prevalentemente anche autrice. E, come suggerisce il titolo, questo è davvero un album coraggioso, senza paura appunto, in cui la cantante di Gocce di memoria indaga, con la sua musica, l’elettronica e la dance, pur non tradendo quelle radici soul che da sempre ne caratterizzano l’inconfondibile sound. Non mancano le sorprese in questo interessante lavoro discografico, dallo straordinario duetto anglo-italiano di I will pray in coppia con la cantante Alicia Keys, e che ritroviamo anche in solo version dal titolo Pregherò, al duetto con l’inglese Olly Murs in Did I lose you, in cui la voce dell’artista italiana mostra un innata propensione per il mercato internazionale, con una timbrica calda e ruvida. Oltre al bellissimo singolo Quando una stella muore, che ne ha anticipato l’uscita, tra i brani migliori c’è senza dubbio Non mi ami, e Io fra tanti e Perfetto, in cui la profondità dei testi sposano le sonorità dell’elettronica e della dance. In Riflessi di me la cantante ricorda quasi le atmosfere rarefatte della collega Elisa, le cui delicatezza è invece sporcata dal vigore della sua voce.

Bellissima Ogni fiore, in cui rivivono le atmosfere di marzo, che qui ritrovano un messaggio positivo, e l’Amore s’impara.

Giorgia con questo nuovo capitolo discografico è riuscita a raggiungere un livello qualitativo altissimo, evolvendosi come donna, ma, soprattutto, come artista che ha il coraggio di rischiare, e che, come in copertina, si mostra ai suoi fan nuda, si mostra senza paura.

Cher: in anteprima on-line “Closer to the Truth”

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A giudicare dalla copertina del suo album, più che vicina alla verità, come recita il titolo, Closer to the Truth, Cher sembra vicina alla fonte dell’eterna giovinezza, o di chi, grazie a luci e Photoshop, della vecchiaia, almeno in foto e in video, proprio non vuol sentirne parlare. A 67 anni suonati infatti, la cantante, dopo ben undici anni di silenzio, ha deciso di riaffacciarsi sul mondo della musica, per dimostrare ancora di essere quella donna dei record, capace di vincere tutti i premi possibili nel mondo del cinema e della musica. Da qualche ora integralmente disponibile in streaming on-line, l’album della cantante-attrice, nell’edizione standard, si compone di undici brani. Era difficile superare un album-capolavoro come Believe (dell’ormai lontano 1999), ma Cher sembra aver regalato ai suoi fan un valido nuovo capitolo alla sua carriera musicale. Tra i pezzi migliori, oltre al primo singolo estratto, Woman’s World, c’è di sicuro Takes it like a man, che lo segue a ruota, e Dressed to Kill. Pezzi dance, venati di elettronica, e forse un po’ troppo vocoder, da nascondere, più che evidenziale, la voce dell’artista, ma senza dubbio orecchiabili e godibili. Tra i pezzi da segnalare Lovers Forever, che all’elettronica mixa una bellissima parte orchestrale. La tracklist si chiude con tre ballad molto belle, in cui è possibile ascoltare davvero Cher: Favorite Scars, I Hope You Found it, e, la migliore in chiusura, Lie to Me.

Katy Perry: ecco l’anteprima di “Prism”

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Uno degli album più attesi del 2013 è sicuramente il suo, Prism di Katy Perry. Giunta alla sua terza prova discografica, la cantante di Roar, ha presentato il suo imminente lavoro a Billboard Chart, che ha così potuto ascoltarne alcune tracce insieme ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori, durante una sessione lo scorso 5 Settembre.

Il disco dell’artista sarà composto da tredici brani, a fronte dei dodici del penultimo album Teenage Dream, nella versione standard, e sedici in quella Deluxe. Data d’uscita ufficiale, come ormai molti sapranno è il prossimo 22 Ottobre.

Prism nasce di certo sotto una buona stella: Roar, il primo singolo estratto, è diventato l’ottavo numero uno dell’artista, che ormai domina le classifiche americane da due settimane, battendo una concorrenza agguerrita, tra cui la temutissima Lady Gaga.

Variegato il tema dei brani, che vanno da Unconditionally, un’ode all’amore, tra i brani preferiti della Perry, a Dark House, che vede il featuring di Juicy J.

La cantante ha poi rivelato che le registrazioni sono state effettuate tra lo studio di Santa Barbara in California e Stoccolma, in Svezia. Alcuni brani infatti si rifanno al sound di Robyn, cantante che è stata in tour con Katy, di cui l’artista si dice grande fan.

Tra gli autori del disco Greg Kurstin e Sia, che hanno scritto per l’artista Double Rainbow. Molto simile a Roar sarà invece Birthday, che ne riprende le sonorità.

 

Il testo di Love Me’s è invece un personale mantra di Katy, mentre International Smile, ricorda forse la Perry di Teenage Dream. I momenti più seri del disco sono rappresentati dalle ballad Ghost e By The Grace Of God, che si ispirano alla separazione dal marito dell’artista, Russell Brand.

