Lady Gaga torna con “ARTPOP”: tanto rumore per nulla?

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È finalmente uscito in tutti i negozi e gli store digitali l’attesissimo album di Lady Gaga, ARTPOP. Più volte rinviato per un’operazione all’anca dell’artista, il disco, previsto per gli inizi dell’anno, ha visto la luce soltanto adesso, suscitando, sin dal primo singolo, che ne ha anticipato l’uscita, APPLAUSE, molte le critiche e le ovazioni: i fan dell’artista gridano al capolavoro, ma c’è già chi, ascoltato questo nuovo capitolo discografico di Miss Germanotta non c’ha visto nulla di innovativo. Più volte Lady Gaga ha presentato questo nuovo disco come l’album del millennio: trasgressivo, sexy, “artistico”. L’album rappresenta sicuramente un buon lavoro, ma Lady Gaga, che continua a gridare all’innovazione, rischia di fare come il bambino della fiaba di “a lupo! a lupo!”: il giorno in cui farà qualcosa di realmente innovativo nessuno presterà più credito al suo sensazionalismo. ARTPOP è fondamentalmente un album dance, con arrangiamenti più rock, che si differenzia dai precedenti lavori dell’artista perché, forse, più variegato, come hanno dimostrato gli stessi brani in pre-order su iTunes che ne hanno anticipato l’uscita in queste settimane: da Dope, un pezzo quasi acustico, voce e piano, in cui si sente la voce di Gaga, a Do what you want in coppia con R. Kelly, passando per Venus (nuovo singolo, in dirittura di arrivo). Tra i pezzi migliori c’è senza dubbio la titletrack, ARTPOP, pezzo dance-elettronico. Tra quelli, forse, meno orecchiabili e radiofonici, Aura, leakato on-line col titolo Burqa, e utilizzato come soundtrack del film Machete Kills, di cui la stessa cantante è tra i protagonisti.

 

ARTPOP non è male, ma dopo un primo ascolto, è quasi inevitabile chiedersi “tanto rumore per nulla”?

Laura, Britney, Christina e Lady Gaga: tempo di singoli e pre-order

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Tempo di singoli e pre-order. Se c’è un merito di iTunes è senza dubbio quello di aver cambiato le regole della discografia internazionale. Se fino a qualche anno fa infatti i singoli anticipavano l’uscita degli album, oggi grazie alla musica “liquida” (così si definisce in gergo il download digitale), è possibile ascoltare, e spesso “downloadare” più brani prima dell’uscita ufficiale del disco o, addirittura, da questo possono essere estratti più singoli, anticipandone la pubblicazione. Sono ben quattro le artiste che oggi escono con un singolo o un pre-order estratto da un loro imminente lavoro. Tra queste c’è l’italianissima Laura Pausini che, dopo il duetto con Kylie, Limpido, ritorna adesso da sola con il secondo estratto, Se non te, che anticipa l’uscita dell’attesissimo Greatest Hits che ripercorre, in chiave rivisitata, i primi vent’anni di carriera dell’artista.

Sul fronte internazionale, Britney Spears, dopo aver indagato i toni house con Work Bitch, ritorna con un brano più tradizionale, e propone adesso Perfume, secondo estratto dell’attesissimo Britney Jean (in uscita il 3 Dicembre). Scevra del vocoder, che aveva offuscato la voce dell’artista nei precedenti lavori, Britney appare finalmente con una voce più pulita. Inconfondibile l’impronta di Sia, che ne ha firmato il pezzo, che, per le sonorità, ricorda quasi una ballad alla Avril Lavigne.

Tra le uscite del giorno anche Christina Aguilera che con la band A Great Big World ritorna con il pre-order di Say Something, brano che anticipa l’album del gruppo, Is there anybody out there?. Inizialmente presentata dalla stessa cantante come un duetto, la canzone è in realtà più un cameo, in cui la Aguilera fa quasi da corista, accompagnando la voce del gruppo, che presenta un brano intimo e malinconico.

A chiudere questa quadrilogia di uscite “singolografiche” anche Lady Gaga, che oggi ha pubblicato Dope e, come lei stessa ha annunciato su facebook, è l’ultimo pre-order single ad anticipare l’uscita dell’attesissimo ARTPOP, dopodiché i little monster, i fan dell’artista, dovranno aspettare ancora due giorni: il 6 Novembre anche il terzo album da studio dell’eccentrica cantante, vedrà finalmente la luce.