Jahméne Douglas: quando la cover è più bella dell’originale

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Il suo nome è Jahméne Douglas, classe 1991, ed è uno dei finalisti dell’ultima edizione britannica di X Factor. Capitanato dall’ex Pussycat Dolls, Nicole Scherzinger, Douglas ha pubblicato lo scorso luglio il suo album d’esordio, Love Never Fails. Un successo che l’ha portato al primo posto della classifica UK, Irlandese e Scozzese. In linea con lo spirito del talent che l’ha reso celebre, Douglas ha inciso dieci cover, reinterpretandoli in chiave soul, ma in alcuni pezzi come Next to me di Emeli Sandé viene fuori l’anima gospel dell’artista. Primo singolo estratto dal fortunato album la bellissima Titanium di David Guetta, resa famosa la scorsa stagione da Sia, e che qui trova nuova linfa vitale, in un arrangiamento che nulla toglie all’originale dance. Una formula già sperimentata, quella di Douglas, che reinterpreta sapientemente dieci brani più o meno recenti: da Halo di Beyoncé, che qui non sfigura affatto, a Angel di Sarah McLachlan, passando per due duetti d’eccezione, The Greatest Love of All, in coppia con l’ex mentore Nicole, e, la chicca, Give us this way, brano originario del 1949, che qui trova la guest d’eccezione in Stevie Wonder.

Kelly Rowland, nei negozi con un album ricco di collaborazioni

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Messe da parte dance e ballad pop, Kelly Rowland ritorna nel genere che senza dubbio le è più congeniale, l’R&B. L’ex Destiny’s Child esce in questi giorni infatti con Talk a Good Game, quarto lavoro discografico da solista. Anticipato dal singolo Kisses Down Low, l’album è disponibile anche in una Deluxe Edition di quindici tracce. Ed è un disco, questo, ricco di collaborazioni, come ormai da tempo ci ha abituati Miss Rowland, a cominciare dalla traccia Gone, in coppia con Wiz Khalifa, o la title track che vede invece la partecipazione di Kevin Cossom. Ma “Talk” ha senza dubbio fatto parlare per un’altra (e molto più attesa) collaborazione, quella di You Changed, che vede la cantante riunita con le sue ex colleghe di band, Beyoncé Knowles e Michelle, autrice del brano, che prestano le loro voci come soliste e coriste, a riprova del fatto che talvolta si può evolvere e restare insieme sotto forme diverse. Tra i brani migliori del disco in apertura Freak, ma anche Dirty Loundry.

 

Talk è un album coerente, che mostra la voglia della Rowland di andare oltre il successo del momento, e di portare avanti un proprio discorso musicale, eppure sembra che non sia destinato a lasciare il segno nel mondo della musica. I pezzi, anche se buoni, mancano di quell’impatto e immediatezza che fa sì che entrino in testa e, soprattutto, ci restino. Un peccato, perché Kelly è di sicuro l’altra ex bambina del destino dal grande talento.

Kamaliya: Miss Mondo dell’est alla conquista delle classifiche

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Da Alexandra Stan ad Inna sono tante le artiste che arrivano dall’est e stanno lentamente conquistando le classifiche di tutto il mondo. Ultima, ma solo in ordine cronologico, Kamaliya. Classe 1977, questa bellissima valchiria annovera tra i suoi successi personali l’elezione a Miss Mondo nel 2008. Kamaliya, il cui vero nome è Natalya Shmarenkova, si è fatta conoscere questo inverno con la hit Butterflies, che in breve tempo conquista le rotazioni radiofoniche di tutta Europa. Giunta al suo secondo singolo, I’m alive, Kamaliya vuole dimostrare di non essere un fenomeno passeggero, ma una cantante a tutto tondo con un proprio percorso. L’ex reginetta di bellezza pubblica infatti Club Opera, album d’esordio che, come suggerisce il titolo, prende spunto dalle arie delle più celebri opere, in una fusione irresistibile tra musica dance e lirica. E se nel primo singolo ritroviamo proprio l’aria della Madama Butterfly, Un bel dì vedremo, e nel secondo il celebre duetto dei fiori della Lakmé, sono tante le opere che appassionati e non potranno divertirsi a riconoscere lungo la tracklist  di questo interessante progetto discografico. Tra i brani migliori l’orientaleggiante Never wanna hurt you e Zombie Love.

Agnetha Fältskog, la voce storica degli ABBA è tornata con un album raffinato ed intimo

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Dimenticate lustrini e disco music. La nuova Agnetha Fältskog, voce storica degli ABBA, è ormai una donna (artisticamente) matura, che si ripropone ai suoi fan con il suo dodicesimo album da solista, che chiama semplicemente “A”. A, come l’iniziale del suo nome, A, come un nuovo inizio musicale, che arriva a quasi dieci anni dal suo ultimo lavoro discografico. Dieci brani, prevalentemente ballad, in cui l’ex ABBA Girl ripercorre i fasti sulla scia di uno dei suoi più grandi successi col gruppo, The Winner takes it all.

I brani, intimi e riflessivi, riflettono un album pop raffinato, in cui, senza eccessi, la Fältskog si mostra vulnerabile, eppure, al tempo stesso, sicura. Oltre al primo singolo estratto When you really love someone, uno dei pezzi migliori è I Keep Them On The Floor Beside My Bed (unico brano scritto dalla stessa cantante), che chiude la raccolta, o Perfume in the breeze, straordinarie ballad che compongono un lavoro godibile ed orecchiabile.

Nel disco trova posto anche l’unico duetto insieme ad un’altra icona della musica contemporanea, l’ex Take That, Gary Barlow, con cui Agnetha canta la bellissima I Should’ve Followed You Home.

A è l’esempio che è possibile avere una propria storia musicale, a dispetto dell’appartenenza ad un gruppo che resterà nell’immaginario collettivo come il simbolo di un’epoca, gli anni ’70, che nessuno riuscirà mai a dimenticare. E Agnetha ha dimostrato che è ancora possibile fare buona musica, pur non rinnegando le sue origini. Lo dimostra Dance Your Pain Away, balla via le tue pene, unica traccia disco che riprende il basso da un pezzo storico del gruppo svedese, Voulez-Vous.