Lady Gaga pubblica on-line la copertina di ARTPOP

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L’attesa è finita. Lady Gaga ha postato on-line la copertina del suo prossimo album, ARTPOP, in uscita a novembre, e l’immagine ha subito fatto il giro del mondo. Sulla copertina del suo imminente disco, infatti, troneggia una scultura in cera di Miss Germanotta, che appare “plasticosa” e finta, come una sorta di Barbie, seduta nuda, mentre si copre il seno con le mani. Alle sue spalle s’intravede la nascita di Venere del Botticelli e quella che presumibilmente potrebbe essere la scultura Amore e Psiche del Canova. Un omaggio all’arte, a quella pop art di cui l’album millanta di sovvertire le regole, a partire dal titolo, ma forse anche un omaggio alle origini italiane dell’artista.

 

L’opera in copertina è un lavoro del visionario artista americano Jeff Koons, ed è stata presentata ufficialmente da iHeartRadio a seguito dei tanti tweet il cui hashtag diceva #iHeartARTPOP a supporto del “grande evento”. Uno scatto che unisce due diverse discipline artistiche, la musica e la scultura contemporanea, e che prova a far rivivere quella popart che ha trovato in artisti quali Andy Wharol la sua massima espressione. Ma la copertina sembra fallire miseramente la sua missione, a dispetto del nome illustre coinvolto nel progetto. È molto più interessante ed “inconico” l’artwork di copertina del singolo APPLAUSE, pubblicato lo scorso agosto, in cui il volto in primo piano della cantante di Pokerface è coperto di colori, dipinto come un’opera d’arte in movimento, fino a farsi arte stessa.

Justin Timberlake trionfa ai VMA 2013

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Giunti alla ventinovesima edizione, i Video Music Awards di quest’anno erano particolarmente attesi per le performance di due nuove regine nascenti della musica internazionale: Katy Perry e Lady Gaga, che si sono sfidate a colpi di ultimi singoli, Roar e APPLAUSE, e stacchetti ammiccanti. Mentre la Perry si è esibita sotto il ponte di Brooklyn, dando vita ad un vero e proprio ring di pugilato (idea, diciamolo, non proprio originalissima), Lady Gaga, come molte sue dive contemporanee o meno, da Britney Spears a Madonna, ha deciso di auto-celebrarsi, portando sul palco le “Gaga” che si sono succedute nel tempo, da Pokerface a Telephone, fino a restare quasi nuda sul palco.

Ma a rubare la scena alle due dive è stato lui, Justin Timberlake con l’attesissima reunion della sua band, gli *nsync, ed è stato proprio Timberlake uno dei principali protagonisti della serata, portando a casa ben tre premi per la bellissima clip di Mirrors, straordinariamente bella come un cortometraggio, e per il montaggio di Suit & Tie, che l’ex nsync canta in coppia con Jay-Z. E di sicuro questi premi si preannunciano come portafortuna per la seconda parte dell’album The 20/20 Experience, che verrà pubblicata, anche in edizione Deluxe, a fine anno.

Tra le rivelazioni della serata, come c’era da aspettarsi d’altronde, le ex stelline della Disney Selena Gomez e Miley Cyrus: le due cantanti infatti hanno mostrato una verve sexy e comica, dimostrando di non essere più le giovani protagoniste di sit-come per ragazzi, ma artiste mature pronte a catapultarsi nello star-system dei cantanti che contano davvero.

Ecco tutti i vincitori della serata.

 

Video of the Year: Justin Timberlake, Mirrors

Best Hip-Hop Video: Macklemore & Ryan Lewis feat. Ray Dalton, Can’t Hold Us

Best Male Video: Bruno Mars, Locked Out of Heaven

Best Female Video: Taylor Swift, I Knew You Were Trouble

Best Pop Video: Selena Gomez, Come & Get It

Best Rock Video: Thirty Seconds to Mars, Up in the Air

Best Art Direction: Janelle Monae feat. Erykah Badu, Q.U.E.E.N

Best Choreography: Bruno Mars, Treasure

Best Direction: Justin Timberlake feat. Jay-Z, Suit & Tie

Best Editing: Justin Timberlake, Mirrors

 

Best Visual Effects: Capital Cities, Safe and Sound

Katy Perry 1 Lady Gaga 0: è iniziata la guerra per il primo posto della classifica

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Protagoniste di questa settimana, manco a dirlo, sono state loro, Katy Perry e Lady Gaga, che con i brani Roar e APPLAUSE (si scrive proprio così), che anticipano i loro nuovi album, rispettivamente Prism e ARTPOP, hanno catturato l’attenzione dei media musicali e non solo. Ma c’è una piccola delusione per le due regine delle classifiche, che nella loro settimana di debutto, hanno entrambe mancato il fatidico primo posto. Un po’ meglio la Perry che con la sua Roar si è aggiudicata un dignitoso secondo posto, sottostando però a Robin Thicke, Pharrell e T.I., i quali con Blurred Lines da ben undici settimane sono ormai stabili al primo posto della classifica statunitense. Sesto posto invece per Lady Gaga, che si è vista superare da Miley Cyrus e la sua We can’t stop, che dopo tre settimane (non consecutive) al secondo posto, scende al terzo, Radioactive degli Image Dragon al quarto, e la collaudatissima coppia artistica Jay-Z featuring Justin Timberlake, con il singolo Holy Grail. 

Con il suo album Teenage Dream, Katy Perry aveva eguagliato il record detenuto da Bad di Michael Jackson, piazzando ben cinque singoli al primo posto estratti da un unico disco. Mentre Lady Gaga, con questo sesto posto segna il suo terzo debutto più alto, dopo Born this way, The Edge of Glory e You and I. Chi riuscirà a conquistare il primo posto nelle prossime settimane? 

 

Lady Gaga: on-line il singolo “Applause” e (a sorpresa) il duetto con Cher

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Forse per rispondere alla minaccia di Katy Perry, al momento l’artista più temibile, che con il singolo Roar ha anticipato l’uscita di Applause di una settimana, Lady Gaga ha deciso di far trapelare in rete il suo pezzo e, quasi in concomitanza con il pezzo della Perry, è riuscita a catalizzare l’attenzione dei social media su di sé, in visibilio per il primo inedito a due anni di distanza dall’album Born this way. Come per l’imminente album da cui è tratto, ARTPOP, in uscita a fine anno, anche Applause, nel testo, è un chiaro riferimento alla Pop Art di Andy Wharol e a quel movimento di arte contemporanea che tra gli anni ’50 e ’70 riuscì ad esprimere la propria creatività attraverso le tecniche e i materiali più disparati: stampe, litografie, barattoli e addirittura orinatoi.

L’idea della PopArt non è proprio una novità: già Madonna, nelle sue tante vite musicali, ha indagato anche questa corrente, lo dimostra l’iconica copertina della raccolta “Celebration” del 2009, in cui Madge ricordava proprio una Marilyn di Wharoliana memoria.

Dopo il suo secondo album, o meglio la riedizione del primo, The Fame Monster, Lady Gaga forse non riesce più a stupire, sia musicalmente che a livello di immagine, poiché è proprio ciò che i fan si aspettano, l’eccesso. Forse la cantante di Bad Romance ci riuscirebbe davvero, se decidesse di proporsi nel modo più semplice e pulito. Applause è tuttavia orecchiabile, benché ci si aspettasse un radicale cambio di sound, un’altra direzione musicale che ne evidenziasse le qualità vocali, è un pezzo dance in puro stile Gaga, che potrebbe riportarla ai vertici delle classifiche statunitensi, come singoli recenti non hanno (più o meno) saputo fare.

E ciliegina sulla torta, trapela on-line anche il fantomatico duetto con Cher, The Greatest Thing, che presumibilmente sarà incluso nell’imminente album della cantante di Believe

Katy Perry: on-line i primi quindici secondi di “Roar”

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Mancano pochi giorni al ritorno musicale di Katy Perry, il quale coincide con un altro attesissimo comeback musicale, quello di Lady Gaga, e negli States già si parla di sfida tra regine. Chi di loro dominerà le classifiche? Molto diverse le strategie di marketing utilizzate per la promozione dei singoli. Mentre Katy Perry, su YouTube pone fine alla Teenage Dream Era, bruciando parrucche viola, partecipando al suo funerale, e svelando quali saranno le atmosfere di Roar, il brano in uscita il prossimo 12 Agosto, Lady Gaga invece condivide sui social network il testo di Applause, il singolo che anticiperà la pubblicazione di ARTPOP, in arrivo a fine anno.

Ma le influenze di Katy Perry pare che, almeno dal punto di vista visivo, dell’immagine, non saranno molto diverse dal sogno adolescenziale visto finora: la cantante infatti continua ad indagare le atmosfere anni ’80, così come si evince dall’artwork di copertina del nuovo singolo, del quale, nell’ultima clip su YouTube, svela anche quindici secondi del pezzo, in cui canta: «Cause I am a champion / And you’re going to hear me roar» (poiché io sono un campione / tu mi sentirai ruggire ). Dai quindici secondi si potrebbe desumere che Roar potrebbe essere un pezzo pop-rock in stile anni ’80.

Sull’artwork di copertina, la Perry, di spalle, indossa una giacca di jeans con su impressa una tigre. Il brano andrà ad anticipare il quarto album dell’artista, Prism, che vedrà invece la luce il prossimo 22 Ottobre.

Lady Gaga torna e si spoglia per “V Magazine”

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Siamo così abituati al nudo che ormai quasi non dovrebbe far più notizia, ma così non è se a spogliarsi è un numero uno della musica, anche se non è la prima volta a farlo. Dopo mesi di assenza mediatica, Lady Gaga ritorna a far parlare di sé come solo lei sa fare, e così, per supportare la pubblicazione dell’album ARTPOP, in uscita a fine anno, anticipato dall’imminente singolo previsto per fine agosto, ha deciso di spogliarsi per V Magazine. La cantante di Bad Romance appare come una novella Lady Godiva, con lunghi capelli ricci castano-chiaro, coprendosi (quasi) pudicamente con le mani, mentre e seduta a cavalcioni su di uno sgabello. Le forme sono arrotondate rispetto a quelle filiformi degli esordi. Lo scatto trapelato in rete del numero di settembre del magazine americano, pare non sia quello di copertina, ma del servizio interno che, presumibilmente, accompagnerà un’intervista della cantante. 

Gaga appare naturale, sorridente, ma quasi assente. Lo scatto non è senza dubbio tra i migliori fatti dall’artista, basti pensare le covershoot per Vogue e Vanity Fair, per comprendere che Lady Gaga non è nella forma migliore, ma senza dubbio pronta a tentare di stupire ancora i suoi fan.

Lady Gaga sparita? O forse no…

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Da qualche tempo aveva mantenuto un basso profilo, alternando al momento di sovraesposizione mediatica uno di eclissi totale. Ma se anche voi temevate che Lady Gaga fosse sparita dalla circolazione, allora non dovete preoccuparvi. L’aspirante regina del pop ha infatti finalmente annunciato la data ufficiale dell’uscita del suo nuovo album. Come molti ormai sapranno, il disco si intitolerà ARTPOP, così come il singolo omonimo che dovrebbe anticiparlo. La cantante di Bad Romance ha postato sul suo profilo facebook ufficiale due nuove immagini. Una di se stessa, in cui indossa una maschera di protezione, l’altra, la foto copertina, con tutte le date da segnare sulla propria agenda musicale. Sembra infatti che il prossimo 19 agosto vedrà la luce il primo estratto, forse omonimo del disco, che farà da traino all’uscita che avverrà invece in novembre, esattamente l’11, in concomitanza alla pubblicazione di una APP. Sì, perché come anticipato nei post dei precedenti mesi, ARTPOP non sarà soltanto un lavoro discografico, ma un vero e proprio progetto che andrà a coinvolgere più ambiti. Sarà possibile pre-ordinare il disco a partire dal 1 settembre. Quali altre sorprese terrà in serbo Miss Germanotta per i suoi fan? Non ci resta altro che aspettare.

«It’s Britney, bitch!». La Spears donna dell’anno per Forbes

britney spears.jpgSe Madonna ci ha provato con MADNA e Lady Gaga con il suo Born this way Ball Tour, su tutte, un po’ a sorpresa, è Britney Spears quest’anno a spuntarla. Secondo l’ultima classifica stilata dal magazine Forbes è la bella cantante della Louisiana ad aver guadagnato di più nel 2012, con ben 58 milioni di dollari messi da parte nei soli ultimi dodici mesi, battendo reginette di tutto rispetto come Rihanna e l’astro in ascesa (quasi sconosciuta in Italia) Taylor Swift, principessa della musica country votata momentaneamente alla dance.

Britney è riuscita a battere anche la sua stessa mentore Madonna, piattandosi in vetta agli artisti che quest’anno hanno guadagnato di più.

Dal 2011 ad oggi quella della Spears è stata una vera e propria rinascita: messi definitivamente da parte gli anni degli abusi di alcol e droga, dei divorzi, dei problemi di peso (ritornando lentamente in forma) e delle performance live scoordinate, Britney è riuscita lo scorso anno con Femme Fatale, il suo ultimo album, a cambiare pelle e scalare di nuovo le classifiche, collezionando anche importanti collaborazioni come quella con Will.i.am, leader dei Black Eyed Peas, rinnovata quest’anno con il brano del fagiolino dagli occhi neri Scream & Shout, facendo di quel “Britney, bitch!” (simple del suo brano Gimme more del 2007) un vero e proprio manifesto di indipendenza, capace di oscurare le trasgressioni sessuali di Miss Germanotta o le provocazioni religiose di Miss Ciccone.

Ma merito di questa rinascita va anche a X Factor USA, di cui Britney dallo scorso anno è diventata giudice. Nel talent infatti Britney ha saputo mostrarsi come giudice severo, ma, soprattutto, coerente, e sfoggiando quella vena ironica (ed auto-ironica) che forse l’America aveva dimenticato. Insomma la donna dell’anno per questo 2012 che volge al termine è lei, ed è proprio il caso di dire: «It’s Britney, bitch!».